Il giorno dopo la confessione di Valter Lavitola, che ha ammesso di essere il mandante dell’attentato avvenuto nell’ottobre 2025 ai danni del giornalista Rai Sigfrido Ranucci, dalla politica italiana arrivano reazioni contrastanti che prendono in considerazione anche le parole che il conduttore di Report ha affidato ieri a un post sui social.
Il centrodestra contro Ranucci
Già due giorni fa, in attesa dell’interrogatorio di Lavitola a Rebibbia, il vicepremier Matteo Salvini aveva detto “Coloro che sono coinvolti direttamente in questa vicenda oscura, preoccupante, dovrebbero prendersi una pausa“. Oggi il leader della Carroccio ha rincarato la dose ed è stato ancora più esplicito: “Ranucci dovrebbe fare un passo indietro dalla conduzione? Assolutamente sì. Fosse coinvolto un giornalista della Lega o di centrodestra nella metà delle cose che stanno uscendo ci sarebbero già i cortei della Cgil e dell’Usigrai, quindi un po’ di cautela fino a che non verrà fatta chiarezza”.
Il vicepremier ha anche aggiunto una postilla critica contro il post del conduttore: “Al di là dei deliri e degli accostamenti con Falcone, Borsellino, Aldo Moro, che spero siano frutto del caldo visto che ci sono 40 gradi, fa caldo e tutti possono sfasare, però da un attentato organizzato da quello che lui affermava essere un carissimo amico per potenziargli la scorta, se solo solo fosse vero questo diciamo che scegliti meglio gli amici e non andare in conduzione in Rai”.
Sui social Salvini ha poi rilanciato un video di Roberto Saviano dedicato proprio all’attentato contro il conduttore. “Post invecchiati male…”, ha scritto il segretario leghista. Nella clip si vede lo scrittore chiedere: “L’attentato a Sigfrido Ranucci: e cosa vi aspettavate? Chiunque prenda posizione attraverso un’inchiesta, un’analisi, riceve un massacro mediatico personale, e questo riguarda chiaramente questo governo di estrema destra – queste le parole di Saviano -. Quando per anni vengono presi intellettuali e sbattuti sulle prime pagine dei giornali di estrema destra cosa credete accada? La politica è potere, il giornalismo è un’altra cosa. Quando la politica si permette di attaccare i giornalisti, cosa credete accada quando tu sei bersagliato fisicamente, continuamente, come persona? Che poi lo diventi davvero bersaglio. La democrazia in tutto questo è morta”, concludeva così l’autore di “Gomorra”.
A sposare il pensiero di Salvini è Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e membro della Vigilanza Rai. “Quella di Ranucci alla fine diventa quasi la tragedia di un uomo ridicolo. Tronfio nell’attacco a tanti. Diffusore di tesi troppe volte infondate, finisce per affondare in frequentazioni improbabili, che potrebbero aver condizionato anche alcuni contenuti del suo lavoro”, ha affermato. “Non abbiamo atteso questo epilogo inglorioso per esprimere dure e motivate critiche e non è necessario elencare singoli episodi, ma come dimenticare lo scandalo Bellavia o lo spazio dato al delirio di un condannato che annunciava il testamento di Berlusconi a suo beneficio? Il documento della redazione di Report è la condanna più dura per Ranucci, forse più dello squallore che emerge dalle sue chat con Lavitola. Aspettiamo l’autocritica della Anm, che accolse Ranucci come un eroe. E quella della Schlein, che accusò la destra per la responsabilità della bomba. Tacciono per la vergogna? E si scusi anche chi aveva fatto di Ranucci un esempio di giornalismo”, ha attaccato Gasparri. “Comprendiamo ora perché i suoi sodali politici non diano i nomi per la commissione di Vigilanza. Ora se fosse chiamato nuovamente Ranucci non saprebbero che dire. Il loro imbarazzo è evidente. Ma non nasconderà una vicenda ancora tutta da approfondire”, ha concluso il senatore forzista.
Anche Fratelli d’Italia passa all’attacco e lo fa attraverso le dichiarazioni del capogruppo alla Camera, Galeazzo Bignami, che sui social ha chiamato in causa la segretaria del Pd, Elly Schlein, per aver espresso solidarietà a Ranucci: “Dovrebbe chiedere scusa a Giorgia Meloni. Ma non lo farà. Come sempre la sinistra pensa di essere moralmente superiore…”.
Il M5S prova a blindare il conduttore Rai. Renzi: “Io massacrato per anni, ma resto garantista”
A fare da contraltare alle posizioni del di Lega, FI e FdI intervengono Movimento 5 Stelle e Avs. “Il centrodestra sta completando il suo disegno: ora tocca a Report, poi chiuderà il cerchio con un nuovo cda Rai scelto prima delle elezioni”, ha dichiarato l’ex presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia (M5S) in un’intervista a “Il Fatto Quotidiano”. “Quali sarebbero le motivazioni per togliere la conduzione a Sigfrido Ranucci? La Rai ha degli obblighi specifici sanciti dal contratto di servizio, quindi giù le mani da Ranucci: è una vittima di un attentato e del fango. Il sostituto? Non se ne parla”.
Anche la ex sindaca di Torino e deputata pentastellata Chiara Appendino si schiera con il conduttore. “Sto con Report. Punto. Un programma che ha fatto inchiesta sui poteri forti, sulla destra, sulla sinistra, e sì, anche su me quando ero sindaca, non è un programma di parte. È un programma libero. E il giornalismo libero si difende soprattutto quando dà fastidio. Sigfrido Ranucci si è trovato una bomba sotto casa e le carte dell’inchiesta dicono nero su bianco che la vittima è lui, che non sapeva nulla. E la richiesta di questa destra qual è? Sospendetelo. Vogliono punire chi ha subìto l’attentato cercando di rendere la vittima il colpevole. Altro che garantismo: questo è un avvertimento a tutte le redazioni”, ha scritto sui social.
“E poi c’è la lezione di morale. Ecco, quella no. Sentirsi dare dell’immorale sulle chat da chi ha scudato Delmastro e da chi tace sulle chat e le intercettazioni del risiko bancario attorno a Mps, ha del comico. Le chat scandalose sono sempre e solo quelle degli altri. Le inchieste non si spengono. Si difendono”.
Da Alleanza Verdi e Sinistra si è fatto sentire Angelo Bonelli: “Il quadro accusatorio dimostra un fatto inequivocabile: Sigfrido Ranucci è vittima di un attentato. Non esiste alcun elemento che dimostri un suo coinvolgimento. La destra interrompa la vergognosa campagna di fango e la Rai ripristini immediatamente le repliche di Report. La libertà d’informazione non può essere oggetto di ritorsioni politiche”.
Per anni sono stato massacrato da Report sulla storia dell’autogrill, una vicenda allucinante su cui la verità è tutta da scrivere. Potete immaginare come dopo la confessione di Lavitola potrei dire molto. Potrei scrivere molto.
— Matteo Renzi (@matteorenzi) August 12, 2026
Potrei ricordare che cosa scrivemmo tre anni fa…
Anche Matteo Renzi è intervenuto sugli ultimi sviluppi dell’inchiesta. “Per anni sono stato massacrato da Report sulla storia dell’autogrill, una vicenda allucinante su cui la verità è tutta da scrivere. Potete immaginare come dopo la confessione di Lavitola potrei dire molto. Potrei scrivere molto. Potrei ricordare che cosa scrivemmo tre anni fa quando facemmo esplodere il caso Lavitola/Ranucci: esplosione figurata, eh, era uno scoop, non una bomba. Preferisco rimanere garantista, fino in fondo, e lasciare ai bravi magistrati il compito di fare chiarezza definitiva. Meglio non pensare al metodo Report applicato contro gli avversari, meglio prendere gli occhiali e meglio gustarsi l’Eclissi”, ha scritto su X il leader di Italia Viva.

