Uomini e topi: dai ratti alle arvicole, identikit e rischi per la salute in città

Uomini e topi: dai ratti alle arvicole, identikit e rischi per la salute in città
(Rattus norvegicus) Photo by: Wolfram Steinberg/picture-alliance/dpa/AP Images

Spesso in città vengono chiamati topi quelli che in realtà sono ratti: le aree predilette e i rischi per la salute.

Altro che il simpatico e furbo roditore protagonista di cartoni e fumetti. “Spesso in città vengono chiamati topi quelli che in realtà sono ratti: ce ne sono due specie, una che ama l’acqua, le cantine, le fogne e le caditoie e l’altra che sta in alto sui pini, dove mangia i pinoli, e sui tetti. Nel primo caso si tratta del ratto norvegico, nel secondo del ratto nero. Poi ci sono i topolini e, nelle zone di periferia, il topo selvatico: la cosiddetta arvicola”. A ‘censire’ i (tanti) topi di città è Enrico Alleva, etologo e accademico dei Lincei, che parlando con LaSalute di LaPresse precisa: “Se un ratto maschio può superare i 500 grammi, un topo raramente supera i 26-27 grammi”.

Le zone predilette dai topi

“A entrare in casa sono i topolini – continua Alleva – tanto che il loro nome ufficiale è topolino delle case: si infilano sotto le moquette e nelle intercapedini. Certo, fare una stima della loro presenza nelle città è difficile, perché le popolazioni di roditori fluttuano e dipendono dalle stagioni”.

” Alcune zone urbane, come le aree lungo i fiumi o nei pressi dei porti e, nelle città dove non c’è acqua, le zone di mercato, sono quelle a più alta densità di topi. A Roma i topolini si trovano facilmente tra i sassi della metropolitana, in mezzo ai binari”, aggiunge l’esperto.

“Dove c’è l’acqua, dai fiumi ai laghi fino ai navigli, troviamo il topo ‘delle chiaviche’, non il ratto nero. Sul fronte della salute la paura maggiore è legata alla leptospirosi. Certo, è complicato avere dati sulla diffusione di questa malattia estremamente insidiosa”, dice Alleva.

Di Rosa (SiTi): ‘Perché i topi amano le città’

Ma perché questi animali scelgono i centri urbani? “I topi trovano nelle grandi città ambienti adeguati per la loro crescita e per la protezione dal clima estremo. Un’opportunità legata anche alla facilità di alimentazione, tanto che in estate si vedono di più in giro: escono in cerca di cibo”, puntualizza LaSalute di LaPresse Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana d’Igiene (SItI). 

“La presenza di un fiume e di una rete di scarichi costituisce un habitat ideale per la proliferazione di questi animali, ma anche le gallerie dei servizi di una grande città favoriscono lo sviluppo dei topi. Quindi, in ottica di salute, è fondamentale la prevenzione, perché il contatto con gli esseri umani non è senza rischi. È fondamentale che si attui negli edifici pubblici e privati un piano di controllo che individui situazioni di rischio per le opportune disinfestazioni, con trappole utili per monitorare la situazione e consentire il contrasto dei roditori”.

I topi, infatti, “attraverso feci e urine eliminano agenti patogeni pericolosi, dalla leptospirosi ad altre patologie”, ricorda Di Rosa. Pensiamo solo alla peste, ma anche a salmonellosi, toxoplasmosi e hantavirus. “Un’attenzione che deve essere elevata in contesti urbani”, conclude l’esperto, ma anche nel caso delle abitazioni di campagna.

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