Attività fisica prescritta e monitorata con device funziona come 2 farmaci

Attività fisica prescritta e monitorata con device funziona come 2 farmaci
Photo by: Sebastian Gollnow/picture-alliance/dpa/AP Images

L’attività fisica prescritta dal medico e monitorata attraverso sensori, app e device efficace contro pressione alta e non solo. Lo studio.

Muoversi fa bene alla salute, ma quali sono i benefici dellattività fisica prescritta dal medico e monitorata attraverso sensori, app e device digitali? Ebbene, dati alla mano uno studio pilota condotto in Italia mostra che questo intervento può ridurre la pressione arteriosa proprio come due farmaci antipertensivi assunti insieme.

A spiegarlo è Guido Iaccarino, ordinario di Medicina interna dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e direttore del programma per la prescrizione di attività fisica adattata per le patologie croniche, che ne ha parlato con LaPresse a margine della conferenza Age-It dedicata all’invecchiamento in salute.

In ricetta esercizi da fare a casa o in palestra

“L’idea di partenza è che un invecchiamento in buona salute è possibile. Il fatto è che l’attività fisica è qualcosa di estremamente complicato da far fare alle persone – ammette il ricercatore – Come riuscirci? Abbiamo avviato ambulatori dedicati alla prescrizione dell’attività fisica: chi viene da noi non se ne va con una ricetta di farmaci da prendere, ma con una prescrizione di esercizi da fare a casa o in palestra”, dice Iaccarino.

La ‘prescrizione ‘ricetta’ si basa “su una serie di valori relativi alla salute, test fisici e una valutazione psicologica. Talvolta utilizzando psicologi dedicati a motivare i pazienti”, aggiunge lo specialista.

Perché non basta raccomandare ai pazienti l’attività fisica. “Noi diamo una prescrizione su app e controlliamo a distanza che il paziente stia facendo esercizio attraverso device come braccialetti o altro. Poi raccogliamo tutti i parametri e dunque seguiamo i pazienti a casa. Questo favorisce la motivazione, con effetti drammatici in termini di salute”.

Attività fisica prescritta e monitorata con device funziona come 2 farmaci

I risultati nei pazienti con pressione alta

Lo studio presentato a Roma ha coinvolto 61 pazienti sedentari (con un’età media di 61,6 anni) affetti da ipertensione. “Abbiamo dimostrato che un programma strutturato di esercizio fisico, senza modificare la terapia farmacologica in atto, dopo tre mesi porta a una riduzione media di 5 mmHg della pressione minima, un valore clinicamente rilevante”, assicura il medico.

Dializzati e malati oncologici

Ma non è tutto. “Abbiamo coinvolto anche 300 pazienti in dialisi nella nostra ricerca: se chiediamo a queste persone di fare attività fisica, supervisionate da preparatori atletici, ci accorgiamo che si hanno benefici concreti”, ci spiega lo studioso. 

Attenzione. Qui, precisa Iaccarino, parliamo di “prescrizione di attività fisica (Pap – Physical Activity on Prescription), secondo le linee guida dell’American College of Sports Medicine. Il medico prescrive esercizi specifici come se fossero un farmaco, e il paziente viene seguito grazie alle tecnologie digitali”. 

L’impatto dell’esercizio fisico in ricetta

L’impatto è articolato e naturalmente coinvolge anche peso corporeo: (-2,1 kg), forza muscolare (+2,8 ripetizioni al chair test) e tolleranza allo sforzo (+1,5 minuti, ovvero +25%). “L’aumento di 1,5 minuti nella tolleranza allo sforzo indica un netto miglioramento della capacità cardiorespiratoria. Mentre riduzioni apparentemente modeste della pressione arteriosa si traducono in una significativa diminuzione del rischio di ictus e malattie coronariche”.

Il lavoro va avanti: “Prevediamo di coinvolgere 100 pazienti oncologici e altrettanti con multi-patologie”, aggiunge lo specialista. Ma chi reagisce meglio? “Le donne con un tumore tendono ad appassionarsi al programma, gli uomini si interessano particolarmente alle tecnologie e ai device. Ma devo dire che se le risposte variano, le reazioni sono per lo più positive”, assicura.

L’ambulatorio diretto da Iaccarino, finanziato dal Pnrr nell’ambito del programma Age-It, accoglie al momento pazienti con ipertensione, diabete, obesità, insufficienza cardiaca, patologie oncologiche e neurologiche. Il 55% dei pazienti ha portato avanti il programma per almeno 3 mesi.

“Cambiare abitudini di vita e abbandonare la sedentarietà è una delle sfide più complesse per la sanità pubblica, specie negli over 60”, avverte Iaccarino. Ma la ricerca ci dice che è possibile, oltre che straordinariamente efficace.

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