Era il 6 maggio 1976 quando alle 21 di sera un violento terremoto colpì il Friuli, con epicentro vicino a Gemona del Friuli, causando devastazione in oltre cento comuni tra le province di Udine e Pordenone. Il sisma, avvertito in gran parte del Nord Italia, provocò 965 vittime, decine di migliaia di sfollati e gravissimi danni al patrimonio edilizio e all’economia, con circa 15mila posti di lavoro persi. Una seconda forte scossa a settembre aggravò ulteriormente la situazione. Molti centri, tra cui Gemona, Buia e Venzone, furono quasi rasi al suolo, anche a causa dell’assenza di adeguate norme antisismiche.
Determinante fu la gestione dell’emergenza affidata a Giuseppe Zamberletti, che diede origine al moderno sistema di Protezione civile, con un modello organizzativo ancora oggi considerato un esempio. Oggi, 50 anni dopo quella tragedia, proprio a Gemona del Friuli si tengono le celebrazioni alla presenza di Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.











