Pd, sfuma cena a casa Calenda: "Inutile". Resta trattoria con Zingaretti

Dopo 24 ore di polemiche l'ex ministro cancella l'invito rivolto al senatore fiorentino, Minniti e Gentiloni

Metti una sera a cena Gentiloni, Renzi, Minniti e Calenda: tutto sfumato. "Dopo 24h di polemiche interne e amenità varie,a partire dalla disfida delle cene, ho cancellato l'incontro". Ad annunciarlo è alle dieci di sera lo stesso padrone di casa. 

"Lo spirito era quello di riprendere un dialogo tra persone che hanno lavorato insieme per il paese e aiutare il Pd. In questo contesto è inutile e dannoso. Errore mio", ammette sempre su Twitter l'ex ministro dello Sviluppo economico. "Ho provato a fare una cosa che ritenevo giusta in un contesto che l'ha letta in modo totalmente diverso. Abbiamo ritenuto che a questo punto fosse la cosa più giusta da fare per evitare ulteriori fratture".

Il plurale non sfugge agli osservatori. Dopo l'entusiasmo iniziale di Calenda che aveva incassato il 'sì' dei tre invitati - pur dovendo spostare la data - già nel pomeriggio di lunedì qualcuno tra i diretti interessati aveva confidato alle persone più vicine che la cena non sarebbe stata fatta. Matteo Renzi è in Cina e fa sapere che anche la settimana prossima sarà all'estero. E non è un mistero che da giorni ripeta di concentrarsi contro il governo e non nelle dispute interne al Pd.

Anche nella sua newsletter il senatore fiorentino ribadisce che un Partito democratico "depolemicizzato" è possibile. Renzi vuole sfuggire qualsiasi tipo di polemica e la cena a casa di Calenda senza Maurizio Martina ne aveva già innescate. "Penso sia importante che il PD non riprenda la consueta polemica interna - mette nero su bianco il senatore di Firenze -. L'ho detto ovunque, l'ho scritto. A forza di fuoco amico si ammazza qualunque leaderhsip. E speriamo che stavolta chi deve capire, capisca". Renzi interviene dopo l'ennesimo cortocircuito del Pd provocato questa volta dalle parole di Matteo Orfini che aveva proposto di "stracciare lo statuto" e rifondare il partito.

Andare alla cena a casa Calenda avrebbe rinfocolato l'immagine di un Pd fatto di caminetti e riunioni private, fornendo un assist a Nicola Zingaretti che da poco aveva finito dire il suo 'basta' a correnti e notabilati. Vantaggio che il senatore di Firenze proprio non avrebbe voluto regalare al governatore del Lazio. Tanto più che Zingaretti dopo l'iniziativa di Calenda ha lanciato la 'contro-cena'. Invitati un imprenditore del Sud, un operaio, una studentessa, un professore, un amministratore impegnato nella legalità, un giovane professionista e un membro di un'associazione solidale. A loro il candidato alla segreteria chiederà - seduto al tavolo di una trattoria - che cosa il Pd deve fare per riprendere "a lottare e a vincere". Quasi una sfida tra due visioni, una in apparenza più elitaria e l'altra 'di popolo'.

Mentre tutti parlano di "cene e tattica", l'entourage di Martina sottolinea come domenica sera il segretario sia stato a cena con gli sfollati di Genova, lunedì a Reggio Emilia al quartiere Santa Croce dove il governo ha tagliato le risorse del bando periferie, poi ai cancelli di Amazon a incontrare lavoratori. Insomma, un terzo modo di fare politica all'interno del Pd: 'fianco a fianco', per dirla con Martina, per strada con la gente. Le 'amichevoli' in vista del congresso dem sono appena all'inizio.

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