Che cos’è il basalioma, quali sono i sintomi e come si cura? Ad attirare l’attenzione su questo tumore della pelle è stato un post del presidente della Regione Liguria, Marco Bucci. “Sono stato sottoposto a un intervento di ricostruzione cutanea al naso, dopo la rimozione, avvenuta la scorsa settimana, di un basalioma“, ha scritto Bucci in un post su Facebook.
“L’intervento è perfettamente riuscito. Ringrazio il professor Giuseppe Signorini, il dottor Paolo Iacoviello, il professor Cesare Massone e tutto il personale dell’Ospedale Galliera per la professionalità, la competenza e l’attenzione con cui mi stanno seguendo”, ha aggiunto il presidente. Un altro personaggio pubblico sceglie la trasparenza sulla propria salute, portando alla ribalta della cronaca un tumore della pelle meno noto rispetto al melanoma. Ma di che si tratta?
Identikit del basalioma
Come ricorda l’Istituto superiore di sanità il basalioma o carcinoma a cellule basali è un tumore della pelle che origina dalla trasformazione maligna delle cellule localizzate nello strato più profondo dell’epidermide. A differenza del melanoma, che origina dai melanociti ed è molto aggressivo, il basalioma si sviluppa localmente e tende a rimanere circoscritto e a non diffondersi a distanza, se non molto raramente.
Quello di Bucci è un caso classico: i basaliomi si manifestano soprattutto nelle parti del corpo più esposte al sole: viso – in particolare naso – cuoio capelluto, orecchie, collo, spalle e schiena (dorso) e risultano più frequenti negli individui con la pelle chiara. Secondo i dati Sidemast (Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse) del 2024, circa 1 persona su 1.000 sviluppa un basalioma nel corso della vita. È più frequente dopo i cinquant’anni, ma si riscontra sempre più spesso anche nei giovani a causa della crescente esposizione solare, ricordano da Humanitas.
Quali sono i fattori di rischio del basalioma
Gli esperti sottolineano la “maggiore vulnerabilità nelle persone con pelle chiara, occhi chiari e capelli biondi o rossi. I fattori ambientali comprendono l’esposizione intensa, prolungata e senza protezione ai raggi ultravioletti”, afferma il professor Marco Ardigò, capo sezione di Dermatologia Oncologica presso l’Irccs Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.
In rari casi il basalioma può insorgere in seguito a ustioni, esposizione a radiazioni ionizzanti come raggi x o per prolungata esposizione ad agenti chimici come l’arsenico. Molto meno comune è la predisposizione genetica, come ad esempio nel caso della sindrome di Gorlin-Goltz.
Come si cura il basalioma
La diagnosi di basalioma in genere viene effettuata nel corso di una visita dermatologica, attraverso l’esame clinico e la dermoscopia. “Questo tipo di tumore ha una crescita lenta e raramente si diffonde ad altri organi. In linea di massima ha una prognosi favorevole, e l’intervento chirurgico, che resta il trattamento di elezione, permette la rimozione completa del tumore nella maggior parte dei casi”, spiega Marco Ardigò.
Quando però il tumore è superficiale, o quando il paziente presenta condizioni che sconsigliano l’intervento chirurgico (per età avanzata o terapie farmacologiche in corso, per esempio), si possono valutare terapie differenti, dicono da Humanitas.
Per i carcinomi basocellulari superficiali, tra le opzioni disponibili vi è l’immunoterapia locale con imiquimod, una crema che stimola il sistema immunitario ad attaccare le cellule tumorali. Un’altra possibilità è la terapia fotodinamica, che prevede l’applicazione di un farmaco fotosensibilizzante (come l’aminolevulinato) sulla lesione, che poi viene attivato da una sorgente luminosa, distruggendo così le cellule malate. In situazioni più complesse si può ricorrere alla radioterapia o a trattamenti sistemici.

