Dopo il primo caso di doping legato alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, che ha portato alla sospensione in via cautelare della campionessa di biathlon Rebecca Passler, il letrozolo è tornato sotto i riflettori. Ma a che cosa serve davvero e come capire se questa sostanza è stata assunta occasionalmente o in modo regolare?
Un indizio prezioso si cela nei capelli, come spiega a LaSalute di LaPresse Guido Mannaioni, medico tossicologo presidente eletto della Società italiana di tossicologia (Sitox) e ordinario di farmacologia e tossicologia all’Università degli studi di Firenze.
Letrozolo: l’effetto mascherante
“Il letrozolo è un farmaco appartenente alla classe degli inibitori dell’aromatasi, un enzima che converte gli androgeni (ormoni maschili come testosterone) in estrogeni (ormoni femminili come estradiolo). È inserito dalla Wada (World antidoping Agency) tra le sostanze dopanti perché può sia alterare l’equilibrio ormonale, sia agire da agente mascherante”.
Dalla vicenda che ha travolto Rebecca Passler ricostruita dalla stampa “non si capisce – dice ancora il tossicologo – la matrice biologica su cui è stata eseguita la ricerca del farmaco (sangue, urine, capelli) e neppure le quantità rinvenute. Questo sarebbe molto importante, soprattutto alla luce di una recente pubblicazione scientifica della collega Donata Favretto dell’Università di Padova”, dice Mannaioni.
Il lavoro “sottolinea come l’analisi dei capelli si è rivelata molto utile per capire con certezza se il farmaco sia stato assunto occasionalmente o in modo continuativo. Infatti dopo una singola assunzione, il letrozolo è presente nei capelli in piccole quantità, che diminuiscono ulteriormente nel corso dei mesi. Al contrario, nelle persone che assumono il farmaco in modo cronico, i livelli nei capelli risultano molto più elevati e costanti nel tempo. Per questo motivo, come conclude la collega Favretto, l’analisi dei capelli rappresenta uno strumento promettente per distinguere un’assunzione occasionale o accidentale da un uso ripetuto e intenzionale del letrozolo”.

Perché il letrozolo è usato nel doping
Bloccando la conversione degli androgeni in estrogeni, questa sostanza “favorisce indirettamente un ambiente più androgenico, il che può influenzare forza, composizione corporea e recupero muscolare. Inoltre può essere usata per attenuare o nascondere gli effetti collaterali degli steroidi anabolizzanti i quali, aumentando la componente estrogenica, possono produrre molteplici effetti collaterali”, aggiunge lo specialista.
“Per questi motivi è vietato sia in gara che fuori, e non esiste una soglia di ‘piccola quantità’ tollerata: anche tracce possono portare a positività nei controlli”, chiarisce Mannaioni.
Effetti collaterali importanti
Gli effetti collaterali del farmaco letrozolo “sono numerosi e relativi alla riduzione degli ormoni estrogeni. Includono vampate di calore, sudorazioni notturne, nausea stanchezza, dolori articolari o muscolari, mal di testa, capogiri, perdita di appetito, variazioni di peso, problemi gastrointestinali (costipazione/diarrea), alterazioni dell’umore, riduzione della densità ossea, irregolarità ormonali e potenzialmente osteoporosi in caso di uso prolungato”.
A cosa serve in medicina: non solo contro il cancro
Una curiosità: in medicina “il letrozolo è talvolta usato off-label (ovvero fuori dall’indicazione ufficiale, ndr) per indurre l’ovulazione in alcune forme di infertilità o in donne con condizioni come la sindrome dell’ovaio policistico”. Questo perché, “bloccando gli estrogeni, aumenta l’ormone follicolo-stimolante, stimolando la crescita follicolare e l’ovulazione”.
“Tuttavia questo uso deve avvenire solo sotto controllo medico e non è l’indicazione principale del farmaco. Il letrozolo infatti è principalmente prescritto alle donne che hanno superato la menopausa e che presentano un tipo di tumore chiamato carcinoma mammario ormono (estrogeno)-dipendente. La maggior parte delle persone che assumono letrozolo ha già effettuato un trattamento come chirurgia, radioterapia o, in alcuni casi, chemioterapia, per curare il tumore al seno. Il letrozolo viene quindi utilizzato come terapia aggiuntiva (adiuvante), con l’obiettivo di ridurre il rischio che il tumore si ripresenti”.
Può essere utilizzato anche per prevenire il tumore al seno nelle donne ad alto rischio che hanno superato la menopausa, per trattarlo quando l’intervento chirurgico non è possibile, oppure per ridurne le dimensioni prima dell’intervento se la chemioterapia non è praticabile, aggiunge. In alcuni casi infine, la sostanza rivelata dai controlli effettuati su Rebecca Passler può essere utilizzata “per trattare il tumore al seno negli uomini o nelle donne che non hanno ancora raggiunto la menopausa”, conclude il tossicologo.

