Quando l’amore fa bene al cuore: cosa dice la scienza

Quando l’amore fa bene al cuore: cosa dice la scienza
Photo/Ondrej Deml (CTK via AP Images

Una storia d’amore solida può ridurre il rischio cardiovascolare, ma il batticuore può diventare un segnale da ascoltare.

“Quando c’è l’amore, c’è tutto”, dice Marta a Gaetano in ‘Ricomincio da tre’. “No, chella è ‘a salute”, risponde lapidario il personaggio interpretato da Massimo Troisi. Ma forse, a ben vedere, amore e salute possono anche camminare insieme.

Quando l’amore fa bene al cuore

La scienza ci dice che legami affettivi solidi e relazioni significative dal punto di vista emotivo sono associati a una riduzione del rischio cardiovascolare. Diminuiscono i livelli di cortisolo, migliorano la variabilità della frequenza cardiaca, aumentano l’aderenza alle cure e favoriscono uno stile di vita più equilibrato. L’amore, quindi, fa bene al cuore.

“Chi si sente sostenuto dal punto di vista emotivo risponde meglio alle terapie, si prende più cura di sé e affronta anche la malattia con maggiori risorse interiori”, spiega Nicola Maurea, direttore della struttura complessa di Cardiologia, al Pascale, l’Istituto dei tumori di Napoli, in un focus in vista di San Valentino.

L’innamoramento attiva un complesso dialogo tra cervello, sistema nervoso autonomo e apparato cardiovascolare: negli innamorati aumentano adrenalina, dopamina e ossitocina, salgono frequenza cardiaca e pressione, si modifica la percezione del tempo e del corpo. Nella maggior parte delle persone sane, questi cambiamenti sono transitori e innocui. Ma, in alcuni casi, il batticuore può diventare anche un segnale da ascoltare.

Ma occhio al batticuore

“Soprattutto nelle persone fisicamente fragili l’attivazione emotiva può favorire palpitazioni, tachicardie o senso di affanno, specie in presenza di anemia, disidratazione, terapie cardiotossiche o disturbi d’ansia”, avverta Maurea. “Non parliamo quasi mai di eventi pericolosi, ma di sintomi che meritano attenzione clinica. Il corpo, durante una malattia importante, è più sensibile anche agli stimoli emotivi”.

Il rischio maggiore nasce quando l’emozione si trasforma in agitazione persistente, insonnia, paura dell’abbandono o iper-coinvolgimento, alimentando uno stress cronico capace di peggiorare stanchezza e disturbi cardiaci. “Non bisogna evitare l’innamoramento, ma viverlo con equilibrio, ascoltando il corpo. Palpitazioni persistenti, capogiri o affanno vanno segnalati al medico, per distinguere tra reazioni emotive e veri problemi cardiaci”, conclude il cardiologo.

Il batticuore può quindi essere insieme segno di vita e campanello d’allarme. Ma la sostanza non cambia: coltivare relazioni autentiche fa bene al cuore, alla mente e, letteralmente, alla salute. 

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