Olimpiadi 2026: dal Nas all’Iss, l’impegno per la sicurezza

Olimpiadi 2026: dal Nas all’Iss, l’impegno per la sicurezza
(AP Photo/Antonio Calanni)

Anche i Nas e gli esperti dell’Istituto superiore di sanità in campo per la sicurezza delle Olimpiadi: il focus.

Non solo volontari, organizzatori e atleti: anche i Carabinieri del Nas e gli esperti dell’Istituto superiore di sanità (Iss) sono in campo per la sicurezza delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026. “Siamo presenti su tutti i siti”, ha spiegato il generale Raffaele Covetti nel corso della presentazione del bilancio 2025 dei controlli effettuati dai Carabinieri della Salute.

D’altra parte i Nas, “in accordo con la Nado Italia, solo nel 2025 sono stati impegnati in 165 controlli su atleti professionisti e amatoriali, in e out competition, evidenziando 4 casi di positività. In caso di competizioni come le Olimpiadi subentra la Wada – ha precisato Covetti – ma siamo presenti su tutti i campi e possiamo effettuare controlli” in qualità di ispettori investigativi anti-doping.

Nel mirino dei Carabinieri anche il traffico di farmaci a effetto dopante: Covetti ha segnalato l’operazione delle scorse ore che ha permesso di intercettare un carico di sostanze arrivate dal Sud-Est asiatico, assemblate in laboratori di fortuna prima di essere immesse sul mercato.

Epidemic intelligence alle Olimpiadi di Milano Cortina

Come accade in caso di possibili raduni di massa, l’attenzione degli epidemiologi è rivolta anche ai segnali spia di malattie infettive. In questo caso l’azione coordinata dall’Iss in collaborazione con le regioni Lombardia e Veneto e le Pa di Trento e Bolzano prevede il monitoraggio attraverso attività che gli esperti definiscono di ‘epidemic intelligence’. 

Di che si tratta? Ad esempio, dell’analisi dei giornali online e di tutti i possibili segni di malattie infettive, contaminazione di cibo, acque e di inquinanti ambientali nelle zone interessate dai Giochi. In ‘campo’ 21 analisti locali e 19 nazionali.

“Un’attività di routine in caso di eventi di questo tipo – come spiega Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss – che però ci permette di avere un ulteriore presidio di sicurezza per intercettare precocemente e intervenire in caso di eventuali segnali sospetti”.

Una sorta di sorveglianza rafforzata, che andrà avanti per 42 giorni, fino al 17 marzo. Contemporaneamente – e solo per il periodo delle Olimpiadi – verrà alzato il livello di attivazione della sorveglianza sul territorio nazionale in collaborazione con il Network Italiano di Epidemic Intelligence. L’Iss parteciperà insieme all’ufficio europeo dell’Oms e al Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc) anche al monitoraggio degli eventi fuori dal territorio nazionale collegati con le Olimpiadi.

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