Il presidente della Giunta per la Autorizzazioni della Camera Devis Dori ha presentato un ricorso alla Corte costituzionale lamentando una “menomazione, grave e manifesta” delle proprie prerogative compiuta dal presidente della Camera Lorenzo Fontana quando ha impedito all’organo collegiale di Montecitorio di visionare le chat tra Andrea Delmastro Delle Vedove e l’ex prestanome del clan Senese Mauro Caroccia nell’ambito dell’inchiesta sulla ‘Bisteccheria d’Italia”.
“Con il presente ricorso, l’on. Devis Dori, presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera dei Deputati, adisce Codesta Ill.ma Corte costituzionale affinché venga ristabilito il corretto riparto delle competenze costituzionali fra la Presidenza della Camera, la Giunta delle autorizzazioni, il Presidente di essa ed i relativi membri, a seguito dell’impedimento – senza precedenti – opposto dal Presidente della Camera al Presidente della Giunta per le autorizzazioni di prendere visione di materiale inviato dalla Procura di Roma – si legge nel ricorso anticipato da “Il Fatto quotidiano” e visionato da LaPresse – e riguardante potenziale corrispondenza dell’on. Delmastro Delle Vedove, che avrebbe dovuto essere acquisita ai sensi dell’art. 68, comma terzo, Cost. Il presente conflitto denuncia la menomazione, grave e manifesta, delle attribuzioni che individualmente competono all’On. Dori sia in quanto deputato e membro della Giunta per le autorizzazioni, sia come Presidente della stessa, circa l’accesso ai materiali trasmessi dall’autorità giudiziaria nell’ambito di richieste ex art. 68, commi secondo e terzo, Cost.”.

