“Non vedo uno scontro tra Italia e Germania” sul tema dei migranti. Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Stephan Kornelius, rispondendo in conferenza stampa alle domande sul confronto tra Roma e Berlino sull’attuazione del nuovo Patto Ue su migrazione e asilo e, in particolare, sui trasferimenti dei cosiddetti ‘dublinanti’.
“L’ulteriore sviluppo del Patto Ue sulla migrazione e l’asilo è un successo molto importante, che ha reso possibile limitare la migrazione irregolare e che sarà anche una chiave per una gestione e un’organizzazione migliori, sulla base di standard umanitari per i rifugiati”, ha detto Kornelius. “La migrazione illegale nell’Ue è diminuita del 55% negli ultimi due anni”, ha aggiunto, citando un dato del commissario europeo Magnus Brunner. “Il Geas è la base di questa cooperazione europea. Il Geas crea ordine, il Geas crea sicurezza e il Geas crea anche certezza del diritto”, ha sottolineato il portavoce.
“È quindi un buon equilibrio tra responsabilità e solidarietà se l’Ue rispetta standard e procedure uniformi a livello europeo”. “Il governo federale sostiene pertanto l’attuazione del diritto di asilo, che ha anche promosso in modo determinante”, ha aggiunto, sottolineando che Berlino ritiene importante che “il sistema comune di asilo, efficace ed equo, sia sostenuto e attuato allo stesso modo da tutti”. Quanto ai rapporti con Roma, una portavoce del ministero degli Interni tedesco ha ribadico che “Germania e Italia collaborano strettamente e in modo improntato alla fiducia sulle questioni relative all’attuazione della politica migratoria”. E ancora: “In particolare, anche per quanto riguarda il coordinamento sull’attuazione del Geas, siamo in uno scambio stretto, fiducioso e basato sulla collaborazione con l’Italia”.
Sea-Watch: “Berlino non si pieghi a propaganda elettorale di Roma”
“Un ministro dell’Interno tedesco non può farsi coinvolgere nel gioco politico di un governo italiano che si trova a pochi mesi dalle elezioni nazionali e vuole guadagnare consenso. Deve opporsi con fermezza alla strumentalizzazione del soccorso in mare”. Lo ha detto a LaPresse la portavoce di Sea-Watch, Giulia Messmer, dopo il fermo per 45 giorni e la multa imposti dalle autorità italiane alla nave dell’Ong tedesca Sea-Watch 5, nel pieno del confronto tra Italia e Germania sui cosiddetti ‘dublinanti’. “La nostra richiesta è: salvare, non parlare. Il diritto al soccorso in mare è indipendente dal passaporto, dal colore della pelle o dalla disponibilità economica. Il diritto d’asilo è nato dalla storia tedesca”, ha affermato la portavoce, in vista del possibile incontro tra i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi con l’omologo tedesco Alexander Dobrindt. “Appena quattro mesi fa il ministero dell’Interno tedesco ha innalzato il livello di sicurezza per il Mediterraneo centrale a causa degli attacchi contro persone in fuga e navi di soccorso da parte della cosiddetta Guardia costiera libica. Lo stesso ministro non può ora, poche settimane dopo, avallare il fermo illegittimo della nostra nave di soccorso e trasformare il salvataggio da una zona di pericolo in merce di scambio nei negoziati”, ha aggiunto Messmer, “al contrario, Alexander Dobrindt deve chiarire per il Mediterraneo, così come per i confini tedeschi: il diritto internazionale vale per tutti, il diritto d’asilo non è negoziabile”.

Sea-Watch ha rivolto quindi le proprie richieste al governo italiano e all’Unione europea: “Chiediamo l’immediata fine degli ostacoli al soccorso civile in mare; un programma europeo civile di ricerca e soccorso finanziato con fondi pubblici; una distribuzione solidale delle persone in fuga all’interno dell’Ue, che tenga conto dei desideri e delle esigenze di chi arriva nei centri; nel lungo periodo, vie di fuga sicure. Visti umanitari, programmi di reinsediamento, ricongiungimenti familiari, biglietti aerei sono misure che ridurrebbero realmente il numero di morti nel Mediterraneo. L’esternalizzazione delle responsabilità in centri di detenzione extraterritoriali, invece, si limita a spostare la violenza e le violazioni dei diritti al di fuori dello sguardo europeo“.
Sea-Watch: “Disumane nuove strette Italia contro il soccorso in mare”
“La criminalizzazione della fuga e del soccorso si sta aggravando da anni nell’Unione europea. Consideriamo il blocco delle organizzazioni civili una misura volta a privare le persone del loro diritto alla vita e del loro diritto all’asilo”, ha detto ancora a LaPresse Messmer, commentando le misure adottate dall’Italia contro le navi delle Ong e il dibattito sul loro ruolo nel Mediterraneo. La portavoce ha sottolineato come in Italia sia in preparazione una nuova misura: “Il divieto di ingresso nelle acque territoriali“. “La proposta di legge è in discussione in Parlamento italiano dall’aprile di quest’anno e, se approvata, potrebbe costringere le navi civili di soccorso, con persone soccorse a bordo, a rimanere per settimane davanti ai porti italiani. La legge renderebbe possibile il blocco delle acque territoriali italiane per un totale di sei mesi”, ha rimarcato Messmer, “una situazione insostenibile, disumana e assurda per chiunque, ma soprattutto per persone che hanno appena vissuto forse i giorni più pericolosi della loro vita”.

