“Grazie Andrea per le belle parole, speriamo bene”. Alessandro Di Battista risponde così a un post su Facebook del giornalista Andrea Scanzi, che ha speso delle parole per l’ex deputato del Movimento Cinque Stelle dopo che il Corriere della Sera, per errore, ha pubblicato la notizia della sua morte. La testata ha poi rimosso la “card” dai suoi account e si è scusata con l’ex pentastellato, la sua famiglia e i lettori.
Il post di Scanzi su Facebook
“Ieri il sito del Corriere della Sera ha pubblicato una card orrenda e infame su Alessandro. Poi, dopo pochi minuti, l’ha cancellata e si è scusato. E ci mancherebbe altro. È una card che volutamente non ripubblico, perché vederla ha fatto malissimo a me. Figuriamoci a lui”, scrive il giornalista del Fatto Quotidiano su Facebook.
“Si è trattato di un gesto così orrendo, cinico, violento e senza cuore, che non posso che pensare a un banale errore tecnico. Ovvero a qualche mentecatto smisurato che, non si sa come, ha deciso di pubblicare la card senza alcun motivo, se non forse sotto effetto di sostanze lisergiche o assai psicotrope”.
“Se quella card fosse stata pubblicata da alcuni ‘giornali’ che so io, oppure da certi cortigiani del potere attuale, penserei all’ennesimo atto infame di dolo. È già successo, ora per mano di politici falliti da mezzo secolo almeno, ora da servi ebeti col cognome che gli somiglia, ora da bolliti mononeuronali con le meches al posto della morale. In questo caso, conoscendo la storia del Corriere della Sera, non voglio e non posso assolutamente pensare che quella card sia stata pubblicata per raccattare qualche click, sciacallando sul dolore altrui. Sarebbe abominevole e, per quanto la specie umana mi faccia sempre più schifo, non lo voglio neanche pensare. È successo e basta”, prosegue Scanzi.
“Alessandro è una delle persone più belle, coraggiose, pure, appassionate e buone che io conosca. L’ho sempre pensato, anche le rare volte in cui non sono e non siamo stati d’accordo. Per me è un amico e un fratello. In questa battaglia, che qualcuno ha deciso dovesse combattere, auguro ad Alessandro due cose. La prima la spero, della seconda sono sicuro”.
“Quella che spero è che d’ora in poi agisca, in ogni modo e in ogni sede giudiziaria, per colpire – nel pieno rispetto della legge – quelle carogne che in queste settimane, sui social e sui giornali — a volte come leoni da tastiera, a volte come falliti più o meno noti della politica e della televisione — hanno avuto l’indecenza siderale di scrivere cose orrende su di lui. Queste persone non meritano alcuna stima, alcun rispetto, alcuna pietà. Sono rumenta che toglie serenità e ruba ossigeno”.
“Alessandro a volte è troppo buono, e in questo paese essere troppo buoni confina spesso con l’essere troppo cogli**i. Non c’è alcun motivo di porgere sempre l’altra guancia, Ale. Nessuno. Persegui chi lo merita. E purtroppo — in mezzo ai milioni di persone che ti adorano e vogliono bene — non sono pochi a meritarlo”.
“La cosa di cui sono certo, invece, è che Ale tornerà non solo più forte di prima, ma persino più bello, appassionato e smisuratamente meritevole di qualsiasi forma di affetto. È un guerriero, è un combattente, è un sognatore. È un fiore raro, e i fiori rari non possono piacere alla gramigna e non hanno mai vite facili, essendo troppo puri per questo mondo irrimediabilmente putrescente”.
L’apparizione di Di Battista su La7
Di Battista da poco è riapparso in pubblico a “DiMartedì”, programma condotto su La7 da Giovanni Floris. “Ogni giorno mi sento meglio. Tornerò prestissimo”, aveva detto l’ex rappresentante grillino in un videomessaggio inviato al talk politico. Il 48enne romano è rientrato in Italia dopo il grave malore che lo ha colpito mentre si trovava a Cuba ad agosto scorso. Ricoverato in gravi condizioni, è stato operato, trasferito a L’Avana e solo dopo riportato a Roma.


