Sci e snowboard: quando avviare i bambini agli sport invernali

Sci e snowboard: quando avviare i bambini agli sport invernali
©Manuele Mangiarotti/Paolo Della Bella/Lapresse

Ugo Giordano, responsabile Medicina dello sport del Bambino Gesù, spiega come e quando iniziare con lo sci.

Cresce sempre di più l’attesa per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 e con questa anche l’entusiasmo sulle piste, anche tra i più piccoli, pronti a scoprire sci, snowboard e sport invernali. Ma qual è l’età giusta per cominciare?

Quando iniziare

“Per diventare buoni sciatori bisogna incominciare presto, tra i 4 e i 5 anni, così da familiarizzare con l’attrezzatura e la neve. Il pattinaggio si può approcciare tra i 5 e i 6 anni. Per lo snowboard aspetterei i 7-8 anni, perché bisogna avere la capacità muscolare per sostenere quel tipo di carico”, spiega a LaSalute di LaPresse Ugo Giordano, responsabile dell’Unità operativa semplice di Medicina dello sport al Bambino Gesù di Roma.

I rischi (e i genitori che si improvvisano maestri)

Sport adrenalinici e  avvincenti, sci e snowboard nascondono però anche molte insidie. “La raccomandazione è quella di usare sempre il casco, che per fortuna è diventato obbligatorio”, ricorda l’esperto. “I traumi riguardano soprattutto i muscoli delle gambe e le articolazioni del ginocchio e del braccio, come le fratture dell’avambraccio, del radio o dell’ulna”. 

Ma è importante anche che i genitori abbiano fiducia negli istruttori: “I bambini sono seguiti passo passo e le prime prove si svolgono su piste in falso piano, in condizioni controllate”, aggiunge Giordano. “Spesso però capita di vedere genitori che si improvvisano maestri di sci: un errore che finisce per interferire con il lavoro di chi insegna per professione”. 

I benefici 

Lo sci sviluppa reattività, riflessi e agilità, e contribuisce in modo significativo al rafforzamento delle gambe. Ma i benefici vanno oltre la mera attività fisica. “La montagna, con i suoi spazi aperti e l’aria più pulita, è parte integrante dell’esperienza e del vantaggio complessivo di questi sport”, sottolinea Giordano.

In un’epoca in cui la sedentarietà e la dipendenza dal digitale sono in grande crescita, è lo sport in generale che va valorizzato e incentivato. “Il nostro obiettivo è cercare di avviare i ragazzi all’attività sportiva per sganciarli da divano, tv e smartphone”. E qui sono le famiglie a giocare un ruolo decisivo. 

“È anche un discorso di abitudine – conclude Giordano –  se i genitori introducono i bambini allo sport fin da piccoli, è molto probabile che mantengano questa pratica anche crescendo. Non importa se si tratta di sci, nuoto o tennis: l’importante è fare attività fisica. Lo sport offre inoltre momenti di socialità, l’occasione per imparare a interagire con gli altri bambini”. 

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