Meloni alle imprese: “Crescita ancora troppo debole. Governo lavora a investimenti in software”

Meloni alle imprese: “Crescita ancora troppo debole. Governo lavora a investimenti in software”
Giorgia Meloni, Spalato, Croazia, 7 ottobre 2026 (Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse)

La premier all’assemblea generale di Assolombarda a Milano. “+1% Pil nel 2026 è un segnale incoraggiante”

“La crescita è ancora troppo debole, ma l’Italia ha retto l’onda d’urto di uno dei passaggi più complessi di sempre”. Parola di Giorgia Meloni, che si è rivolta alle imprese parlando all’Assemblea Generale di Assolombarda, a Milano. La premier ha evidenziato come la crescita per il 2026 possa arrivare a +1%, “sopra le previsioni”, e ha parlato di “risultati incoraggianti” e “di segnali che non mi va di sminuire”.

Arrivata al Teatro Dal Verme, ad attenderla il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente di Assolombarda Alvise Biffi, il prefetto Claudio Sgaraglia, il presidente di Fondazione Fiera Giovanni Bozzetti. 

Meloni: “Al lavoro su misura fiscale per investimenti in software IA”

“Considero di buon senso trovare il modo per promuovere anche gli investimenti in software” legati all’intelligenza artificiale e “quindi voglio annunciare che con il ministro Giorgetti stiamo lavorando per introdurre nella legge di bilancio una misura di carattere fiscale per agevolare gli investimenti in questa tipologia di beni”, ha affermato la presidente del Consiglio, secondo cui è “urgente una governance dell’intelligenza artificiale”, ma “va affrontata a livello globale”. La leader di Palazzo Chigi ha poi sottolineato che è compito dello Stato, nei confronti di industria e imprese, “accompagnare ed essere un alleato“. “Non possono essere un mero soggetto da tassare, quando non da controllare o ostacolare”.

Caro-bollette, Meloni: “Stanziati 60 miliardi, serve risposta strutturale”

Meloni ha parlato anche del caro-energia. “Nessun motore corre senza carburante”. “Abbiamo stanziato oltre 60 miliardi di euro per proteggere l’Italia dal caro energia. Quando le tensioni in Medio Oriente e lungo le rotte del Golfo di Hormuz hanno fatto schizzare i prezzi siano intervenuti con tagli delle accise e con il meccanismo delle accise mobili”, ha affermato.

“Poi con l’abolizione del bollo auto sulle macchine più utilizzate dalle famiglie e poi abbiamo rivolto alle principali società e compagnie energetiche un appello a calmierare. Appello a cui diverse compagnie hanno risposto positivamente e le ringrazio ancora per questo”. “Ma questa è gestione dell’emergenza e servono risposte strutturali se no noi rischiamo di essere sempre più in balia dell’emergenza”.

Ue, Meloni: “Italia non dice sempre sì”

Non è mancato anche un commento sulle strategie politiche dell’Italia in Europa. “L’Italia non siede al tavolo europeo per dire sempre sì ma per dire quello che va detto anche se è scomodo, anche se costa. L’Italia ha diritto di dire quando qualcosa non va. E non per indebolire l’Ue ma esattamente per il contrario, per renderla più forte“, ha dichiarato la premier.

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