Il 55% della popolazione mondiale vive in città ed entro il 2050 la quota è destinata a crescere fino al 68%. Ma in che modo l’urbanizzazione sempre più serrata incide sul benessere di chi abita in città? “La salute delle persone che vivono in città è il risultato dell’interazione tra molteplici determinanti sociali, ambientali e comportamentali”, spiega Daniele Gianfrilli, ordinario di Endocrinologia alla Sapienza di Roma.
Biodiversità e malattie croniche
Nella Giornata mondiale della Terra, il professor Gianfrilli ci ricorda che l’ambiente urbano e le sue caratteristiche ecologiche stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nelle strategie di prevenzione delle malattie croniche.
“La presenza di biodiversità negli spazi verdi e blu, insieme alla loro accessibilità, può influenzare in modo significativo i comportamenti quotidiani, incidendo su livelli di attività fisica, scelte alimentari, qualità del sonno e benessere psicologico, tutti fattori strettamente connessi alla prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili”.
L’inquinamento causato dalle città
Secondo l’Oms le aree urbane producono oggi circa il 60% delle emissioni globali di gas serra. Le temperature urbane possono essere da 3 a 5 °C superiori rispetto alle aree rurali circostanti. Le città, inoltre, sono oggi epicentro dell’epidemia di malattie croniche non trasmissibili, tra cui malattie cardiovascolari, ictus, asma, tumori, diabete, obesità e depressione.
Il progetto ‘Biodiversità urbana e salute dei cittadini’, presentato al Cnr di Roma, punta a sviluppare azioni proprio sulla biodiversità negli spazi urbani, integrando salute umana, animale e ambientale in una visione sistemica, secondo i principi dell’approccio One Health.
“Questo progetto si pone l’obiettivo di creare connessioni tra stakeholder differenti, professionisti di settore, istituzioni, università e popolazione, per trasformare le conoscenze scientifiche in competenze diffuse e buone pratiche quotidiane”, evidenzia Marco Ronchi, Ceo di Healthcom Consulting, promotore dell’iniziativa con Twig e la Unesco chair on Urban health della Sapienza.
Per Andrea Lenzi, presidente del Cnr e chairholder Unesco chair on Urban health, “realizzare un progetto dedicato a biodiversità e salute urbana è un investimento per il futuro delle città stesse. Vogliamo creare un ponte tra scienza, cittadini e territori”, auspica Lenzi. “L’urbanizzazione – conclude – è un fenomeno sociale inarrestabile che va accompagna con un impegno trasversale di tutte le istituzioni”.

