È polemica sulla diffida all’utilizzo del nome di Enrico Mattei in relazione al cosiddetto “Piano Mattei“, che come riporta La Stampa sarebbe stata inviata via Pec all’indirizzo di posta elettronica della presidenza del Consiglio dagli eredi del fondatore dell’Eni. Il quotidiano riporta infatti che Pietro Mattei, uno dei nipoti di Enrico, avrebbe recapitato a Giorgia Meloni una diffida definendo il suo operato “in totale antitesi” con le gesta dello zio.
Pietro Mattei dice al giornale di trovare “veramente inaccettabili le politiche del governo”, dall’immigrazione, ai costi dell’energia e ai rapporti con gli Stati Uniti. “Mattei aveva sfidato gli americani, non era il loro servo. E secondo alcune tesi potrebbe essere stato ucciso proprio per questo”, dice l’erede in riferimento a quella che rimane una delle morti più misteriose degli anni ’60.
Le reazioni delle opposizioni
Immediate le reazioni delle opposizioni alla notizia. L’ex premier Giuseppe Conte, leader del M5S, in aula alla Camera mentre sono in corso le votazioni sul decreto sicurezza, attacca: “Avete costretto a diffidarvi gli eredi di Mattei dall’associare il loro nome ai vostri progetti sull’immigrazione, sulle politiche energetiche, sulla politica estera. Hanno detto ‘Non vi permettete più di parlare dei Mattei, non è mai stato servo di altre potenze’”.
Anche la capogruppo di Avs alla Camera Luana Zanella fa sapere di aver presentato un’interrogazione alla presidente del Consiglio. La vicenda “suona come una nuova grana per il governo Meloni”, le parole di Zanella. Che poi aggiunge: “Nell’attesa di avere comunicazioni ufficiali da Palazzo Chigi, chiediamo di sapere come si intenda ora procedere e come si voglia porre rimedio alla questione. In ogni caso, aver usato il nome di una figura di eccellenza della storia del 900, noto per il suo lavoro innovativo e di dialogo paritario con il sud del mondo per propagandare un nuovo piano di colonizzazione è stata una scelta radicalmente scorretta”.

