Crans-Montana: controlli dei Nas sulle discoteche, come vanno le cose in Italia

Crans-Montana: controlli dei Nas sulle discoteche, come vanno le cose in Italia
Foto Ufficio Stampa Carabinieri di Roma/LaPresse

Sicurezza discoteche dopo l’incendio di Crans-Montana, nel 2025 sono stati 113 i controlli effettuati dai Nas in Italia

Dopo la tragedia di Capodanno nella discoteca di Crans-Montana costata la vita a 40 ragazzi, sei dei quali italiani, molti si chiedono se un inferno simile potrebbe succedere anche da noi. Ebbene, il settore delle discoteche in Italia è sottoposto a una serie di controlli, come emerge anche dall’ultimo report dell’attività operativa relativa a discoteche e night club del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute. 

A quanto apprende LaPresse nel 2025 sono stati 113 i controlli effettuati dai Nas: 40 strutture sono risultate non conformi – più di un terzo – con 3 persone segnalate all’autorità giudiziaria e 41 all’autorità amministrativa. Sono state comminate 3 sanzioni penali e 67 amministrative dal valore di 71.600 euro, con sequestri per poco più di 1,5 mln di euro. 

C’è da dire che i controlli operati dai Nas sono focalizzati prioritariamente sulle condizioni igienico-sanitarie: pensiamo ad alimenti e bevande serviti nei locali e alla loro conservazione. Solo incidentalmente le ispezioni si occupano di verificare il rispetto delle norme generali e di quelle specifiche di sicurezza strutturale e antincendio dei locali. Un ambito di competenza di Polizia municipale, Vigili del Fuoco, Ispettorato del Lavoro e Asl. Ma l’operazione di ispezione e controllo è importante per intercettare e mettere in luce problemi.

L’appello dei medici per l’ambiente

Sul fronte della sicurezza “continuare a utilizzare fiamme libere, fuochi d’artificio, botti, candele scenografiche sulle bottiglie in locali chiusi e affollati non è solo imprudente: è in aperta contraddizione con ciò che sappiamo da anni su dinamica degli incendi, comportamento umano in emergenza e tossicità dei materiali”, ha affermato il presidente della Società italiana di medicina ambientale, Alessandro Miani, convinto che la tragedia di Crans-Montana poteva essere evitata.

“Un locale sotterraneo con un’unica scala, soffitti combustibili, decorazioni infiammabili e pirotecnici ai tavoli è, in termini ambientali, un habitat ad alto rischio sistemico”. Secondo l’esperto servono “tolleranza zero per pirotecnici e fiamme libere in locali chiusi affollati. Scelta rigorosa dei materiali interni. Soffitti, pannelli fonoassorbenti, tendaggi e arredi certificati per resistenza al fuoco e bassa emissione di fumi tossici. Le schiume e i rivestimenti facilmente infiammabili – ha detto nei giorni scorsi intervenendo sulla vicenda – non dovrebbero avere spazio in contesti ad alta affluenza”. Insomma, occorre una maggiore attenzione alla sicurezza al momento della progettazione dei locali, “con controlli e sanzioni effettive“. 

© Riproduzione Riservata