Il caffè è per molti la bevanda più amata, fonte irrinunciabile di energia per affrontare la giornata e combattere stanchezza e torpore. Sono 35 miliardi le tazzine consumate ogni anno in Italia. Ma il tema dell’impatto sulla salute pubblica continua ad animare il dibattito: il caffè fa bene o male?
Il ‘processo’ al caffè
Per rispondere a questa domanda, l’Ordine dei Medici di Milano ha intentato un simbolico ‘processo al caffè’, analizzando in modo critico effetti, benefici e contraddizioni. Il verdetto? Assoluzione, seppur con qualche limitazione.
La soglia orientativa è stata fissata a tre tazzine di caffè italiano al giorno, con limiti per le persone con patologie cardiovascolari, neurologiche o con disturbi del sonno. “Ciò che viene considerato un gesto innocente, può in realtà nascondere implicazioni serie”, avvisa Stefano Carugo, direttore Uoc di Cardiologia al Policlinico di Milano.
I rischi
“Nelle persone vulnerabili, il consumo di caffè può aumentare il rischio di ipertensione arteriosa, insonnia cronica, palpitazioni e crisi d’ansia”, aggiunge Carugo. “La caffeina ha effetti cardiologici e neurologici reali: il consumo non è mai del tutto privo di rischi”.
L’assunzione regolare di caffè può produrre effetti negativi anche sul cavo orale, come “la pigmentazione dentale e il potenziale erosivo, spiega l’odontoiatra Lucia Giannini. “Ma esercita anche un’influenza rilevante sul microbiota orale, sui tessuti parodontali e sul metabolismo dell’osso alveolare”.
I benefici
Altrettanto agguerrita la ‘difesa’ dell’imputato in tazzina. “Il caffè non è un veleno”, dichiara Nicola Montano, ordinario di Medicina interna del Policlinico di Milano. “Studi recenti, condotti su oltre un milione di persone, mostrano che il consumo moderato è associato a minore rischio di diabete di tipo 2, ictus, depressione e mortalità generale”.
La letteratura più solida evidenzia poi “benefici significativi sul fegato, sulla funzione cognitiva e sulla qualità della vita. Negli adulti sani, bere tra i 3 e i 5 caffè al giorno può addirittura far bene alla salute”, rilancia Montano.
La medicina dentro la vita reale
“Questo processo ha rappresentato un’occasione di riflessione culturale e scientifica, capace di coinvolgere medici, cittadini, studenti e istituzioni”, conclude Maria Teresa Zocchi, responsabile scientifica del processo con Maria Grazia Manfredi e Claudio Pagliani. “Un modo per portare la medicina fuori dai congressi e dentro la vita reale, affrontando con rigore ma anche con ironia i temi della salute pubblica”.

