Emma Bonino, il foulard e le parole sul tumore eredità per i malati

Emma Bonino, il foulard e le parole sul tumore eredità per i malati
Emma Bonino Foto: Archivio LaPresse

“Io non sono il mio tumore e voi non siete la vostra malattia”. Emma Bonino e l’impatto sulla cultura oncologica, parla Elisabetta Iannelli

Emma Bonino è stata una protagonista assoluta della politica italiana, una pasionaria delle battaglie in cui credeva, combattute sempre in prima persona, senza risparmiarsi. Di fronte alla malattia, ha scelto subito e apertamente di raccontare: ‘Io non sono il mio tumore e voi neppure siete la vostra malattia, dobbiamo solamente pensare che siamo persone che affrontano una sfida che è capitata’”. Lo ricorda a LaSalute di LaPresse Elisabetta Iannelli, segretaria generale della Favo, la Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia, alla notizia della scomparsa della storica leader dei Radicali.

“In questa frase semplice e potente c’era tutto il suo approccio alla vita e alla malattia, un messaggio che ha contribuito a cambiare la cultura e il modo in cui le persone vivono il cancro“, sottolinea Iannelli.

L’annuncio di Emma Bonino

“Recentemente mi sono sottoposta a dei controlli medici di routine che però hanno evidenziato la presenza di un tumore al polmone sinistro – aveva detto Emma Bonino a Radio Radicale nel gennaio del 2015 – Si tratta di una forma localizzata e ancora asintomatica, ma ciononostante richiederà un trattamento lungo e complesso di chemioterapia che è già stato iniziato e che durerà almeno 6 mesi. Non sono intenzionata ad interrompere le mie attività perché da una passione politica non ci si può dimettere, però è chiaro che le mie attività dovranno essere organizzate in base alle esigenze mediche cui è necessario dare in questo momento una priorità assoluta, cosa non facile anche per me”.

Il foulard e il tumore “affrontato a testa alta”

“Il suo foulard, da simbolo pietoso di nascondimento, è diventato per lei e per tante altre donne un semplice oggetto di abbigliamento quotidiano, indossato con eleganza e fierezza. Emma ha affrontato il tumore a testa alta, con il suo sguardo penetrante che trasmetteva la forza di chi non si fa piegare da nulla, nemmeno dalla malattia, che non le ha mai tolto la voglia di vivere intensamente fino all’ultimo istante”, ricorda Iannelli.

“La politica era nel suo sangue, il fumo nei suoi polmoni: la sigaretta è stata una sua grande debolezza, quella a cui non ha saputo rinunciare. Emma ci lascia in eredità la sua tenacia, la sua eleganza morale e la certezza che, anche nelle prove più dure, si può scegliere come vivere”, chiosa la segretaria generale Favo, che è anche vicepresidente Aimac (Associazione italiana malati di cancro).

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