Cuore e longevità: il tallone d’Achille dei nottambuli (specie se donne)

Cuore e longevità: il tallone d’Achille dei nottambuli (specie se donne)
Photo by: Bernd Wüstneck/picture-alliance/dpa/AP Images

Sei gufo o allodola? Un nuovo studio rivela che i nottambuli hanno punteggi di salute del cuore più bassi.

Cattive notizie per i ‘gufi’, persone naturalmente più attive la sera, che tirano tardi con facilità ma iniziano anche a ‘carburare’ più avanti nel corso della giornata. Stando a un nuovo studio, infatti, la salute del cuore dei cronotipi notturni sarebbe peggiore rispetto ai coetanei ‘allodole’, più attivi durante il giorno.

Un fenomeno che potrebbe rivelarsi particolarmente vero tra le donne, secondo una ricerca pubblicata sul ‘Journal of the American Heart Association’. Dopo aver esaminato i dati sanitari di oltre 300.000 adulti (età media circa 57 anni) della UK Biobank per valutare in che modo i cronotipi influissero sulla salute cardiovascolare, i ricercatori hanno messo in luce quello che potremmo chiamare il tallone d’Achille dei ‘gufi’. 

Dormire bene è fondamentale per la longevità. Chi vive a lungo tende a dormire circa 7-8 ore per notte, con una buona qualità del sonno. E questo perché il sonno promuove la rigenerazione cellulare, la funzione immunitaria e il metabolismo cerebrale”, dice a LaSalute di LaPresse Ciro Indolfi, autore di ‘Longevity’ edito da Rubbettino e presidente della Fondazione Italiana Cuore e Circolazione, commentando la ricerca. Ma vediamo meglio i risultati.

Gufi, allodole e intermedi: fari puntati sul cuore

Circa l’8% dei partecipanti allo studio era composto da ‘gufi’ (abituati ad andare a letto intorno alle 2:00 di notte), mentre i mattinieri costituivano circa il 24% dei partecipanti. Il 67% è stato classificato come cronotipo intermedio.

Ebbene, rispetto a questi ultimi, i nottambuli erano il 79% più a rischio di un punteggio complessivo di salute cardiovascolare scadente. In particolare, per i gufi il pericolo di infarto o ictus nei successivi 14 anni è risultati del 16% più elevato rispetto a quello delle persone appartenenti alla categoria intermedia. Inoltre il legame tra cronotipo serale e cattiva salute del cuore è risultato più forte nelle donne. 

Il vantaggio delle ‘allodole’ e i comportamenti pericolosi

Al contrario,  le allodole sono apparse più protette dal punto di visto cardiovascolare. Ma come mai? I ‘gufi’ “spesso presentano un disallineamento circadiano, il che significa che il loro orologio biologico interno potrebbe non corrispondere al naturale ciclo di luce giorno-notte o ai tipici programmi giornalieri”, ha spiegato l’autrice principale dello studio, Sina Kianersi, ricercatrice presso la divisione di disturbi del sonno e circadiani del Brigham and Women’s Hospital e della Harvard Medical School di Boston.

“Le persone nottambule potrebbero essere più inclini ad avere comportamenti che possono influire sulla salute cardiovascolare, come dieta di scarsa qualità, fumo e sonno scarso o irregolare”.

Cuore e longevità: l’importanza dello stile di vita

Qual è il messaggio che possiamo trarre dalla ricerca? “Lo studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association richiama l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato della prevenzione cardiovascolare: il ruolo dei ritmi biologici e dello stile di vita associato”, commenta Ciro Indolfi.

Essere ‘nottambuli’ non è una colpa né una malattia, ma i dati dimostrano che chi tende a vivere e dormire più tardi è esposto più facilmente a comportamenti poco salutari, come il fumo, una dieta disordinata e un sonno insufficiente. Tutti fattori – scandisce lo specialista – che incidono direttamente sul rischio di infarto e ictus, soprattutto nelle donne”.

“Il messaggio è chiaro: la prevenzione deve essere personalizzata e includere anche una corretta igiene del sonno. Dormire almeno sette ore per notte in modo regolare non è un lusso, ma una vera e propria terapia preventiva, fondamentale per proteggere il cuore e ridurre il rischio cardiovascolare nel tempo”, conclude Indolfi.

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