A Sanremo bellezza senza età anche per lui, il chirurgo e i segreti per fermare il tempo

A Sanremo bellezza senza età anche per lui, il chirurgo e i segreti per fermare il tempo
Franco Bassetto Foto: Sicpre

Attenuare i segni del tempo in modo impercettibile: le strategie di bellezza per lui nell’analisi del presidente Sicpre.

Specchio delle mie brame: la distribuzione dei volumi, le rughe, la compattezza dei tessuti sono fra gli elementi di viso e collo che concorrono a suggerire l’età. Quaranta, cinquanta, sessant’anni? Dipende dalla genetica, dallo stile di vita e non solo. Un tema, quello della bellezza maschile senza età, alla ribalta dopo l’esibizione a Saremo di artisti del calibro di Fausto Leali o Raf. In particolare il cantante pugliese di ‘Ora e per sempre’, 66 anni, ha un aspetto da fare invidia a un cinquantenne.

Se l’artista ha più volte sottolineato le sue scelte di vita sana, tra alimentazione bilanciata e attenta skincare, LaSalute di LaPresse ha chiesto a Franco Bassetto, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica (Sicpre), quali sono i trattamenti e gli interventi che possono portare a un risultato anti-age naturale e impeccabile, declinato al maschile.

Questione di obiettivi

“Innanzitutto bisogna partire dall’analisi del singolo caso. Visi ‘paffuti’ e volti scarni invecchiano in modo diverso, così come le persone che hanno preso molto sole e fumano rispetto a quelle che non hanno queste abitudini. Fatta questa premessa, possiamo individuare i diversi scopi di un eventuale ritocco: riposizionare i tessuti che sono scivolati verso il basso con il passare dell’età, riduzione delle rughe d’espressione, miglioramento della qualità della pelle”, premette lo specialista.

I numeri della chirurgia plastica al maschile

Dati alla mano, queste possibilità della medicina sono scelte da un numero sempre maggiore di uomini. Secondo gli ultimi dati dell’International society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS) nel 2024 2,8 milioni di uomini nel mondo si sono sottoposti a chirurgia estetica, mentre circa 6 milioni hanno scelto procedure mini-invasive come filler e botox.

Numeri di tutto rispetto, ma ancora abbastanza esigui se confrontati con quelli delle compagne: 14,6 milioni di donne sottoposte a chirurgia estetica nel 2024 e 31,8 milioni a trattamenti di medicina estetica.

Il ringiovanimento per lui

Ma cosa si può fare? Quando il volto appare cadente, la chirurgia sembra la soluzione in grado di dare i risultati migliori. “Il mini-lifting permette di eliminare i cedimenti della parte inferiore del viso e del collo. I tessuti vengono nuovamente messi in tensione, ovviamente in modo equilibrato e senza alterare la mimica. Per le palpebre cadenti, ed eventualmente le borse sotto gli occhi, l’intervento d’elezione invece è la blefaroplastica”, chiarisce Bassetto, direttore dell’Unità Operativa complessa di Chirurgia Plastica dell’Azienda Ospedale Università di Padova.

Addio tristezza

Il passare degli anni conferisce talvolta al volto un’espressione triste. Come contrastarlo? “Spesso la causa è la ‘caduta’ della coda dell’occhio, cioè la parte più esterna, che può essere sollevata con il cosiddetto lifting del sopracciglio: prevede un’incisione nel cuoio capelluto, nella regione delle tempie. In altri casi l’espressione corrucciata è data dalle rughe glabellari, alla radice del naso. I muscoli mimici possono essere messi ‘a riposo’ con un’infiltrazione di tossina botulinica, da effettuare nello studio del medico. Un trattamento sicuro se eseguito da mani esperte, che però dà un effetto transitorio e deve essere ripetuto nel tempo”, spiega lo specialista.

Migliorare la qualità della pelle

A determinare l’invecchiamento del volto è anche la perdita di consistenza ed elasticità della pelle, caratteristica che può essere ripristinata ricorrendo a medicina e chirurgia rigenerativa. “Il nostro grasso è ricco di cellule staminali adulte, in grado di attivare nei tessuti in cui vengono trasferite con un trattamento di lipofilling, un importante processo di rigenerazione. Si creano così nuovi vasi sanguigni – dice Bassetto – e si stimolano i fibroblasti a produrre nuovo collagene, la proteina che dà consistenza ed elasticità ai nostri tessuti”. 

Questo trattamento si fa in sala operatoria, praticando una piccola lipoaspirazione in un punto del corpo (spesso l’addome o i fianchi nell’uomo) in cui il grasso è naturalmente presente. Il materiale così recuperato viene opportunamente preparato e poi trasferito nel viso, per un booster di vitalità e giovinezza.

“Nell’uomo più che mai – sottolinea Bassetto – è fondamentale puntare a un risultato di grande naturalezza. Sicuramente si tratta di un target in crescita, ma c’è ancora stigma verso chi si sottopone agli interventi di chirurgia estetica. Anche per questo motivo naturalezza e  cicatrici invisibili sono fondamentali”.

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