In attesa della perizia psicologica in programma il 23 gennaio, la situazione della famiglia nel bosco sembra complicarsi. Si starebbe valutando l’allontanamento della mamma Catherine Birmingham dalla casa famiglia di Vasto che attualmente la ospita con i suoi figli. Un’ipotesi stigmatizzata da Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, convinta che non sia “immaginabile, qualunque sia l’atteggiamento della signora, che ai tre minori si possa infliggere un ulteriore trauma, dopo quello del prelevamento dalla loro casa nel novembre scorso”.
Ebbene, c’è da dire che “in questo momento i genitori sono impauriti, si sentono schiacciati e impotenti”, come racconta a LaSalute di LaPresse Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta specializzato in neurosviluppo, professore dell’Università Gregoriana, nel team dei consulenti dei legali di Catherine e Nathan Trevallion Birmingham.
E, dopo tutto quello che è accaduto alla famiglia nel bosco “c’è da capirli. Per questo mi chiedo sempre se davvero stiamo facendo tutto il possibile. Forse – aggiunge lo specialista – dobbiamo accompagnarli, aiutarli, sostenerli di più, creare una relazione che costituisca un’autentica alleanza empatica”.
I dubbi dello psichiatra
Cantelmi non ha mai nascosto il suo punto di vista. Ma non si dice preoccupato dall’irrigidimento che sembra arrivare dalla tutrice. “No, sono sicuro che prevarrà il buonsenso. Faccio chiarezza su un punto, però. Quando si dice: ‘Abbiamo fatto tutto e non ci siamo riusciti’, siamo davvero sicuri che sia proprio così? Per esempio, prima che avvenisse il prelievo dei bambini e la loro radicazione dal contesto familiare, siamo sicuri che sia stato fatto tutto?”.
“A me – riprende lo psichiatra – dicono che ci sono stati solo tre incontri in un anno con il servizio sociale e due incontri con la presenza anche di forze dell’ordine. Se fosse così, non ci sarebbe da riflettere? Ma torniamo a oggi: siamo sicuri che il sistema istituzionale stia facendo davvero tutto quello che può?”.
C’è poi un’altra questione da chiarire: come stanno davvero i bambini? “Non lo so, vedremo in corso di perizia. Al momento – riprende lo specialista – faccio davvero fatica a pensare che siano sereni. Ma come si può pensare che da un contesto affettuoso, immerso nella natura, pieno di relazioni familiari ricche e serene, digital detox, improvvisamente possano essere catapultati in un contesto completamente diverso e privati dei genitori, senza che avvenga qualcosa dentro di loro?”.
Riunire la famiglia nel bosco
L’obiettivo di Cantelmi è chiaro. “Riunire questa famiglia e aiutarla in un percorso di migliore integrazione sociale e scolastica. Ma comunque rispettando i loro valori di fondo”. A fine mese c’è un appuntamento importante. “Spero davvero che la perizia faccia chiarezza. Ma mi auguro anche che sia più veloce possibile. Prolungare il dolore non serve davvero a nessuno”, chiosa lo psichiatra.

