Il Tevere si prepara a diventare un laboratorio di studio della biodiversità urbana, dove ricerca scientifica e tutela degli ecosistemi fluviali si incontrano. Dopo la realizzazione del polo scientifico-didattico regionale e del Centro per la Biodiversità Fluviale e Urbana di Marevivo, nato in collaborazione con il CNR, il percorso compie un ulteriore passo avanti grazie al gemellaggio con l’Orto Botanico di Roma, che darà vita all’Orto Botanico Fluviale del Tevere.
Il progetto è stato presentato ieri presso la sede della Fondazione, in occasione della giornata conclusiva del Tevereday: un momento di confronto e condivisione tra i promotori dell’iniziativa, che punta a mettere in connessione due “luoghi simbolo” della Capitale. Roma è tra le città europee più ricche di biodiversità: un patrimonio straordinario che merita di essere conosciuto e protetto sempre di più.
L’obiettivo del gemellaggio è creare un laboratorio naturale a cielo aperto dedicato alla conoscenza, allo studio, alla conservazione e alla valorizzazione della flora e della fauna del Tevere, aperto alla ricerca scientifica, all’educazione ambientale e alla partecipazione dei cittadini. Un luogo dove studiare e censire la vegetazione fluviale, proteggere le specie autoctone, monitorare quelle invasive, favorire il ripristino degli habitat naturali e avvicinare i giovani alla straordinaria vita del fiume.
Al tavolo di lavoro hanno partecipato: la Regione Lazio con l’Assessore Fabrizio Ghera, Roma Capitale con la Presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, l’Università Tor Vergata con il Prof. Bruno Cignini, l’Orto Botanico di Roma con il Direttore Fabio Attorre, il Tevere Day con il Presidente Alberto Acciari, il Dottore Agronomo Franco Milito e Fondazione Marevivo con la Presidente Rosalba Giugni, insieme ad altre istituzioni scientifiche e associazioni impegnate nella tutela del territorio.
“Quando, oltre quarant’anni fa, Marevivo scelse lo Scalo de Pinedo come propria sede nazionale, il Tevere era considerato soprattutto un luogo di degrado e abbandono. Oggi questo territorio è diventato un Polo Scientifico-didattico regionale, simbolo di una straordinaria rinascita. L’Orto Botanico Fluviale rappresenta un ulteriore passo avanti per restituire al fiume il valore che merita. Abbiamo piantato il primo seme. Ora dobbiamo farlo crescere, trasformando questa proposta in una realtà concreta per Roma e per le nuove generazioni”, ha dichiarato Rosalba Giugni, Presidente della Fondazione Marevivo.
L’incontro chiude le attività del Villaggio Ambientale Teverevivo, che dal 2 all’11 ottobre ha animato lo Scalo de Pinedo con visite naturalistiche, incontri scientifici, attività educative e iniziative artistiche dedicate alla tutela dell’ambiente. Dieci giorni che hanno dimostrato come il Tevere possa tornare a essere protagonista della vita culturale, scientifica e ambientale della Capitale.

