Tav, rivoluzione 'garbata' a Torino: in 40mila per il 'sì'. Appendino: "Porta aperta"

L'onda arancione invade piazza Castello. La sindaca: "Accolgo le critiche, pronta a discutere del futuro della città"

L'onda arancione invade Torino e la sindaca Chiara Appendino è costretta a cavalcarla accettando le critiche della piazza. Ci volevano 7 donne, 7 'madamin' come sono state definitive, ma in realtà 7 imprenditrici, a mobilitare oltre 40mila torinesi che hanno sfidato pioggia e maltempo per ribadire il loro 'sì' al Tav. Come in una fiaba, la città è sembrata risvegliarsi da un torpore di anni al grido di 'Torino va avanti': una rivoluzione gentile quella avvenuta in piazza Castello con un unico obiettivo, che la città non finisca su un binario morto.

La rivolta arancione è stata innescata dall'ordine del giorno contro il Tav votato dalla maggioranza a Cinque Stelle due settimane fa ma la protesta travalica l'Alta velocità. In piazza si è unito tutto il malumore suscitate dalle scelte dell'amministrazione Appendino in due anni di governo. Lo provano le tante bandiere a cinque cerchi sventolate e le tute di Torino 2006 indossate dagli ex volontari a indicare un'altra grande delusione per l'occasione olimpica mancata. Presenti anche gli oppositori all'ampliamento della Ztl e tutti coloro che hanno voluto dire 'basta' ai numerosi 'no' ribaditi della Giunta in questi mesi: no al G7 in città, no ai grandi-eventi, no alle Olimpiadi in tandem con Milano, no alla Torino-Lione, no ai tunnel di piazza Baldissera e della rotonda Maroncelli.

Silenziosi ma potenti, tra la folla erano mescolati senza bandiere i rappresentanti delle associazioni di categoria e sindacali. Le 33 sigle indicative dell'intero sistema economico torinese si sono infatti unite per stilare un documento, consegnato al prefetto di Torino, Claudio Palomba, in cui si chiede l'avanzamento dei lavori del Tav, di mantenere il ruolo dell'Osservatorio tecnico per l'asse ferroviario Torino-Lione e ammettere ai lavori del l'analisi costi benefici rappresentanti delle forze economiche e sociali del territorio.

"Da oggi nulla sarà più come prima, perché cambierà il clima intorno alle grandi opere per rilanciare l'economia", ha esordito dal palco l'ex sottosegretario ai Trasporti, Mino Giachino, tra gli organizzatori della manifestazione e promotore della petizione Si Tav che nelle ultime ore ha superato le 60mila adesioni. E che a Torino da domani tirerà un'altra aria, un po' più forte della leggera brezza che ha accompagnato questi due anni di luna di miele della città con l'amministrazione grillina, se ne è accorta anche la sindaca. Appendino accoglie le critiche, ringrazia per le 'energie positive' sprigionate dalla piazza, ribadisce l'apertura al dialogo e si dice pronta a discutere già dalla settimana prossima "sulla Torino di domani".

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