Papa Leone XIV: “Apprensione per le guerre, non dimentichiamo chi muore a causa dei conflitti”

Papa Leone XIV: “Apprensione per le guerre, non dimentichiamo chi muore a causa dei conflitti”
AP Photo/Andrew Medichini

“Continuiamo a seguire con apprensione ciò che accade in diversi Paesi lacerati dalla guerra e dalla violenza. Non dimentichiamoci di chi soffre e muore a causa dei conflitti. E al generoso impegno per la pace uniamo anche la nostra costante preghiera”. Così Papa Leone XIV dopo l’Angelus a Castel Gandolfo. A sorpresa il Pontefice ha salutato i numerosi fedeli presenti in piazza, nonostante il forte caldo, con un giro a bordo di una golf car. Numerose le bandiere presenti, tra queste una dell’Argentina e una dell’Ucraina. 

“Dio non si impone con la forza o col dominio”

Prima dell’Angelus Papa Leone XIV ha sottolineato: “Nella vita e nella storia Dio non si impone con la forza, non occupa lo spazio per dominare, non arriva in modo trionfante, al contrario, Dio predilige la piccolezza, segno del suo amore discreto, che ci lascia liberi di accoglierlo o di rifiutarlo, che cerca di farsi strada anche in mezzo alla zizzania, che agisce in modo nascosto e invisibile come il seme più piccolo di tutti e lievita dentro la pasta senza fare rumore”. Il Pontefice, meditando sul Vangelo del giorno, ha spiegato: “Fratelli e sorelle, con queste parabole Gesù ci dice qualcosa di importante sul modo in cui Dio opera nella nostra vita e nella storia. A volte noi ci attendiamo qualcosa di clamoroso, desideriamo un Dio che intervenga dall’alto strappando subito la zizzania del male. Immaginiamo un Dio forte e potente e, purtroppo, a questa immagine adeguiamo anche il nostro modo di essere cristiani e di essere Chiesa. Invece, il Regno di Dio si diffonde anche in mezzo alla zizzania e ci chiede uno sguardo capace di cogliere il bene che germoglia anche fra le oscurità del male, senza giudicare tutto e subito; viene come il più piccolo tra i semi e domanda dunque la pazienza di saper accompagnare i processi, riconoscendolo nella piccolezza del quotidiano e nella semplicità della vita ordinaria; cresce in modo invisibile come il lievito nella farina e così ci libera dallo scoraggiamento e ci invita ad avere fiducia anche quando ci sembra che Dio sia assente. Perché in realtà egli ci accompagna sempre e il suo amore è sempre all’opera per noi”. 

La Chiesa è chiamata “ad assumere uno stile evangelico”, i suoi membri non devono contrapporsi “frettolosamente con giudizi arroganti” e non devono imporsi “con il potere e con la forza”, non devono “perdere la fiducia nell’opera di Dio”, ha aggiunto. Il Pontefice ha poi citato Benedetto XIV che, quando era cardinale Ratzinger, aveva ricordato che è necessario sottomettersi “alla logica del seme, che non è quella del successo e della grandezza, ma ci chiede di farci piccoli e di servire la vita delle persone”. “In questo modo noi stessi diventeremo come un piccolo seme di Vangelo che germoglia e come un lievito di amore che trasforma la pasta del mondo”, ha aggiunto il Papa.

© Riproduzione Riservata