Fondi Lega, Cassazione conferma maxi-sequestro. Partito pronto a ricorso alla Corte Ue

Salvini: "Se sono preoccupato? No, temo più Milan-Juventus"

La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro dei 49 milioni di euro e la Lega è pronta al ricorso davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo. La suprema corte ha rigettato il ricorso degli avvocati del Carroccio, Giovanni Ponti e Roberto Zingari, sulla vicenda dei rimborsi elettorali. "Rispetto le sentenze. Se sono preoccupato? No, sono più preoccupato per Milan-Juventus" di domenica sera, è la reazione del segretario Matteo Salvini. Mentre il tesoriere del partito di via Bellerio, Giulio Centemero, ha fatto sapere che "la violazione" degli 'ermellini' "è talmente palese che si dovrà ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'uomo per vedere riconosciute le ragioni che non sono solo del partito, ma di tutti i cittadini". Il motivo? Secondo Centemero, "la Corte di Cassazione, rigettando il ricorso, ha definitivamente avallato la possibilità di sequestrare somme totalmente lecite considerandole profitto del reato". E ancora: "I contributi dei cittadini, i proventi delle feste, etc. si trasformano, per sentenza, in somme da sequestrare senza che vi sia alcun legame con i fatti di reato che vengono contestati ad altri soggetti e a danno della stessa Lega".

Riavvolgendo il nastro, la vicenda ha avuto inizio del 2012. In quell'anno, infatti, è partita l'inchiesta sui rimborsi elettorali ricevuti dall'allora Lega Nord tra il 2008 e il 2010, per un totale di 48.969.617 euro. Una vicenda che ha segnato l'inizio della fine dell'esperienza di leadership del 'Senatur' Umberto Bossi e del suo 'cerchio magico'. Il processo per il filone principale dell'inchiesta si è tenuto al Tribunale di Genova. Nel luglio 2017, tra gli altri, il 'Senatur' è stato condannato a due anni e cinque mesi e il tesoriere Francesco Belsito a 4 anni e 10 mesi. Con quella sentenza, i giudici di Genova hanno stabilito anche il sequestro preventivo dei 49 milioni di euro dai conti del Carroccio, perché la "somma era corrispondente al profitto, da tale ente percepito, dai reati per i quali vi era stata condanna".

Una tappa dopo l'altra, fino al nuovo via libera del Tribunale del Riesame genovese, che risale allo scorso 6 settembre, al maxi-sequestro. I legali del Carroccio e la Procura hanno concordato di restituire quella somma a 'rate' da 600 milioni all'anno. Ora arriva il pronunciamento della Cassazione. Ma presto ci sarà un'altra puntata - assicurano dal Carroccio - davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo.
 

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