Scontro sulle trivelle, Costa: "Non ho firmato né firmerò mai autorizzazioni"

Il ministro dell'Ambiente risponde alle accuse del governatore pugliese Emiliano: "Il Mise ha autorizzato trivellazioni. M5s ha tradito le promesse"

"Da quando sono ministro non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari e mai lo farò". Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa risponde al governatore della Puglia Michele Emiliano che lo ha accusato di aver tradito, insieme a Luigi Di Maio, quanto promesso in campagna elettorale dando via libera alle trivelle.

Emiliano ha promesso di impugnare le nuove autorizzazioni di ricerca petrolifera (F.R43-44-45.GM), pubblicate il 31 dicembre 2018 sul  bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle geo risorse Buig, su una superficie complessiva di 2200 km/q a favore della società americana Global MED LLC, con sede legale in Colorado, Usa. "Ci siamo sempre battuti in difesa del nostro mare, e continueremo a farlo. Di Maio e Costa - attacca il governatore - sono come Renzi e Calenda. Con la differenza che almeno Renzi e Calenda erano dichiaratamente a favore delle trivellazioni, mentre Di Maio e Costa hanno tradito ancora una volta quanto dichiarato in campagna elettorale". 

A questa accusa risponde duramente Costa. "Non sono diventato ministro dell'Ambiente per riportare l'Italia al Medioevo economico e ambientale. Anche se arrivasse un parere positivo della Commissione Via, non sarebbe automaticamente una autorizzazione. Voglio che sia chiaro". 

Costa punta il dito contro i vecchi goevrni:: "I permessi rilasciati in questi giorni dal ministero dello Sviluppo economico sono purtroppo il compimento amministrativo obbligato di un sí dato dal ministero dell'Ambiente del precedente governo, cioè di quella cosiddetta sinistra amica dell'ambiente". E conclude: "Noi siamo il governo del cambiamento e siamo uniti nei nostri obiettivi. Siamo e resteremo contro le trivelle. Quello che potevamo bloccare abbiamo bloccato. E lavoreremo insieme per inserire nel dl Semplificazioni una norma per bloccare i 40 permessi pendenti come ha proposto il Mise", aggiunge Costa. 

 

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