Ogni farmaco è un veleno, ogni veleno è un farmaco: la differenza la fa la dose. E con il ‘miele da sballo’ finire in ospedale è molto semplice. Lo sa bene il 17enne di Frattamaggiore, finito in prognosi riservata dopo aver provato questa sostanza insieme ad alcuni amici. Conosciuto anche come mad honey o wax, il miele da sballo “è un derivato della Cannabis ad altissima concentrazione di Thc (tetraidrocannabinolo), ottenuto attraverso un particolare processo di estrazione chimica dalla pianta, eseguito utilizzando il butano”, spiega a LaSalute di LaPresse Guido Mannaioni, direttore del Centro antiveleni dell’Ospedale Careggi di Firenze e presidente eletto della Società italiana di Tossicologia (Sitox).
Si tratta di “una ‘diavoleria’ con concentrazioni del principio psicoattivo della Cannabis sativa nettamente aumentate”.
Cannabis e prodotti sempre più potenti
Ma di che parliamo? “Pensiamo che nella cannabis sono contenuti oltre 400 principi attivi, molti dei quali non sappiamo ancora cosa facciano, in termini di farmacodinamica”, spiega Mannaioni, che diventerà presidente Sitox la prossima settimana, in occasione del Congresso in programma a Bologna.
Si tratta di un mondo molto vasto di sostanze: “Da una parte c’è la cannabis terapeutica, usata in determinate situazioni patologiche, ad esempio nel controllo della sintomatologia dolorosa legata alle malattie oncologiche, poi c’è l’uso voluttuario. Il principio psicoattivo che agisce a livello del sistema nervoso centrale, determinando allucinazioni, psicosi, sensazione di euforia, è il Thc”.
“Per avere un’idea, in genere nel complesso fitoterapico questo principio attivo è presente in concentrazioni che oscillano dall’8 al 10-15%. Poi esistono piante geneticamente modificate che ne contengono fino al 20%. Ma con il miele da sballo si arriva a concentrazioni di Thc anche dell’80%: quella che ha colpito i giovani di Napoli è un’intossicazione acuta da tetraidrocannabinolo”. Stando alle ultime notizie il ragazzo ricoverato all’Ospedale San Paolo è in miglioramento, ma la vicenda ha acceso i riflettori sui derivati della cannabis.
Il mercato “è già saturo di prodotti a base di Thc ad alte concentrazioni, come la skunk”, riflette lo specialista. La ‘puzzola’ è un tipo di cannabis “con una concentrazione di tetraidrocannabinolo fino al 30%. Ma qui, con il miele da sballo, si ragiona in termini di percentuali doppie”.
I cannabinoidi sintetici
Poi c’è la pletora di “cannabinoidi sintetici. In quest’ultimo caso si tratta di molecole di sintesi con la stessa tossicodinamica del tetraidrocannabinolo, cioè che agiscono sui recettori dei cannabinoidi, attivandoli però in maniera molto maggiore rispetto al derivato naturale”, continua Mannaioni.
Gli effetti dell’intossicazione da miele da sballo
L’intossicazione da Thc “è reversibile, specie se si tratta di un singolo momento acuto. Ma l’uso della cannabis ad alte concentrazioni è in grado di slatentizzare uno stato psicotico”, avverte il tossicologo. “Si tratta ormai di dati epidemiologici acclarati. L’utilizzo di cannabis ad alte concentrazioni e in particolari età della vita, in particolare nell’adolescenza, determina un maggior rischio di sviluppare in età adulta patologie psichiatriche croniche, come la schizofrenia”.
Insomma, “difficilmente si muore per una intossicazione acuta da cannabis, specie se si interviene prontamente. Ma si sta male, c’è necessità di ricovero e si corre il pericolo di fare del male a se stessi e agli altri (ad esempio mettendosi alla guida allucinati). Sempre più frequentemente questi composti ad alta concentrazione determinano un’ospedalizzazione: a fare la differenza è la dose”, ribadisce l’esperto.
Thc fra allucinazioni e ipotensione
“Non abbiamo avuto esperienze dirette nel nostro Centro antiveleni di miele da sballo – precisa lo specialista – ma abbiamo avuto pazienti con allucinazioni e psicosi da cannabinoidi sintetici, che a volte hanno richiesto interventi intensivi e sedazione farmacologica. Il Thc può determinare anche episodi di bradicardia e ipotensione: di fatto stiamo scoprendo una tossicologia esasperata, legata a questi prodotti ad alte concentrazioni. Parliamo di una sintomatologia molto importante, che perdura per lungo tempo”, scandisce Mannaioni.
Cosa del tutto diversa è infine il ‘miele pazzo’, “prodotto dalle api che si nutrono dei rododendri”. Gli effetti ‘da sballo’ di quest’ultimo prodotto sono legati alla graianotossina, una neurotossina che può provocare allucinazioni, vertigini, cefalea e vomito, ‘utilizzata’ in ‘Assassinio a Venezia’, film ispirato a un celebre libro della ‘regina dei veleni’ Agatha Christie.

