Social e salute mentale, la Francia verso il divieto per gli under 15

Social e salute mentale, la Francia verso il divieto per gli under 15

La camera bassa del Parlamento francese approva il divieto dei social per gli under 15: il commento di Rino Agostiniani, presidente della Sip.

La Francia segue la strada tracciata dall’Australia: vietare i social ai minori per tutelarne la salute mentale. La camera bassa del Parlamento ha infatti approvato il disegno di legge che vieta l’accesso ai social media ai minori di 15 anni. Il ddl, che ha ottenuto 130 voti a favore e 21 contrari, passerà ora all’esame del Senato. La Francia diventerebbe così il primo Paese europeo a imporre limiti d’età per l’accesso alle piattaforme. 

Il commento di Macron

“Il cervello dei nostri figli non è in vendita, né alle piattaforme americane né alle reti cinesi. Perché i loro sogni non devono essere dettati dagli algoritmi”, ha dichiarato il presidente Emmanuel Macron a proposito del provvedimento. “Apprezzo molto questa misura: non c’è ancora la giusta percezione della pericolosità dei social per i minorenni”, sottolinea a LaPresse il presidente della Sip Rino Agostiniani

I tempi sembrano ormai maturi per prendere in considerazione misure che limitino l’accesso alle piattaforme. Se nel Regno Unito la Camera dei Lord ha votato a favore di un emendamento che vieta l’accesso ai social per i minori di 16 anni, dibattiti in materia sono in corso anche in Germania e in Danimarca

E in Italia? “Sono consapevole che i problemi non si risolvono coi divieti, però i divieti sono un segnale importante, un messaggio forte diretto alle piattaforme. Penso che anche in Italia dovremmo incominciare a parlarne”, aggiunge Agostiniani. 

I rischi per la salute mentale

Quali sono i rischi per la salute mentale dei minorenni? “I lunghi periodi di tempo trascorsi in una realtà virtuale rendono più difficoltosa la strutturazione dell’immagine di se stessi, la formazione dell’autostima”, spiega il presidente della Sip. “Un conto è rapportarsi col gruppo dei pari, giocare, avere opinioni diverse e litigare, che pure fa bene tra ragazzi. Un altro è entrare in una dimensione in cui sei in competizione con un mondo infinito”. 

Ma a spaventare sono anche gli ‘amici virtuali’ di intelligenza artificiale a cui “un numero crescente di adolescenti si rivolge per aver consigli o supporto e che mai potranno sostituire il confronto con un coetaneo”, rimarca Agostiniani. E poi le challenge che in casi estremi hanno portato a suicidi, la dipendenza dal gioco d’azzardo e l’accesso precoce alla pornografia. 

“La soluzione – conclude Agostiniani – passa anche da una corretta educazione all’uso del digitale. Però questi divieti li vedo come un modo per accendere i riflettori sul problema: c’è bisogno di più attenzione per tutelare la salute mentale dei più piccoli”. 

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