Mal di gola in agguato: non è ancora influenza, occhio a placche e farmaci

Mal di gola in agguato: non è ancora influenza, occhio a placche e farmaci
Mal di gola Photo by: Britta Pedersen/picture-alliance/dpa/AP Images

Il mal di gola è spesso il primo campanello d’allarme di un’infezione respiratoria, ma non è una diagnosi. Il virologo tra diagnosi e terapia

Con l’arrivo delle prime prime piogge sembra che in questi giorni tutti abbiano il mal di gola. Ma cosa sta succedendo: è già arrivata l’influenza? “Il mal di gola è uno dei primi segnali della ripresa della circolazione dei virus respiratori tipica dell’autunno. Con l’abbassamento delle temperature, la ripresa delle attività scolastiche e lavorative e la maggiore permanenza negli ambienti chiusi, aumentano le occasioni di contagio”, dice a LaSalute di LaPresse il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva all’Università degli Studi di Milano.

“Non dobbiamo però confondere tutte le infezioni respiratorie con l’influenza vera e propria. In questo periodo possono circolare rhinovirus, adenovirus, coronavirus stagionali, Sars-CoV-2 e altri agenti responsabili delle comuni sindromi da raffreddamento. L’influenza può iniziare anche con il mal di gola, ma generalmente si presenta con un quadro più impegnativo: febbre spesso elevata, dolori muscolari e articolari, spossatezza marcata e sintomi respiratori. Il solo mal di gola, quindi, non significa necessariamente influenza”, chiarisce il virologo.

Il freddo e le placche: occhio ai falsi miti sul mal di gola

Il freddo, inoltre, “non provoca direttamente l’infezione, ma può favorire condizioni ambientali e comportamenti che facilitano la trasmissione dei virus”. La presenza delle placche in gola permette di distinguere un’infezione batterica da una virale? “È un luogo comune molto diffuso, ma le placche non sono automaticamente sinonimo di infezione batterica. Quelle formazioni biancastre sulle tonsille possono comparire anche in alcune infezioni virali, come quelle da adenovirus o da virus di Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi”, spiega Pregliasco.

Lo streptococco di gruppo A è invece uno dei batteri che possono provocare una tonsillite, soprattutto nei bambini e negli adolescenti. Come regolarsi? “Alcuni elementi, come febbre, dolore intenso alla deglutizione, linfonodi del collo ingrossati e assenza di tosse, possono far sospettare un’origine streptococcica, ma non consentono da soli una diagnosi certa. Quando il quadro clinico lo suggerisce, è utile eseguire un tampone rapido per lo streptococco. Il messaggio fondamentale è che non bisogna iniziare un antibiotico soltanto perché si vedono le placche”.

Mal di gola e farmaci: istruzioni per l’uso

Quali farmaci da automedicazione possono essere utilizzati? “Nella maggior parte dei casi il mal di gola di origine virale si risolve spontaneamente nell’arco di alcuni giorni. L’obiettivo dell’automedicazione è alleviare i sintomi, non eliminare direttamente il virus. Il paracetamolo può essere utile per controllare dolore e febbre. Anche l’ibuprofene, un antinfiammatorio non steroideo, può ridurre dolore e infiammazione, ma deve essere utilizzato tenendo conto delle controindicazioni, in particolare in presenza di problemi gastrici, renali, cardiovascolari o di determinate terapie farmacologiche”, avverte lo specialista.

“È importante evitare di assumere contemporaneamente più medicinali contenenti lo stesso principio attivo e rispettare dosaggi e durata indicati nel foglietto illustrativo. Gli antibiotici non sono farmaci da automedicazione e non hanno alcuna efficacia contro i virus. Il loro utilizzo improprio favorisce l’antibiotico-resistenza, uno dei grandi problemi della sanità pubblica”, ricorda.

Spray, collutori e soluzioni ‘della nonna’

Spray, collutori e sciacqui con prodotti antinfiammatori sono davvero utili? “Sì, soprattutto quando il dolore è localizzato alla gola e rende fastidiosa la deglutizione. Esistono spray, collutori e pastiglie contenenti principi attivi ad azione antinfiammatoria o analgesica locale, come la benzidamina o, in alcune formulazioni, il flurbiprofene. Il beneficio è in genere modesto, ma questi prodotti possono contribuire ad attenuare temporaneamente bruciore, dolore e infiammazione. Bisogna però ricordare che si tratta di trattamenti sintomatici: non eliminano necessariamente la causa dell’infezione e non ne accorciano sempre la durata”.

“Anche i prodotti locali hanno controindicazioni. In particolare, quelli contenenti antinfiammatori non steroidei richiedono attenzione nelle persone che assumono altri antinfiammatori o che presentano condizioni di rischio. Possono dare sollievo anche i gargarismi con acqua tiepida e sale, una buona idratazione e le bevande tiepide, secondo la tolleranza individuale. La raccomandazione – insiste Pregliasco – è evitare di sommare indiscriminatamente farmaci per bocca, spray e pastiglie senza verificare i principi attivi”.

Quando il mal di gola deve preoccupare

Quando il mal di gola deve preoccupare? “Bisogna prestare attenzione alla sua evoluzione. Una valutazione medica è opportuna quando il dolore è particolarmente intenso, la febbre è elevata o persistente, compaiono placche associate a sintomi suggestivi di streptococco oppure non si osserva un miglioramento dopo alcuni giorni. Se invece compaiono difficoltà respiratorie, incapacità di deglutire la saliva, gonfiore importante del collo o un dolore molto intenso concentrato su un solo lato della gola, è necessaria una valutazione urgente”, raccomanda Pregliasco.

Insomma, “il mal di gola è spesso il primo campanello d’allarme di un’infezione respiratoria, ma non è una diagnosi. Non tutto è influenza, non tutte le placche sono batteriche e soprattutto non ogni mal di gola richiede un antibiotico. La strategia migliore è semplice: controllare i sintomi con farmaci appropriati, idratarsi, evitare fumo e ambienti irritanti, limitare i contatti quando si è malati e rivolgersi al medico quando i sintomi lo richiedono. E non dimentichiamo la prevenzione: con l’avvicinarsi della stagione influenzale, la vaccinazione resta uno strumento fondamentale, soprattutto per gli anziani e per le persone più vulnerabili”, conclude.

Mal di gola in agguato: non è ancora influenza, occhio a placche e farmaci
Fabrizio Pregliasco
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