Italiani morti alle Maldive, cos’è la narcosi da azoto: sintomi e rischi

Italiani morti alle Maldive, cos’è la narcosi da azoto: sintomi e rischi
Immagine d’archivio (AP Photo/David J. Phillip)

Sarebbe una delle possibili cause della tragedia

Si indaga sulle cause della tragica morte dei cinque italiani durante un’escursione subacquea nell’atollo di Vaavu, nelle Maldive. Una delle ipotesi è la cosiddetta narcosi da azoto.

Cos’è la narcosi da azoto

La narcosi da azoto è un’alterazione neurologica che può colpire i subacquei durante immersioni profonde, generalmente oltre i 30-40 metri. È causata dall’aumento della pressione dell’azoto respirato con le normali bombole ad aria compressa. L’effetto viene spesso paragonato a una sorta di “ebbrezza da profondità“: il sub può sentirsi euforico, confuso o rallentato nei riflessi, con una riduzione della lucidità mentale e della capacità di prendere decisioni.

I sintomi

I sintomi possono variare da persona a persona e dipendono dalla profondità, dalla velocità di discesa, dall’esperienza e dalle condizioni fisiche del subacqueo. Tra i sintomi più comuni: sensazione di euforia o falsa sicurezza; difficoltà di concentrazione; rallentamento dei riflessi; perdita di coordinazione; alterazione della percezione del tempo e dello spazio; confusione mentale; ansia o panico improvviso; difficoltà nel leggere strumenti o seguire procedure. Nei casi più gravi, il sub può perdere la capacità di reagire correttamente a un’emergenza. La narcosi da azoto può diventare estremamente rischiosa soprattutto in ambienti complessi, come grotte, relitti o immersioni profonde, dove servono lucidità e precisione. Un sub in stato di narcosi potrebbe: perdere l’orientamento; consumare aria più rapidamente; dimenticare procedure di sicurezza; non riconoscere situazioni di pericolo; separarsi dal gruppo; non riuscire a trovare la via d’uscita. In ambienti chiusi o con scarsa visibilità, questi effetti possono avere conseguenze fatali

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