Detergenti, profumi, deodoranti, sieri, creme, lozioni: i prodotti per la cura personale sono tra le principali fonti di esposizione quotidiana a sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino. Ebbene, gli studenti delle superiori che seguono gli influencer sui social o guardano tutorial di bellezza, sembrano utilizzarne una quantità considerevolmente maggiore rispetto ai coetanei. E il problema non è solo la cosmeticoressia. A indagare sulla mania degli adolescenti per cosmetici e skincare sono i ricercatori della Rutgers University.
In uno studio pubblicato sul ‘Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology’, gli scienziati hanno effettuato un sondaggio sull’utilizzo di questi prodotti tra 143 studenti della Princeton High School nel New Jersey. Così hanno scoperto che più tempo trascorso sui social e un maggiore coinvolgimento con contenuti relativi alla bellezza erano collegati a un maggiore utilizzo di questi cosmetici.
Il record degli adolescenti social
Dopo aver tenuto conto di genere, anno scolastico, etnia e livello di istruzione dei genitori, i ricercatori hanno scoperto che gli studenti che seguivano gli ‘influencer della bellezza’ dichiaravano di aver utilizzato il 30% in più di prodotti nelle 24 ore precedenti rispetto ai coetanei. Coloro che guardavano tutorial su capelli e pelle ne utilizzavano il 40% in più.
Ma dov’è il problema? Oltre all’utilizzo di prodotti che non sono adatti alla pelle dei giovanissimi, a preoccupare il team è la possibile presenza di interferenti endocrini.
Si tratta di una scoperta che i ricercatori del team hanno attribuito a due studentesse, Gabrielle Kaputa e Vita Moss-Wang, che hanno contribuito a progettare e condurre il sondaggio suggerendo di includere domande sull’utilizzo di Instagram, TikTok e altri media. “I social si sono rivelati l’aspetto più interessante dei nostri risultati”, ha affermato Emily Barrett, titolare della cattedra George G. Rhoads Endowed Legacy e vicepresidente del Dipartimento di Biostatistica ed Epidemiologia presso la Rutgers School of Public Health, nonché autrice principale dello studio.
L’esposizione degli adolescenti a sostanze chimiche
“Sentiamo spesso dire che i social media possono danneggiare la salute mentale e lo sviluppo socio-emotivo dei ragazzi”, ha aggiunto. “Questo studio suggerisce un’ulteriore fonte di preoccupazione: il potenziale di aumentare l’uso di prodotti per la cura personale che spesso contengono sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino e sono potenzialmente cancerogene”. Gli adolescenti “rappresentano una popolazione particolarmente interessante da studiare, perché stanno attraversando rapidi cambiamenti, anche a livello ormonale”, ha affermato Barrett.
“Una scelta più oculata dei prodotti – ha aggiunto – potrebbe ridurre l’esposizione a sostanze chimiche”. Nel mirino cosmetici e prodotti che contengono ftalati, parabeni, fenoli o altre sostanze chimiche. Precedenti ricerche hanno dimostrato che le persone che utilizzano più prodotti tendono ad avere livelli più elevati di alcune di queste sostanze nel loro organismo. In questo studio, le ragazze hanno riferito di aver utilizzato in media 14 prodotti in un giorno, il doppio rispetto ai ragazzi.
Tra profumi ed etichette
Oltre all’uso quasi universale di saponi e dentifricio, il 57% ha riferito di aver usato profumi, “che spesso contengono ftalati, senza indicarli in etichetta”.
Ma c’è di più. “A quanto pare, gli adolescenti non leggono le etichette”, ha affermato Moss-Wang, che frequentava il secondo anno alla Princeton High School quando il progetto è iniziato e ora è al secondo anno al Wellesley College. Certo, occorrono ulteriori e più ampi lavori sui giovanissimi e sui prodotti per bellezza e igiene personale, ma questo studio ha acceso un ‘faro’ sulle insidie dei social per la salute e il benessere dei giovanissimi.

