Il 41% delle donne rinuncia alle cure per motivi economici a fronte di un 30% degli uomini. È solo uno dei dati presentati negli stabilimenti di Lilly Italia a Sesto Fiorentino all’evento “Salute che include. Dalle differenze di genere, nuove prospettive per la salute di tutti”. Il divario di genere pesa anche sull’accesso alle cure e Lilly, in occasione dei 150 anni dalla fondazione, presenta i numeri raccolti in un’indagine di IQVIA, con la supervisione scientifica di UN Women. L’incontro nella sede dell’azienda farmaceutica statunitense alle porte di Firenze è stato l’occasione per impostare un confronto sulla salute come ambito inclusivo e attento alle differenze di genere, culturali e sociali. Da quanto emerge solo il 39% delle donne italiane è in grado di gestire attivamente la propria salute nel quotidiano. Solo il 28% delle donne dispone di una copertura assicurativa sanitaria privata o aziendale, contro il 40% degli uomini. Il numero che fa più impressione però, è quel 41% di donne che non si curano per mancanza di soldi. Non è una sorpresa per Darya Majid, presidente di UN Women Italy: “un dato che non mi stupisce. Se in Italia lavora solo il 53% delle donne significa che solo il 53% delle donne ha autonomia economica. É chiaro che se una donna non ha autonomia economica rinuncia a molte cose, in primis alla salute”. “Un dato su tutti è emblematico” prosegue Majid, “una donna su tre in Italia quando diventa mamma lascia il posto di lavoro. Finché trattiamo la maternità e la salute della donna come un problema della donna, e non della società intera, la donna sarà sempre sola e non avrà modo di auto-proteggersi e auto-curarsi”. Un cambio di approccio nel mondo del lavoro è ciò che risulta più urgente e Lilly, come spiega la Vice President HR & Sites Services Lilly Italy Hub Manuela Schumann, prova a fare la sua parte con un welfare aziendale dedicato: “Ogni dipendente in Lilly oltre ad avere un’assicurazione integrativa ha accesso a check up gratuiti annuali differenziati tra uomini e donne. Oltre a questo abbiamo progetti di accompagnamento ai nuovi genitori durante tutta la fase del percorso”. “Un’azienda che produce medicine deve prendersi cura innanzitutto della salute delle proprie persone, tenendo conto delle diverse esigenze. In Lilly lo facciamo attraverso l’assicurazione sanitaria integrativa, i check-up annuali e gli screening nel nostro campus, oltre a iniziative dedicate alla genitorialità e alla nostra community dei caregiver”. Nelle parole del Presidente e General manager Lilly Italy Hub Elias Khalil sono tre i pilastri che guidano l’azione dell’azienda farmaceutica: “Il primo è la prossimità, un paziente deve uscire di casa e raggiungere l’innovazione in modo facile. Il secondo è la perseveranza. In un’azienda come la nostra che da 150 fa ricerca e sviluppo c’è un modo di perseverare finché arriviamo alla soluzione per i pazienti. Questo richiede tempo ma con la perseveranza troviamo sempre la risposta giusta. Il terzo è la tempestività. L’innovazione deve arrivare velocemente altrimenti è esclusione. Abbiamo visto i dati di IQVIA e c’è tanto lavoro da fare”. “Un’azienda da sola non può cambiare le cose. Serve un progetto di sistema. Ci sono tanti stakeholders con cui possiamo collaborare per portare questo cambiamento ai pazienti”.
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