Un ‘tunnel’ da record sui rischi del fumo: l’iniziativa a Bologna

Un ‘tunnel’ da record sui rischi del fumo: l’iniziativa a Bologna

L’iniziativa a Bologna per informare i cittadini sui rischi del fumo e sulle patologie correlate

Un imponente tunnel a forma di sigaretta, lungo 14 metri e alto 3, è apparso a piazza Minghetti a Bologna lo scorso weekend, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco celebrata il 31 maggio. All’interno il visitatore è stato guidato in un percorso multimediale informativo sui danni del fumo e sulle patologie correlate.

Le morti causate dal fumo

In Italia, secondo i dati del ministero della Salute, il fumo di tabacco è responsabile di oltre 93mila decessi ogni anno: il 20,6% di tutte le morti tra gli uomini e il 7,9% tra le donne. A livello globale, invece, l’Organizzazione mondiale della sanità stima circa 8 milioni di morti l’anno collegate al tabacco, di cui oltre 1,6 milioni causate dall’esposizione al fumo passivo.

Il tabacco è inoltre riconosciuto come causa accertata o probabile di almeno 27 malattie diverse, tra cui tumori, broncopatia cronica ostruttiva, infarto, ictus e diabete di tipo 2. In Italia fuma il 18,6% della popolazione sopra gli 11 anni

Le sostanze cancerogene 

La combustione della sigaretta libera oltre 4mila sostanze chimiche, circa 80 delle quali classificate dall’International agency for research on cancer come cancerogeni per l’essere umano, tra benzopirene, monossido di carbonio, catrame, formaldeide, arsenico, nichel, ammoniaca, acido cianidrico e radionuclidi come il polonio-210.

Gli organi più colpiti 

Il polmone è l’organo più direttamente colpito, ma il rischio oncologico si estende a cavo orale, faringe, laringe, esofago, pancreas, vescica, rene, fegato, colon, stomaco e cervice uterina. I fumatori hanno inoltre un rischio di cardiopatia ischemica, infarto miocardico e ictus da 2 a 4 volte superiore rispetto a chi non fuma.

I danni del fumo passivo 

L’esposizione involontaria al fumo è un pericolo reale anche per chi non ha mai acceso una sigaretta: il fumo passivo aumenta del 25-30% il rischio di malattia coronarica e del 20-30% quello di tumore al polmone. I bambini esposti al fumo in casa presentano una frequenza maggiore di infezioni respiratorie, attacchi d’asma e otiti ricorrenti.

La broncopneumopatia cronica ostruttiva 

Sul fronte respiratorio il fumo è il principale responsabile della broncopneumopatia cronica ostruttiva, una malattia infiammatoria progressiva che in Italia interessa circa 3,5 milioni di persone: il 5,6% della popolazione adulta, percentuale che sale al 20% circa nella fascia over 65.

I sintomi principali sono tosse cronica con catarro, dispnea (mancanza di fiato), respiro sibilante e senso di oppressione al petto. Lo strumento cardine per la diagnosi è la spirometria: un esame semplice, rapido, non invasivo e ripetibile. 

Smettere di fumare: i benefici 

La buona notizia è che il corpo umano inizia a recuperare in tempi sorprendentemente rapidi. Entro 20 minuti dall’ultima sigaretta, infatti, pressione arteriosa e frequenza cardiaca cominciano a tornare verso valori più sani. Dopo 24 ore i livelli di monossido di carbonio nel sangue si normalizzano. 

A un anno dalla cessazione il rischio di cardiopatia coronarica si dimezza; a cinque anni il rischio di ictus si avvicina a quello di chi non ha mai fumato; nei 10-15 anni successivi il rischio di tumore del polmone si riduce progressivamente, con un vantaggio in termini di anni di vita guadagnati soprattutto per chi smette prima dei 40 anni.

“Le malattie respiratorie sono tra le principali cause di morte e disabilità nel mondo, sebbene molte siano prevenibili. Fumo, inquinamento ed esposizioni professionali restano i principali fattori di rischio, e smettere di fumare rimane l’intervento più efficace”, sottolinea Paola Rogliani, Presidente della Società italiana di pneumologia.

Ma “la prevenzione da sola non basta: studi su pazienti con broncopatia e asma non diagnosticati dimostrano che una presa in carico precoce riduce di circa il 50% le riacutizzazioni e migliora funzione polmonare e qualità di vita. Identificare precocemente i soggetti a rischio con questionari e spirometria – conclude – significa trasformare le evidenze scientifiche in un’azione concreta di salute pubblica”.

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