Famiglia nel bosco: le 15 criticità nella perizia secondo i consulenti di Nathan e Catherine

Famiglia nel bosco: le 15 criticità nella perizia secondo i consulenti di Nathan e Catherine
Catherine Birmingham nella sala stampa della Camera dei deputati in occasione dell’Incontro pubblico sull’allontanamento giudiziale dei minori dai nuclei familiari, Roma, Mercoledì 22 Aprile 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Catherine Birmingham in the press room of the Chamber of deputies during the public meeting on the judicial removal of minors from family units, Rome, Wednesday, April 22, 2026 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

Tonino Cantelmi, Martina Aiello e la perizia della Ctu sulla famiglia nel bosco

Sono 15 le criticità rilevate dai consulenti di parte dei coniugi Trevallion-Birmingham, lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, nella perizia della Ctu (Consulente tecnico d’ufficio) del Tribunale dei minori dell’Aquila, Simona Ceccoli, sulla famiglia nel bosco. Elementi illustrati con dovizia di particolari e una ricca bibliografia nelle 322 pagine delle Note critiche di parte, depositate dagli specialisti nei giorni scorsi. Una perizia che, sottolinea Cantelmi a LaSalute di LaPresse, “ha giudicato la famiglia senza vedere davvero la famiglia e i bambini”. 

Secondo le note tecniche di parte, la Ctu “avrebbe trasformato test non utili, fonti indirette e scelte di vita non convenzionali in un quadro di inadeguatezza, senza fondare le conclusioni sul dato più essenziale: il legame vivo tra i tre bambini e i loro genitori. A rendere il quadro ancora più grave sarebbe l’assenza di una reale analisi del trauma dello sradicamento, del collocamento in struttura e dell’allontanamento dalla madre. Una valutazione che, pur dichiarando apertamente limiti e parzialità, ha prodotto conclusioni pesantissime sulla vita dei minori e sulla libertà familiare”.

Vivere diversamente, ragionano i due consulenti, non significa essere genitori inadeguati: le note tecniche di parte denunciano così un pregiudizio contro scelte di vita non convenzionali. Ecco allora i 15 punti di Cantelmi e Aiello.

Famiglia nel bosco, le 15 criticità della perizia

1) Dietro una perizia destinata a incidere sulla vita di tre bambini, le note tecniche di parte denunciano “competenze specialistiche sui minori non adeguatamente dimostrate e una neutralità messa in discussione. Un accertamento chiamato a decidere il destino di tre bambini, ma segnato fin dall’inizio da dubbi radicali sulla sua affidabilità”.

2) I bambini, al centro del procedimento, sarebbero rimasti paradossalmente ai margini della valutazione: “Non ascoltati clinicamente, non osservati nella relazione con i genitori, non considerati nelle loro manifestazioni di sofferenza”. Secondo le note tecniche di parte, il cuore vivo della vicenda familiare sarebbe stato lasciato fuori dalla perizia. E non sarebbe stato dato pieno peso alla loro sofferenza.

3) Le note tecniche di parte descrivono una valutazione psicodiagnostica segnata da errori gravi: test scelti non in base ai bisogni dell’indagine, ma alle difficoltà linguistiche dell’ausiliaria. Ne emergerebbe un impianto fragile. Da questi elementi sarebbero poi nati giudizi pesantissimi sulla famiglia nel bosco.

4) La perizia riconoscerebbe l’assenza di patologie psichiatriche e disturbi di personalità nei genitori, ma approderebbe ugualmente a conclusioni di inadeguatezza. Per le note tecniche di parte è il grande salto nel buio: da tratti caratteriali non patologici a giudizi drastici sulla genitorialità. 

5) Secondo le note tecniche di parte, la perizia avrebbe guardato i bambini senza guardare il trauma che li aveva travolti. Lo sradicamento dalla casa, il collocamento in struttura e l’allontanamento dalla madre sarebbero rimasti sullo sfondo, proprio mentre potevano spiegare il loro malessere più profondo.

6) Uno stile di vita diverso, ecologico, rurale e non convenzionale sarebbe stato letto come anomalia, anziché come scelta familiare da valutare nei suoi effetti concreti. Le note tecniche di parte parlano di un grave bias socioculturale: la diversità trasformata in sospetto.

7) Stando alle note tecniche di parte la perizia avrebbe capovolto il peso delle fonti: le valutazioni specialistiche pubbliche sarebbero finite in secondo piano, mentre relazioni indirette e non cliniche avrebbero assunto un ruolo decisivo. Una gerarchia delle prove rovesciata, con effetti potenzialmente devastanti.

8) Il contraddittorio tecnico, che avrebbe dovuto garantire equilibrio e trasparenza, sarebbe stato svuotato. Le note tecniche parlano di proposte ignorate, confronto respinto e dissenso trasformato in tensione: una dialettica peritale che, invece di aprirsi al controllo, si sarebbe chiusa su se stessa.

9) La perizia avrebbe fotografato una famiglia nel bosco “ferma al passato, ignorando i cambiamenti già avviati”. Casa temporanea, percorso scolastico, socializzazione e disponibilità dei genitori sarebbero stati sottovalutati: secondo le note tecniche, una realtà in evoluzione sarebbe stata congelata nella sua immagine peggiore.

10) La visibilità mediatica della famiglia sarebbe entrata nella perizia come elemento colpevolizzante, pur senza una dimostrazione concreta dei suoi effetti sui minori. Secondo le note tecniche di parte un dato di contesto viene trasformato in ombra sui genitori. 

11) Le note tecniche puntano il dito contro una crepa scientifica profonda: una bibliografia ritenuta debole, obsoleta o non proporzionata alla gravità delle conclusioni. Inferenze enormi, fondamenta leggere: così l’impianto della perizia rischierebbe di crollare proprio sul piano scientifico.

12) Scelte lecite e non convenzionali – dalla quotidianità familiare all’educazione dei figli – sarebbero state trattate come indizi negativi. Le note tecniche di parte denunciano il rischio più grave: trasformare la libertà educativa in una presunta prova di inadeguatezza genitoriale. 

13) Un modello educativo flessibile, basato sulla consapevolezza e meno autoritario sarebbe stato letto come carenza di regole e struttura. Per le note tecniche di parte, la perizia scivolerebbe dal piano clinico a quello ideologico, giudicando negativamente una scelta pedagogica senza dimostrare un danno concreto. 

14) La genitorialità sarebbe stata valutata senza osservare direttamente la relazione genitori-figli, affidandosi invece a fonti indirette e racconti di terzi. Per le note tecniche di parte, è una falla decisiva: una famiglia valutata senza essere davvero vista.

15) Infine secondo le note tecniche la perizia stessa riconoscerebbe limiti, parzialità e conclusioni formulate in termini ipotetici. Eppure, da quelle basi incerte sarebbero state tratte valutazioni capaci di incidere drasticamente sulla vita dei bambini e sulla libertà dei genitori: il massimo delle conseguenze, con il minimo della certezza.

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