La Procura di Milano valuterà nelle prossime settimane se sentire come testimoni e persone informate sui fatti alcuni calciatori di Serie A e internazionali che dovessero risultare aver avuto rapporti con le escort al centro dell’inchiesta per associazione a delinquere e sfruttamento della prostituzione sull’agenzia di eventi MA.DE di Cinisello Balsamo. La decisione è al vaglio della procuratrice aggiunta, Bruna Albertini, che lavora con la guardia di finanza ma agli inquirenti, che non intendono creare morbosità mediatica attorno alla vicenda, non sarà sufficiente che un professionista venga citato nelle intercettazioni o nelle chat acquisite per convocarlo come testimone. Serviranno ulteriori riscontri di prova che derivino dagli accertamenti informatico-forensi sui cellulari e i dispostivi degli indagati o da quelli finanziari, attraverso i bonifici sui conti correnti, e che dimostrino il coinvolgimento diretto degli sportivi come clienti delle ragazze procacciate dalla presunta organizzazione criminale. Anche in questo caso i calciatori non risponderebbero comunque di alcuna ipotesi di reato.
I giocatori non sono indagati
La Procura di Milano cerca i nomi di 65 calciatori professionisti e di 5 club di Serie A nei dispositivi degli indagati . I nomi di molti degli sportivi, tutti non indagati perché non è un reato ottenere sesso a pagamento, si trovano nell’elenco delle parole chiave con cui la procuratrice aggiunta Bruna Albertini e il Nucleo pef della guardia di Finanza intendono analizzare i i cellulari di Deborah Ronchi, del compagno Emanuele Buttini, e degli altri due collaboratori della coppia finiti ai domiciliari, il 32enne Alessio Salamone e il 29enne brasiliano Luz Amilton Fraga, tutti assistiti fra gli altri dagli avvocati Marco Martini.
Le indagini dalle parole chiave nei telefoni degli indagati
Sono centinaia le ‘chiavi di ricerca’ indicate dagli inquirenti nei decreti di perquisizione e che saranno utilizzate per estrarre le copie forensi dai dispositivi informatici degli indagati: oltre ai 65 nomi di professionisti di Serie A di numerosi club, fra cui Milan, Inter, Juventus, Lazio, Monza, Como e Verona e altri di caratura internazionale, quelli delle escort e delle ragazze-immagine che partecipavano alle serate, compaiono molte delle parole utilizzate dagli indagati nelle intercettazioni agli atti. Come “fattura”, “festino”, “hotel”, “brasiliana”, “greca”, “buste”, “escort”, “sesso”, “scopare”, “hype”, “pagamento in nero”, “discoteca”, “Sardegna”, “ragazze”, e “bombole” per trovare altre prove dell’utilizzo di “gas esilarante” a base di protossido di azoto distribuito ai clienti dei party con dei “palloncini” e utilizzato come sostanza psicotica non rilevabile dai test anti-doping e per questo motivo gradito ai professionisti.

