Prosciutto cotto e vaccini: tutta la verità sul rischio cancro

Prosciutto cotto e vaccini: tutta la verità sul rischio cancro
Foto: Saverio Cinieri, archivio LaPresse

L’oncologo Saverio Cinieri analizza gli allarmi su prosciutto cotto e vaccini anti-Covid e regala i consigli per ridurre il pericolo di cancro.

Attenzione al prosciutto cotto cancerogeno e, naturalmente, ai vaccini anti-Covid. Quanti di voi li hanno sentiti collegare, negli ultimi giorni, al pericolo di ammalarsi di cancro? Ma allora dobbiamo eliminare gli insaccati o preoccuparci per le passate immunizzazioni?

“Quando si parla di rischio tumori è bene fare chiarezza”, dice a LaSalute di LaPresse Saverio Cinieri, direttore dell’Unità operativa complessa Oncologia medica e Breast Unit dell’Ospedale Antonio Perrino di Brindisi, già presidente di Aiom e Fondazione Aiom.

Prosciutto cotto e carni lavorate: cosa rischiamo

“Non solo il prosciutto cotto, ma tutte le carni lavorate sono state inserite nel 2015 dallo Iarc nella lista dei cancerogeni assoluti insieme al fumo, all’amianto e all’alcol. La notizia che in questi giorni sta rimbalzando sui social – riflette l’oncologo – è il risultato di una viralità che non ha ragioni spiegabili con nuove e clamorose attività scientifiche, ma semplicemente conferma un dato che conoscevamo. Questo però – precisa – non vuol dire che se oggi mangio una fetta di prosciutto cotto, domani mi verrà il cancro: il pericolo collegato al consumo di queste carni lavorate è legato a un mancato bilanciamento dell’alimentazione”.

In pratica “se io mangio tutti i giorni prosciutto di qualsiasi tipo (perché nel capitolo delle carni lavorate non c’è solo il cotto, ndr), salame, salsicce, carni trattate e industriali, il mio rischio di tumore, in particolare del colon retto ma non solo, aumenterà in maniera statisticamente significativa. Se a questo stile alimentare aggiungiamo fumo e alcol, crescerà in maniera logaritmica. Insomma, sono le abitudini quotidiane a fare la differenza”, chiarisce Cinieri.

Cosa fare per ridurre del 30-40% il pericolo

“Consideriamo che se modificassimo il nostro stile di vita in modo mirato – scandisce Cinieri – il 30-40% dei casi di cancro nel mondo scomparirebbero. Ecco, al di là degli allarmi diffusi via social è questo il dato che dobbiamo tener presente nella vita quotidiana. Perché a fare la differenza sono le scelte che facciamo ogni giorno”.

Le raccomandazioni anti-cancro

Ma quali sono allora le scelte da fare per allontanare il pericolo di tumore? “Fare attività fisica regolare, che non vuol dire ammazzarsi in palestra – precisa Cinieri – ma concedersi camminate veloci per un’ora al giorno circa 5-6 giorni a settimana”.

“Poi evitare l’alcol, perché si tratta di un cancerogeno assoluto (anche in questo caso, come per il prosciutto cotto, non è un bicchiere al sabato che ci farà ammalare). E ancora: mangiare almeno cinque volte al giorno frutta e verdura di stagione, perché prive di sostanze conservanti. Privilegiamo i legumi, che sono sani ed economici oltre che una preziosa fonte di proteine. E ancora, scegliamo il pesce, soprattutto quello azzurro, che costa poco ed è più sano. Attenzione infine al pollo: si pensa che sia più salutare della carne rossa, ma dal punto di vista oncologico non dà un vantaggio”. Infine “non fumate, perché aumenta il rischio di almeno 15 tipi di cancro”, ricorda l’oncologo.

Capitolo vaccini

Sui social e al bar si continua a parlare di un aumento di tumori, in particolare nei giovani, collegato ai vaccini anti-Covid. “Ma i dati ci dicono che il numero dei tumori in Italia, regione per regione, non è aumentato negli anni. Non c’è un incremento di malattia, o di malattia legata al vaccino. Si tratta di leggende metropolitane – chiarisce Cinieri – che non tengono conto di dati e scienza. Tra l’altro nei giorni scorsi ho visitato una signora che ha avuto una diagnosi di tumore e che non si era vaccinata”. L’oncologo non ha dubbi: “I vaccini sono sicuri e preziosi, anche per i pazienti che stanno affrontando un tumore”.

“Tra l’altro l’Aiom ha pubblicato le prime linee guida al mondo sulla vaccinazione del paziente oncologico, e questo perché sono tante le patologie che minacciano questi pazienti. Pensiamo all’Herpes zoster: il fuoco di Sant’Antonio rallenta la terapia anti-cancro ed è doloroso, anche per molto tempo. Il messaggio deve essere chiaro: la vaccinazione serve e quella anti-Covid non fa aumentare il pericolo di ammalarsi di cancro”.

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