La nutrizione oncologica è ancora uno degli aspetti più trascurati nel percorso terapeutico dei pazienti: il 30% dei malati di cancro approccia le terapie già con problemi di malnutrizione e molti, una volta dimessi, non ricevono supporto e indicazioni adeguate per curare la propria alimentazione.
“La malnutrizione comporta una degenza superiore e una minore tolleranza ai trattamenti”, sottolinea Riccardo Caccialanza, direttore della Sc Dietetica e nutrizione clinica della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, intervenuto all’evento al Senato ‘Quando nutrirsi è curarsi: il valore della nutrizione specializzata in oncologia”.
La Giornata mondiale contro il cancro
Non è un caso se l’evento ha avuto luogo proprio il 4 febbraio, la Giornata mondiale contro il Cancro. “Oggi di cancro si guarisce: più del 30% delle persone sopravvivono alla malattia”, fa notare Francesco De Lorenzo, presidente della Favo, la Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia. “Dobbiamo però continuare a lavorare per migliorare la qualità della vita dei pazienti”, aggiunge.
Le disparità regionali
La nutrizione oncologica non può prescindere dal ricorso agli Ons, i supplementi nutrizionali orali, alimenti a fini medici speciali che servono a contrastare la malnutrizione derivante dalla patologia oncologica. Anche qui però si presenta un problema atavico della sanità italiana: la disparità regionale nell’erogazione dei trattamenti. Alcune regioni, come la Lombardia, garantiscono l’accesso al supporto nutrizionale, mentre in altre è parziale e in altre ancora completamente assente.
“La disuguaglianza nel supporto alla terapia nutrizionale va superata”, afferma con convinzione Ugo Della Marta, direttore generale dell’Igiene e della sicurezza alimentare del ministero della Salute. Un primo significativo passo avanti è già stato compiuto con l’inserimento in legge di bilancio di una norma che ha reso obbligatorio lo screening nutrizionale precoce.
“In questi giorni – prosegue Della Marta – il governo sta rivalutando il Dpcm che modificherà i Livelli essenziali di assistenza. Speriamo che già in questa sede ci sia la possibilità di includere nei Lea l’accessibilità uniforme agli alimenti a fini medici speciali, per garantire ai pazienti pari diritti in tutta Italia”.

La nutrizione è parte della cura
In Italia sono circa 390mila le diagnosi di tumore ogni anno e secondo i dati di Aiom, quasi il 60% dei pazienti oncologici è a rischio di malnutrizione già al momento della diagnosi. “Per troppo tempo la nutrizione oncologica è stata considerata accessoria rispetto alle terapie, quando invece è parte integrante della cura e incide sugli esiti clinici e sulla qualità della vita del paziente”, fa notare la senatrice Licia Ronzulli, promotrice dell’iniziativa.
“La nutrizione non cura il cancro, ma serve a far sì che le terapie siano più efficaci e tollerare al meglio. È una terapia concomitante e di supporto a quelle oncologiche”, aggiunge Caccialanza. “I primi giorni di degenza sono fondamentali. Il paziente è debilitato e se non intercettiamo le sue esigenze nutrizionali in quel momento, saremo sempre costretti a inseguire. Oggi poco più del 20% dei malati riceve la supplementazione orale. Dobbiamo cambiare marcia”.
Le testimonianze degli ex pazienti
“Mi sono ammalata di tumore al seno sedici anni fa”, racconta alla platea Rosanna Banfi, che insieme al padre Lino, attore e comico amato da intere generazioni, ha raccontato la sua personale esperienza con la malattia. “Nessuno all’epoca mi spiegò cosa e come mangiare. A volte cercavo conforto nel cibo spazzatura. Spesso a dare informazioni e supporto sono i volontari delle associazioni, ma è un compito a cui dovrebbero assolvere gli stessi medici”, sottolinea Rosanna.
“Mangiare bene vuol dire stare bene. Anche io, col mio lavoro, cerco di strappare un sorriso e far stare bene le persone”, dichiara Lino Banfi a conclusione dell’evento. “Se alle cure per il tumore si abbina il cibo adatto, possiamo davvero la differenza. Ma bisogna garantire a tutti la possibilità di accedere agli alimenti specializzati”.

