Dieta e trappole, il No Diet Day e i 3 errori da evitare sulla bilancia

Dieta e trappole, il No Diet Day e i 3 errori da evitare sulla bilancia
Foto: Archivio LaPresse

Tre errori da evitare in fatto di dieta nel No Diet Day, parla Annamaria Colao

Dalla mima digiuno alla chetogenica, passando per paleo e la nordica, l’ossessione per la dieta contagia non pochi italiani, specie in vista dell’estate. “Siamo tutti un po’ confusi: dieta è un termine che viene dal greco dìaita e vuol dire ‘stile di vita che facciamo tutti i giorni’, insomma non ha connotati negativo. Oggi però è sinonimo di limitazione, prescrizione e dunque ci piace poco, anche perché ci fa cambiare abitudini. In realtà la dieta è quello che dovremmo fare ogni giorni per stare bene, quindi mi piace il No Diet Day con lo spirito di dire no a obiettivi irrealistici di bellezza e allo stigma sul peso. Il vero problema è che ancora troppo spesso non capiamo come funziona la nostra macchina biologica”. A dirlo a LaSalute di LaPresse, in occasione del ‘Giorno senza Dieta’ che si celebra oggi, è Annamaria Colao, professoressa di Endocrinologia e malattie del metabolismo alla Federico II di Napoli e vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità.

Tre errori da evitare in fatto di dieta

C’è chi magati festeggerà oggi ‘saltando’ l’odiata dieta e chi cercherà di capire meglio cosa e quanto mangiare per restare in salute. “Il problema è che anche molti medici, pur avendo consapevolezza di medicina e fisiologia, quando si tratta di se stessi dimenticano le informazioni che hanno appreso sul funzionamento del nostro organismo”, riflette Colao, che quando si tratta di problemi di peso divide le persone in due categorie: “I nati magri, che lo sono stati fino all’età adulta e poi hanno iniziato ad aver problemi, e quelli in sovrappeso già da bambini“.

“L’errore numero uno è considerare tutti uguali, mentre non è così. Quando un paziente arriva da noi occorre capire se il suo problema è recente o storico: questo influenza non solo la strategia da adottare, ma anche la risposta della persona”. 

Secondo errore: dire ‘ho fatto sempre così‘. “La nostra macchina biologica cambia con l’età, ma anche lavoro e stile di vita influenzano il peso, mentre noi vogliamo mangiare sempre nello stesso modo. Il fatto è che, col tempo, di solito l’efficienza con cui ci liberiamo dell’energia in eccesso si riduce sempre più: da giovani bastavano 2 giorni di alimentazione più leggera per liberarci di qualche chilo di troppo, oggi occorre molto di più”.

Ultimo errore: prescrivere una dieta “senza spiegare cosa accade davvero al corpo. Il ritorno allo schema precedente è sempre in agguato. E i chili persi ritornano. Dobbiamo spiegare invece cosa è successo al peso. Insomma, no agli stereotipi sulla magrezza, ma se ci sono problemi di salute è fondamentale un intervento mirato”, aggiunge Colao. 

Per la specialista oggi è il giorno buono “per un po’ di consapevolezza: chiediamoci come siamo fatti e rispettiamo la nostra unicità”, suggerisce.

Il peso non va banalizzato

Complice anche la disponibilità dei farmaci anti-obesità, l’attenzione alla salute tende spesso a finire in secondo piano rispetto alla bilancia, mentre lo stigma sul peso resiste. Ma il problema – si chiami sovrappeso oppure obesità – “non va mai banalizzato”, in un senso o nell’altro, insiste Colao.

Dieta non è di per sé una parola negativa: occorre capire se stiamo facendo le scelte corrette per noi ogni giorno nell’ottica di una longevità sana”, puntualizza l’esperta. E il No Diet Day può essere il giorno giusto per iniziare questo percorso.

© Riproduzione Riservata