“Vogliamo guardare al futuro dell’oncologia con coraggio, continuando a investire nella ricerca e sviluppo e sostenendo l’innovazione”. Ad affermarlo a LaSalute di LaPresse è Lorenzo Taiè, una ventennale carriera nel pharma prima in Italia e poi in Svizzera, da giugno 2025 alla guida della Business Unit Oncology di Novartis Italia, nella Giornata mondiale della lotta al cancro.
Taiè coordina un team che lavora alla frontiera dell’innovazione scientifica per rispondere ai bisogni delle persone che affrontano malattie complesse come quelle oncologiche ed ematologiche, “patologie che oggi colpiscono in Italia 3,7 milioni di persone”.
Gli obiettivi contro il cancro al seno e in ematologia
“Siamo presenti nell’area del tumore al seno da oltre 35 anni – rivendica Taiè – e in questo lasso di tempo il nostro impegno ha contribuito a prolungare la vita delle persone rispondendo ai bisogni spesso insoddisfatti. Consapevoli di questa eredità, stiamo rifocalizzando il nostro impegno nel setting del tumore al seno precoce, per aiutare le pazienti a ridurre il rischio di recidiva. Prevenire un possibile ritorno del tumore al seno è cruciale e nuove opzioni terapeutiche in aggiunta alla terapia ormonale, rappresentano uno strumento importante per il controllo a lungo termine della patologia”, spiega.
In ematologia invece il colosso elvetico ha portato “10 terapie innovative in oltre 15 tipi di tumori e patologie gravi del sangue. Siamo stati i primi al mondo ad aver realizzato la terapia Car-T nel 2017 rivoluzionando la storia delle persone affette da leucemie, ma non ci accontentiamo. Pazienti e clinici si trovano ancora ad affrontare bisogni insoddisfatti. Oggi ci impegnamo a migliorare non solo l’efficacia ma soprattutto la tollerabilità delle terapie, promuovendo l’aderenza e aprendo la strada a remissioni più durature e a una migliore qualità di vita”, assicura.
Non solo. “Siamo i primi ad aver investito nei radioligandi, che hanno la capacità di cogniugare la potenza delle radiazioni con la medicina di precisione e mirano a ridefinire lo standard di cura per le persone che vivono con diverse tipologie di tumore come quelli della prostata, del seno, del polmone e del pancreas”.
L’Italia per Novartis: “Un ruolo di primo piano”
Come si colloca l’Italia in questo campo, considerando produzione ed eccellenza scientifica? “L’Italia ha un ruolo di primo piano nell’ambito della ricerca clinica. Solo nel 2024 come Novartis abbiamo promosso più di 200 studi clinici, coinvolgendo oltre 2.300 pazienti in oltre 1.000 centri italiani, con un forte focus nell’area onco-ematologia”, rivendica il manager.
“Anche a livello produttivo l’impegno di Novartis ha una forte compenente Made in Italy, grazie al nostro hub d’innovazione di Ivrea e di Sallugia, un polo di eccellenza nel mondo per la medicina nucleare di precisione. In questo scenario globale, insomma, l’Italia gioca un ruolo di primo piano“, assicura il manager.
“Il sito di Ivrea, operativo dal 2002 rappresenta un punto di riferimento per qualità, sicurezza e capacità produttiva. Ogni dose viene prodotta su richiesta e senza stoccaggio. Dal plant di Ivrea, le dosi raggiungono l’Europa e il Middle East in 24/48 ore, Asia e Americhe in 24/96 ore, affinchè il tempo tra la produzione e l’infusione sia al massimo di 72/120 ore, per rispettare la breve emivita del radiofarmaco”, puntualizza Taiè.
AI contro il cancro
Dove si concentrerà l’innovazione dell’azienda in oncologia e in che modo l’AI potrà aiutarci a sconfiggere i tumori? “Nel nostro processo d’innovazione continua – racconta – la tecnologia e l’intelligenza artificiale offrono importanti opportunità. Da ormai 3 anni integriamo le potenzialità dell’AI nei processi quotidiani di ricerca, produzione, gestione e siamo convinti che tra le sue potenzialità ci sia anche quella di contribuire al miglioramento del Servizio Sanitario Nazionale, ottimizzando processi e modelli di gestione, con effetti positivi sulla salute delle persone. In questo senso crediamo che rafforzare le competenze digitali in tutto l’ecosistema salute sia una priorità strategica per affrontare la complessità di oggi”.
Il futuro che verrà
Sarà possibile vivere in un mondo libero dal cancro? “In occasione del World Cancer Day 2025 per la prima volta si è parlato di poter guarire dai tumori. Oggi le ultime stime disponibili per l’Italia ci restituiscono un numero stabile di diagnosi annue, ma mostrano una significativa diminuzione – 9% in 10 anni – nel numero dei decessi. È dunque un orgoglio per me lavorare in quest’area dove il nostro impegno può significare realmente più tempo alla vita”.
“Lavoriamo con i diversi interlocutori del Sistema Salute, valorizzando partnership come quella con la Regione Abruzzo, affinchè vi sia un accesso equo e tempestivo alle cure, senza disparità su tutto il territorio nazionale”, conclude il numero uno della Business Unit Oncology di Novartis Italia.

