Il clima che circonda la vicenda della famiglia nel bosco si fa incandescente. “Mi sento di fare un appello affinché tutti i protagonisti di questa vicenda abbiano a cuore semplicemente il benessere dei bambini. Purtroppo ogni azione scatena una reazione, ma credo che la nostra responsabilità sia quella di fermarci e di lavorare solo nell’interesse dei piccoli”. A dirlo a LaSalute di LaPresse è lo psichiatra Tonino Cantelmi, professore dell’Università Gregoriana nel team dei consulenti dei legali dei coniugi Trevallion.
“Registro che in questo momento stiamo perdendo la bussola e ogni giorno che passa aumentiamo il dolore” dei bambini, aggiunge lo psichiatra tornando sul caso della famiglia del bosco dopo che “sono state riportate come parole mie dalla stampa, per un equivoco, quelle di un parere legale relativo al precedente esposto nei confronti dell’assistente sociale, peraltro rivolto semplicemente all’ente di appartenenza”.
Scontri sulla famiglia nel bosco
“Tengo a precisarlo, perché il momento che viviamo in questa vicenda si sta caratterizzando per scontri istituzionali spaventosi – dice ancora Cantelmi – L’assistente sociale contro i legali della famiglia e, quindi, di fatto contro la famiglia; la Garante nazionale dell’infanzia, un gigante, costretta a definire come ‘balle’ alcune affermazioni rappresentate dall’ente che gestisce il servizio sociale implicato”. Insomma, per Cantelmi è davvero arrivato il momento di abbassare i toni e di “lavorare solo nell’interesse dei bambini”.
Le parole di Marina Terragni
“Ho incontrato i bambini Trevallion. Stanno fisicamente bene ma la loro notevole agitazione psicomotoria, insieme a un atteggiamento di paura e diffidenza nei confronti degli estranei, rivela un disagio evidente che non sorprende visti i ripetuti traumi a cui sono stati sottoposti, ultimo l’improvvisa separazione dalla madre che ha vissuto con loro questi quasi quattro mesi nella casa-famiglia di Vasto”, aveva detto Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, dopo la visita nella struttura che ospita i bambini della famiglia nel bosco.
“Non resta che auspicare una rapida risoluzione della vicenda per il bene dei bambini e per la salvaguardia del loro futuro, intraprendendo ogni possibile mediazione e tenendo conto che la misura del tempo nell’età evolutiva non è paragonabile a quella degli adulti, e in particolare ai tempi dei procedimenti giudiziari”, aveva aggiunto Terragni.

