Tiroide, per le donne molti sospetti e pochi controlli: il sondaggio

Tiroide, per le donne molti sospetti e pochi controlli: il sondaggio
Frank May/picture-alliance/dpa/AP Images

Le donne temono la tiroide ma in poche si sottopongono agli accertamenti del caso: l’indagine di VediamociChiara

Nell’immaginario delle donne, soprattutto se in menopausa, la tiroide occupa uno spazio enorme. Basta sentirsi stanche o vedere il peso che cambia perché il pensiero corra lì: “Sarà la tiroide?”. A rivelarlo è un sondaggio di VediamociChiara, il portale dedicato alla salute e al benessere delle donne. C’è un dato, in particolare, che emerge in modo netto: il 78% delle donne intervistate dichiara di soffrire o pensa di soffrire di un problema alla tiroide.

I risultati 

Quando si passa dal sospetto al percorso diagnostico, però, il quadro cambia. Solo il 21% riferisce infatti esami con riscontro positivo, mentre il 62% non si è mai sottoposta ad accertamenti. “Significa che il sospetto è molto diffuso, ma non sempre si traduce in un percorso diagnostico”, sottolinea l’endocrinologo Daniele Cappellani

I sintomi che le donne intervistate associano maggiormente alla tiroide sono variazioni di peso, indicate dal 69% delle partecipanti, stanchezza, citata dal 61%, tachicardia e palpitazioni (38%) e difficoltà di concentrazione (34%). 

Sebbene la tiroide sia un organo importante e da non sottovalutare, “stanchezza, variazioni di peso, palpitazioni o difficoltà di concentrazione possono dipendere anche da stress, carenza, alterazioni di sonora ansia, menopausa o altre condizioni. Il punto – chiarisce l’esperto – è trasformare il dubbio in una valutazione medica, non in un’autodiagnosi”. 

Le paure legate alla tiroide

L’84% del campione dice di essere molto spaventata dall’idea di avere una patologia tiroidea e il 78% la considera molto invalidante. Per Cappellani si tratta di “una paura comprensibile, perché la tiroide viene percepita come una centralina dell’organismo, in cui metabolismo, energia, peso, cuore e umore sembrano dipendere tutti da lei”. 

Variazioni di peso sospette

Ma quand’è che variazioni di peso e stanchezza devono destare sospetti? “Se sono persistenti e non episodici, non spiegabili da cambiamenti nello stile di vita e soprattutto quando si associano ad altri sintomi”, spiega lo specialista. Nell’ipotiroidismo si osservano rallentamento, sonnolenze, aumento di peso, pelle secca, stitichezza e ciclo irregolare. 

Nell’ipertiroidismo, invece, dimagrimento, tachicardia, palpitazioni, agitazione, tremori, sudorazione e intolleranza al caldo. “Ma riconoscersi in un elenco di sintomi non equivale a una diagnosi, perché serve una valutazione clinica”.

La preoccupazione per la tiroide non deve però tradursi in un incremento degli esami senza una domanda clinica precisa. “In medicina conta l’appropriatezza: l’esame giusto nel momento giusto e per la ragione giusta. Un eccesso di controlli – avvisa – può generare confusione, soprattutto se gli accertamenti vengono fatti senza indicazione”. 

Il timore della cronicità 

Tra le paure principali emerse dal sondaggio il 71% cita la terapia cronica a vita e il 63% la difficoltà di trovare il dosaggio corretto. Timori comprensibili che però “vanno ridimensionati. Alcune condizioni tiroidee richiedono una terapia continuativa, ma cronicità non significa per forza gravità o cattiva qualità della vita”, precisa Cappellani. E se all’inizio “possono servire controlli più ravvicinati, una volta raggiunta la stabilità molte persone vivono normalmente”. 

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