Legge elettorale, oggi il voto decisivo alla Camera – La diretta

Legge elettorale, oggi il voto decisivo alla Camera – La diretta
Camera dei deputati, Roma, 1 ottobre 2026 (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)

La votazione a scrutinio segreto dopo l’ultimo dei tre voti di fiducia incassato ieri dal governo

Oggi alla Camera dei deputato il voto finale per la legge elettorale ‘Stabilicum’ (o ‘Menolennum’, come ribattezzato dalle opposizioni) dopo l’ultimo dei tre voti di fiducia incassato ieri dal governo, oggi il voto segreto che stabilirà il futuro della legge elettorale e dell’esecutivo stesso.  “L’assemblea procederà alla votazione a scrutinio segreto mediante procedimento elettronico nel pieno rispetto di quanto previsto dall’articolo 55, comma 2 del regolamento” ha dichiarato ieri il vicepresidente di turno della Camera, Giorgio Mulè (FI), dopo la richiesta avanzata da Più Europa, Pd, M5S e Avs di “garantire l’effettiva segretezza del voto”. “Non può essere messo in dubbio – ha sottolineato Mulè – che la presidenza assicura tutte le condizioni per garantire la segretezza e la libertà di espressione del voto da parte dei deputati. La presidenza non può che limitarsi a fare appello al senso di responsabilità di ciascuno nell’esercizio in concreto del suo diritto di voto”. 

Il voto alla Camera per la legge elettorale – Le notizie in diretta
Inizio diretta: 08/10/26 09:00
Fine diretta: 09/10/26 00:00
Casellati: "Buone vibrazioni ma mano sul fuoco non la metto mai"

“Ho vibrazioni buone ma la mano sul fuoco non la metto mai”. Così la ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati, parlando con i cronisti prima di entrare in aula alla Camera. A chi le ricorda i rischi del voto segreto, di cui fu vittima nella corsa al Quirinale, Casellati risponde: “Dire una cosa prima e farne un’altra dopo non è leale. Io l’ho subita ma non l’approvo”.

Iniziate alla Camera dichiarazioni di voto finale

Al via alla Camera le dichiarazioni finali per l’approvazione definitiva della legge elettorale. Il voto – a scrutinio segreto – si svolgerà entro le 12.30.

Magi: "Lotta si sposta da Parlamento a tribunali"

“Oggi si passa dal terreno della lotta politica a quella giudiziaria con i ricorsi ai tribunali e quindi alla Corte Costituzionale. Purtroppo quando questo avviene è sempre la sconfitta della politica ma c’è questa abitudine alla fine della legislatura da parte di chi governa di manipolare le regole. Spero vivamente che ci siano sorprese dal voto di stamattina ma ci sono pochissime possibilità e ritengo emblematico che nell’approvazione di una legge elettorale che inchioderà definitivamente il coperchio sulla bara del parlamento vi siano state forme di intimidazione indecenti verso i deputati della maggioranza, con riprese video in aula, capi partito che si mettono a fare gli osservatori, ministri che dicono che vigileranno sul voto dei deputati. È gravissimo: in una democrazia è il parlamento che vigila sul governo, non il contrario”. Lo ha detto a Omnibus su La7 il segretario di +Europa Riccardo Magi. 

Magi: "Deputati controllati, usiamo palline in urna per segretezza"

 “Svolgiamo la votazione con le urne e due palline, una bianca per il sì e una nera per il no”. È quanto ha chiesto Riccardo Magi, segretario di +Europa, all’ottavo giorno di sciopero della fame contro il Melonellum, in un’intervista a ‘Repubblica’. Magi ha spiegato che il sistema, chiamato ‘ballottazione’, era in vigore prima dell’introduzione dei terminali elettronici. “Si utilizza ancora in caso di malfunzionamento delle pulsantiere” e servirebbe “a garantire davvero la segretezza del voto perché con il vecchio metodo le mani dei deputati erano coperte dall’urna e il colore della pallina scelta non era visibile. E poi nessuno stava di fianco al collega per sbirciare”. Magi ha osservato che “mentre si esaminavano le pregiudiziali abbiamo visto uno spettacolo indecente di controllo e di intimidazione da parte da parte della maggioranza, soprattutto FdI, nei confronti dei propri eletti: i responsabili dei partiti stavano in piedi per controllare che i deputati usassero un solo dito per rendere esplicito il loro voto nella buchetta. Un insulto alla dignità del Parlamento”. Ha aggiunto che “mi è stato detto, come già sapevo, che il sistema delle palline si può utilizzare solo quando quello elettronico è rotto. Una lettura restrittiva. Io facevo appello a un’esigenza di funzionalità per risolvere un problema evidente”. Non starebbe ai parlamentari di maggioranza avere un sussulto di orgoglio e ribellarsi? “Ma è chiaro che questo sia l’origine del problema. È difficile farlo se si subisce una forma di pressione o addirittura di intimidazione. “Con la minaccia di andare alle urne in anticipo e con il rischio di non essere ricandidati. Ma obbligare i deputati a votare in un certo modo è in contrasto con la Costituzione che non prevede vincolo di mandato”. Fin quando andrà avanti? “Oggi sospenderò il digiuno. Ritengo che la lotta si sposti dal piano politico al piano giudiziario. La battaglia sarà quella dei ricorsi. Anch’io li presenterò: chiedere 450 mila sottoscrizioni a chi non è già in Parlamento nei fatti sbarra l’accesso alle elezioni. Tanto più senza prevedere la raccolta firme digitale”. 

Bignami: "Impianto è solido, non abbiamo timori"

 “Sono convinto che nella maggioranza ci sia piena condivisione su una legge giusta, che consentirà di votare la coalizione, il programma, la proposta di presidente del Consiglio e – dopo oltre 30 anni – di scegliere anche i parlamentari. Chi riteneva fosse fatta ad uso e consumo di qualcuno è stato smentito. Penso che se ne sia accorta anche la sinistra perché le pregiudiziali sono state respinte con numeri più ampi di quelli della nostra coalizione”. Lo afferma Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. Neppure un brivido per i malumori nella maggioranza? “Non ne riscontro. Il clima è sereno. È un problema più della sinistra che infonde dubbi e sospetti. Ma se si legge, si vede che è una legge giusta, fatta per la nazione, apprezzata anche da esponenti di sinistra e di cui FdI può andare orgogliosa”. La soglia di firme richieste per le nuove formazioni non è troppo alta? “Noi riteniamo di no. Fa sorridere poi che chi lo eccepisce per le candidature, al proprio interno esiga una soglia maggiore”. Bignami aggiunte, rispetto a possibile modifiche successive sulle firme, che “la Corte Costituzionale c’è per questo. Noi siamo convinti che l’impianto sia solido. E le eccezioni, se ci saranno, potrebbero limitarsi ad aspetti non centrali”. “I tempi tecnici sono stretti, ma credo non sia impossibile”, osserva rispetto a un pronunciamento della Consulta prima del voto. Non temete un intervento? “No. Siamo sicuri di aver fatto una legge che coniuga governabilità e rappresentatività”. E in merito alle elezioni dice che “si vota a scadenza, la maggioranza è solida. Meloni ha sovvertito i pronostici con il record di longevità del governo. Non vedo motivi per chiudere prima”.

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