Una rettrice fra i tedofori delle Olimpiadi 2026, a testimonianza del forte legame tra educazione, ricerca e sport. C’era anche Elena Beccalli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, in divisa bianca, a portare la fiamma olimpica. “Ritengo che lo sport condivida i medesimi valori dell’educazione: rispetto, impegno, inclusione, valorizzazione dei talenti“, ha detto Beccalli.
“Sono i valori che noi educatori siamo chiamati a promuovere e che ogni giorno coltiviamo nella nostra università. Uno spazio per favorire il dialogo tra persone, popoli e culture. Uno spazio per educare alla complessità e al rispetto universale dei diritti, fornendo gli strumenti necessari per intrepretare la realtà, anche quella apparentemente più lontana. Uno spazio – ha evidenziato la rettrice – per educare all’impegno e per formare persone capaci di vivere le sfide trasformando le fragilità in risorse. Uno spazio dove si impara il valore del lavoro in squadra“. Così prezioso nello sport.
La rettrice ha portato la Fiamma Olimpica per un tratto del percorso milanese, consegnandola poi a un gruppo di studentesse e di studenti dell’Ateneo che hanno proseguito verso San Siro per l’accensione di uno dei due bracieri della prima Olimpiade invernale diffusa.
Un momento delicato per la storia e il potere delle Olimpiadi 2026
D’altra parte queste Olimpiadi invernali “rappresentano un evento straordinario in un momento storico delicato, perché rendono visibili valori che oggi appaiono vulnerabili”, ha aggiunto emozionata la rettrice tedofora. “È stata un’esperienza unica soprattutto perché vissuta insieme agli studenti dell’Ateneo”, ha confessato.
La Cattolica tra ricerca e sport
Pilastro della formazione e della Cultura, la Cattolica da sempre è attenta allo sport. Dal 2019 l’Università del Sacro Cuore collabora con Fondazione Milano Cortina 2026 promuovendo numerose iniziative, attività e progetti che riflettono lo spirito dell’ateneo. Forte di “una lunga tradizione accademica nella formazione di professionisti dello sport, cominciata nel 1964 con l’istituzione dell’Isef, oggi corso di laurea in Scienze motorie e dello sport, con la laurea triennale in “Scienze motorie e dello sport” e la magistrale in “Scienze e tecniche del benessere e dello sport”, come ha ricordato la rettrice.
Col tempo si sono aggiunti master, summer school, corsi di formazione continua e un dottorato di ricerca. Senza dimenticare il percorso di Dual Career, “realizzato nel 2018, tra le prime Università in Italia, per sostenere la doppia carriera degli atleti di alto livello che scelgono di continuare a studiare”, ha detto la rettrice Elena Beccalli.

