Ha rapidamente fatto il giro del mondo la notizia dell’intervento, in programma nei prossimi giorni al Policlinico Gemelli di Roma, per rimuovere un nodulo al polmone diagnosticato a Papa Leone XIV. Lo stesso Pontefice ha chiarito, annunciando l’intervento durante l’Angelus, che la formazione è stata individuata dai medici in una fase “molto iniziale” e localizzata.
Cosa è e come si cura un nodulo polmonare
Ma come si cura un nodulo polmonare? Lo aveva spiegato a LaSalute di LaPresse Emilio Bria, professore associato di Oncologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il nodulo polmonare, piccola formazione nel tessuto del polmone più densa rispetto alle aree circostanti, può essere benigno o evolvere verso forme cancerogene. Ha un’incidenza elevata ed è per questo che “è una di quelle condizioni clinico-radiologiche sulle quali ultimamente si è focalizzata l’attenzione della prevenzione oncologica e della diagnosi precoce”, ci aveva detto questa estate l’oncologo.
Lo screening radiologico consente “di individuare precocemente i noduli nei soggetti a rischio, soprattutto nei forti fumatori sopra i 50 anni, e grazie a strumenti avanzati di intelligenza artificiale, ormai siamo in grado di fare una stima del rischio di malignità del nodulo diagnosticato”. A quel punto si decide se “limitarsi a monitorarlo nel tempo con controlli periodici o procedere rapidamente con gli accertamenti diagnostici, in caso, con l’asportazione chirurgica”.
Il trattamento successivo può essere immunoterapico, chemioterapico o a base di farmaci a bersaglio molecolare, a seconda delle alterazioni riscontrate sul tessuto tumorale asportato, aveva precisato l’oncologo. Dopo l’operazione si stabilisce come procedere con le terapie. L’intervento di Papa Leone è previsto per i primi giorni della prossima settimana e dal Vaticano hanno precisato che il tempo previsto per il ricovero post operatorio è di circa una settimana.

