Delmastro e le chat con Caroccia: la Camera nega l’autorizzazione all’utilizzo – La diretta

Delmastro e le chat con Caroccia: la Camera nega l’autorizzazione all’utilizzo – La diretta
Un momento delle proteste delle opposizioni in Aula (LaPresse/Mauro Scrobogna)

Il voto a scrutinio segreto, proteste delle opposizioni in Aula

L’Aula della Camera ha approvato la relazione approvata ieri dalla Giunta per le autorizzazioni sul caso di Andrea Delmastro.
La Giunta ha bocciato a maggioranza l’integrazione istruttoria sulla vicenda cui era legata anche la possibilità di dissequestrare le chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese.

Il voto è stato segreto, nell’Aula della Camera, sulla relazione sulla domanda di autorizzazione al sequestro di corrispondenza nei confronti del deputato Delmastro Delle Vedove. Forti proteste delle opposizioni. Bagarre per alcune frasi di Bignami su Oscar Luigi Scalfaro.

Il caso Delmastro arriva in Aula alla Camera – Tutte le notizie di oggi 5 agosto
Inizio diretta: 05/08/26 17:30
Fine diretta: 05/08/26 22:22
Conte: "Scudano amichetti partito, istituzioni cadute in basso"

“Risati, applausi, anche il ministro Nordio che si aggiunge ai festeggiamenti. E perché festeggiano? Festeggiano alla Camera dei Deputati lo scudo che hanno offerto a Delmastro. Cosa significa? Che impediranno alla magistratura di acquisire le chat tra Delmastro e Caroccia, il prestanome del clan Senese. Pensate: intralceranno la magistratura nelle sue indagini verso un clan mafioso. E poi Fratelli d’Italia dice di ispirarsi al pensiero e all’idea di Paolo Borsellino. Ieri scudano la Santanchè, oggi scudano Delmastro, tutti gli amichetti di partito. Come sono cadute in basso le istituzioni. Tocca a noi restituire decoro, onore alle istituzioni. Tocca a noi ripristinare il principio di legalità, affermare il valore dell’etica pubblica. Siamo determinati, ma abbiamo bisogno del vostro sostegno. Non dobbiamo perdere la speranza di cambiare le cose, di cambiare questo Paese. Lo faremo tutti insieme, li dobbiamo mandare a casa, ce la faremo”. Così il leader del M5S Giuseppe Conte in un video sui social.

Magi: "Da Bignami e FdI analfabetismo istituzionale"

“Il capogruppo di Fratelli d’Italia Bignami nel suo intervento delirante ha citato a sproposito la mancata proroga del regime carcerario duro per numerosi detenuti nel 1993 e ha sferrato un nuovo attacco alla prerogativa di fare visite ispettive in carcere come già fece sul caso Cospito il suo degno collega Donzelli. In quell’occasione dimostrarono di essere degli analfabeti istituzionali e oggi confermano di esserlo. Detestano il parlamento e lo stato di diritto e non fanno nulla per nasconderlo”. Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.

 

Di Biase (Pd): "Da Bignami attacco infamante a Scalfaro"

“Oggi si è superato ogni limite. Le parole del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, rappresentano accuse infamanti nei confronti del Presidente della Repubblica emerito Oscar Luigi Scalfaro e un’offesa alla memoria di un uomo che ha servito lo Stato e le istituzioni con rigore e senso del dovere. È gravissimo che dall’Aula di Montecitorio si tenti di riscrivere la storia con affermazioni che delegittimano una delle più alte figure della Repubblica.
È proprio vero: stanno cercando di trasformare il Parlamento in un bivacco di manipoli, dove si offendono le istituzioni e la memoria di chi le ha rappresentate ai massimi livelli pur di nascondere le proprie responsabilità politiche, a cominciare dal voto con cui la maggioranza ha scelto di opporsi all’utilizzo delle chat nell’inchiesta Delmastro.”. Lo dichiara Michela Di Biase, deputata del Partito Democratico.

 

Gasparri: "Chi difende Scalfaro forse dimentica storia italiana"

“Chi scende in campo in difesa di Oscar Luigi Scalfaro forse dimentica la storia italiana. L’allora Presidente della Repubblica fu il regista della rimozione della direzione del DAP del dottor Amato, un valente magistrato le cui idee e le cui scelte non collimavano con la gestione del Quirinale. Dopo la rimozione di Amato, il 41 bis fu cancellato per diverse centinaia di mafiosi. Resta il sospetto che quella fu una specie di trattativa di uno stato allo sbando in un periodo in cui la mafia mostrava il suo volto più feroce. Il Ministro della giustizia Conso si assunse la responsabilità di quella scelta. Che però calava dall’alto. Del resto, Scalfaro è anche quello che andò in televisione a urlare a reti unificate ‘non ci sto’ quando fu chiamato in causa per un’altra vicenda mai chiarita, quella di alcuni fondi dei servizi, la cui gestione avrebbe meritato ben altro approfondimento. Ma allora la televisione consentì a Scalfaro di autoassolversi con una nota esternazione che non cancellò alcun dubbio e che consente anche oggi di esprimere molte riserve. Ma la storia dei 41 bis cancellati è una realtà di fatto che a nessuno è stato mai consentito di accertare fino in fondo”. Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

 

Montaruli (FdI): "Sinistra ipocrita su Scalfaro"

“Quelli che Galeazzo Bignami ha ricordato in aula sono fatti che smascherano l’ipocrisia di una sinistra che si scandalizza ogni qualvolta la realtà non corrisponde a quella che vorrebbe. La verità all’opposizione fa male e si vede nelle sue reazioni avvenute anche oggi in maniera scomposta, arricchite da urla, nella speranza di deviare l’attenzione. Non è colpa nostra l’atteggiamento che assunse Scalfaro. Capiamo che dia fastidio, ma non dobbiamo chiedere scusa a nessuno perché non siamo noi ad avere paura della verità e della storia, che qualcuno è abituato forse a mistificare”. Così, in una nota, la vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli.

Nordio: "In telefoni intera vita, trovare sistema per uso chat"

“La richiesta della Procura della Repubblica di Roma si estendeva a tutta una serie di conversazioni contenute in un cellulare che sarebbero andate ben oltre quelle da individuare specificamente per il caso in questione. Questo non solo avrebbe vulnerato la prerogativa del parlamentare, ma più in generale, quando si fanno queste indagini sequestrando telefonini delle persone, non ci si rende conto che si sequestra la loro intera vita, perché… nel telefonino sono contenute non soltanto le conversazioni o i documenti che possono essere utili all’indagine, ma le conversazioni anche di terzi, che attraverso il sistema “Inoltra” vengono inviate alla persona di cui viene sequestrato il telefonino.
?Non solo, ma… tablet e telefoni e cellulari contengono documenti riservatissimi, cartelle cliniche, immagini anche”. Lo dice il ministro della Giustizia Carlo Nordio intercettato dai cronisti alla Camera dopo il voto che ha negato l’utilizzo delle chat di Andrea Delmastro. “Bisogna trovare un sistema che consenta, nell’interesse anche dell’indagine, di selezionare preventivamente ciò che può essere acquisito senza nemmeno guardare quello che riguarda i terzi o che non riguarda l’indagine – aggiunge – È un’operazione difficile, che va fatta con animo freddo e pacato in termini razionali, senza però cadere nell’emotività che invece contrassegna queste discussioni. Oggi abbiamo ascoltato l’intervento di Conte che, giuridicamente, faceva rabbrividire da quanti errori c’erano. Parlo da da ex pubblico ministero, ci sono errori proprio giuridici, di procedura penale in questo intervento o negli altri che ho ascoltato”.

Nordio: "Non vedo fondamento per ricorso a Consulta"

Il presidente della Giunta per le autorizzazioni ha detto di valutare il ricorso alla Consulta sul caso Delmastro? “Le opposizioni hanno il diritto di chiedere quello che vogliono e poi la Consulta deciderà secondo le regole del diritto. Però le prerogative costituzionali di un parlamentare sono scritte nelle leggi costituzionali e sono molto chiare. Quindi non si vede quale possa essere il fondamento sul quale un ricorso possa essere preso in esame o altro”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio intercettato dai cronisti alla Camera.

Pd: "Da Bignami attacco gravissimo, valutare denuncia vilipendio"

“È gravissimo l’attacco del capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami alla memoria di un padre costituente e di una figura di grande italiano come l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Siamo davanti a un partito che ha perfino scippato e si è appropriato delle prime strofe dell’inno nazionale e che oggi, con assoluta tranquillità, arriva ad attaccare la Presidenza della Repubblica e la storia delle istituzioni repubblicane”. Lo dichiara il deputato democratico Stefano Graziano.
“È una situazione gravissima, al limite del vilipendio. Valuteremo in ogni sede come comportarci di fronte a parole che colpiscono non solo una persona, ma una figura che ha rappresentato la Repubblica e i valori della Costituzione”, conclude Graziano.

Serracchiani (Pd): "Da Bignami intervento agghiacciante"

“Servo le istituzioni della Repubblica da qualche anno. Ho vissuto stagioni politiche durissime, scontri parlamentari, confronti aspri. Ma un intervento come quello pronunciato oggi dal capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera non lo avevo mai sentito. E mai avrei immaginato di sentirlo nell’Aula della Camera dei Deputati. È stato un intervento spaventoso. Agghiacciante. Galeazzo Bignami ha paragonato gli incontri privati di un sottosegretario con persone legate alla criminalità organizzata alle visite ispettive che i parlamentari svolgono nelle carceri nell’esercizio di una prerogativa prevista dalla legge. Così su Facebook Debora Serracchiani, responsabile Giustizia nella segreteria nazionale del Partito democratico. “Io sono tra quei parlamentari – sottolinea la deputata dem – e continuerò a farlo. Perché visitare un carcere, anche un detenuto sottoposto al 41 bis, non significa stare dalla parte di chi ha commesso dei reati. Significa esercitare una funzione che la Costituzione e le leggi affidano al Parlamento. Bignami questo lo sa e ha scelto di mentire. È arrivato ad attaccare perfino Oscar Luigi Scalfaro, Presidente della Repubblica che ha servito questo Paese con onore, riscrivendo la storia con affermazioni indegne di chi ricopre un ruolo istituzionale, sostenendo che abbia liberato 300 mafiosi. E infine le urla, gli insulti, la violenza verbale. Tutto per costruire un ritaglio social. Tutto per alimentare propaganda e disinformazione. Ed è questo – aggiunge – che fa più impressione: non stiamo parlando di un parlamentare qualunque. Stiamo parlando del capogruppo del partito della Presidente del Consiglio. Purtroppo non è un incidente, ma un metodo. Lo abbiamo visto – evidenzia l’esponente dem – quando autorevoli esponenti di questa maggioranza hanno sostenuto che la magistratura dovesse essere sottoposta al controllo della politica o quando è stata definita un ‘plotone d’esecuzione’. Lo vediamo ogni volta che si delegittimano i giudici, si colpiscono gli organi di garanzia, si trasformano le istituzioni in strumenti di propaganda. È l’idea che il potere non debba avere limiti. Che chi controlla dia fastidio. Che chi dissente debba essere delegittimato. Non è questa la Repubblica che abbiamo giurato di servire. Chi arriva a mentire consapevolmente in Parlamento a infangare un Presidente della Repubblica e a piegare le istituzioni alle esigenze della propaganda – conclude – dimostra di non avere il senso dello Stato necessario per governare questo Paese. Oggi Fratelli d’Italia lo ha dimostrato una volta di più. Ed è anche per questo che vanno mandati a casa”.

Braga (Pd): "Destra blinda i suoi e impedisce di accertare verità"

“La decisione della maggioranza di blindare Delmastro è uno strappo gravissimo ai principi dello Stato di diritto. Non era in discussione una condanna preventiva, né un processo politico. Si chiedeva soltanto di consentire alla magistratura di fare il proprio lavoro e di accertare la verità. La destra ha scelto invece di impedire che questo accadesse.
Se Delmastro non ha nulla da nascondere, perché negare alla magistratura gli strumenti per chiarire fino in fondo il suo rapporto con un uomo condannato per reati di mafia? La trasparenza dovrebbe essere il primo dovere di chi ricopre incarichi pubblici. Oggi, invece, la maggioranza ha anteposto la difesa di un proprio esponente alla tutela della credibilità delle istituzioni.
Ancora una volta la destra dimostra che il garantismo vale soltanto quando riguarda i propri uomini. Si riempie la bocca di legalità e di lotta alla mafia, arrivando a infangare il nome del Presidente Scalfaro, ma quando è chiamata a compiere un atto di trasparenza e a consentire che la magistratura svolga fino in fondo il proprio lavoro, sceglie di alzare un muro e di sottrarsi a ogni verifica”. Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati.

Casu (Pd): "Da Bignami su Scalfaro parole gravissime e inaccettabili"

Intervenendo alla ripresa della seduta dell’Aula della Camera, dopo l’intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, il deputato del Partito Democratico Andrea Casu ha definito “gravissimo e inaccettabile” quanto accaduto, denunciando gli attacchi rivolti a Oscar Luigi Scalfaro.

“Attaccare Oscar Luigi Scalfaro significa colpire un grande Presidente della Repubblica, un padre costituente e una figura che ha dedicato tutta la propria vita alla difesa della Costituzione. Gettare ombre sulla sua figura è un atto gravissimo, che colpisce la storia e i valori fondanti della nostra Repubblica”, ha dichiarato Casu.

“Quello di Bignami è anche un tentativo di riscrivere la storia. Non è vero che Paolo Borsellino sia stato il candidato della destra: lo stesso Borsellino, in una intervista, chiarì di non aver accettato la candidatura dell’MSI. Non si può piegare la memoria delle persone e delle istituzioni per alimentare una ricostruzione di comodo o per spostare l’attenzione dalle questioni che riguardano la maggioranza”, ha aggiunto il deputato dem.

“Un attacco indegno finalizzato solo a nascondere il fatto che ai parlamentari della Repubblica è stato impedito di poter svolgere il proprio ruolo, non consentendo alla Giunta per le autorizzazioni di esaminare gli atti trasmessi dalla Procura di Roma nella vicenda che riguarda il sottosegretario Delmastro. Il Parlamento deve poter esercitare pienamente le proprie prerogative”, ha concluso Casu.

Serracchiani (Pd): "Dopo attacco Bignami Fontana scenda in Aula"

“Dopo le parole del capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, che ha attaccato i parlamentari per il loro esercizio di una prerogativa costituzionale come le visite ispettive nelle carceri, il presidente Fontana deve scendere in Aula e chiarire. Deve difendere il ruolo e le prerogative del Parlamento”. Lo ha detto Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia del Partito Democratico intervenendo in aula alla camera.

“Le visite ispettive negli istituti penitenziari non sono un abuso né una concessione: sono uno strumento previsto dall’ordinamento che consente ai parlamentari di verificare direttamente le condizioni degli istituti, la situazione dei detenuti e il lavoro degli operatori. Mettere in discussione questo diritto è dovere significa colpire una funzione essenziale del Parlamento”, aggiunge. Il presidente Fontana venga in Aula e spieghi cosa intende fare per tutelare una prerogativa riconosciuta ai parlamentari dalla Costituzione. Anche il ministro Nordio ha il dovere di intervenire e chiarire che le visite ispettive dei parlamentari nelle carceri sono parte integrante dell’esercizio del mandato parlamentare”, conclude Serracchiani.

Appendino (M5S): "Crimine compiuto, hanno aiutato mafie"

“Oggi hanno vinto le mafie: la destra ha detto no all’acquisizione delle chat di Delmastro e così il crimine è compiuto. Le conversazioni tra l’ex Sottosegretario di Fratelli d’Italia e i Caroccia, famiglia del clan Senese, le chiedeva la Procura per indagare sugli affari della camorra. Si sono opposti per difendere uno di loro. Non è la prima volta che pensano solo a proteggere la loro tribù, ma la cosa più indecente è che stavolta nel farlo hanno fatto un regalo gigantesco alle mafie. Noi non possiamo accettarlo”. Lo ha dichiarato la deputata M5S Chiara Appendino in un video pubblicato sui suoi canali social.

Bonelli: "Sospendere Bignami per offese e menzogne contro Scalfaro"

“Da Bignami offese volgari nei confronti di Oscar Luigi Scalfaro, con una menzogna inaccettabile e con offese pronunciate in Aula, accusando Scalfaro di aver liberato 300 mafiosi. Non è consentito a nessuno, tantomeno al capogruppo di Fratelli d’Italia, insultare volgarmente l’ex presidente della Repubblica per difendere l’indifendibile Andrea Delmastro, già condannato in secondo grado per rivelazione di segreto d’ufficio. In virtù di ciò, come Alleanza Verdi e Sinistra chiediamo che siano presi provvedimenti nei confronti di Bignami e che venga sospeso. Oggi Fratelli d’Italia ha impedito alla Procura di accertare la verità e il Parlamento è stato trasformato in uno scudo per proteggere Andrea Delmastro. Prima hanno impedito ai deputati di conoscere gli atti, poi hanno bloccato le indagini. Chi teme quelle chat? Cosa deve essere nascosto agli italiani? È la logica dell’omertà istituzionale, della casta che si considera intoccabile e usa le istituzioni per salvarsi. Giorgia Meloni guida il governo dell’impunità”. Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.

Pittalis (FI): "Nessun privilegio ma difesa Costituzione"

“La proposta della Giunta di negare l’autorizzazione al sequestro della corrispondenza dell’onorevole Delmastro Delle Vedove non costituisce alcuna interferenza nell’attività giudiziaria, ma rappresenta il corretto e responsabile esercizio di una competenza che la Costituzione attribuisce espressamente alla Camera. Non siamo chiamati a formulare giudizi anticipati su responsabilità che verranno accertate nelle sedi competenti, tanto più che il parlamentare non risulta nemmeno indagato nel procedimento da cui trae origine la richiesta”. Lo dichiara in una nota il deputato di Forza Italia, e membro della Commissione Giustizia Pietro Pittalis, relatore del dossier in Assemblea.

“La Costituzione – spiega Pittalis – affida alla Camera un controllo preventivo volte ad accertare che l’impiego di uno strumento investigativo così invasivo sia selettivo e proporzionato. La Procura di Roma ha avanzato una richiesta onnicomprensiva per acquisire ‘tutte le comunicazioni’, comprese le chat di gruppo, senza però indicare un preciso arco temporale o criteri tecnici di selezione. I limiti di un atto che incide su una prerogativa costituzionale devono essere indicati chiaramente da chi richiede l’autorizzazione: il Parlamento non può inammissibilmente completare o riscrivere l’atto al posto dei magistrati. Questo perché – prosegue l’esponente azzurro – uno smartphone custodisce la rappresentazione integrale della vita privata di una persona, come sentenziato dalla Corte di Giustizia Ue e dalla Cassazione. È clamorosa la contraddizione delle opposizioni che invocano continuamente il primato del diritto europeo sui migranti e lo dimenticano quando tutela la riservatezza e i dati personali dei cittadini”.

“Registriamo un odioso doppiopesismo da parte della sinistra e del Movimento 5 Stelle. Nel 2024, sul caso della Fondazione Open, le opposizioni negarono l’autorizzazione al sequestro della corrispondenza applicando i medesimi principi. Lo stesso fece il M5S per tutelare le comunicazioni del senatore Scarpinato” la conclusione di Pietro Pittalis.

Bignami scatena bagarre: "Sinistra elesse Scalfaro invece di Borsellino"

Bagarre alla Camera durante l’intervento del capogruppo di FdI Galeazzo Bignami, sul caso Delmastro. “Devo farle una domanda interessata: lei da lì può spegnere il mio microfono, glielo chiedo perché ho la sensazione che alcune cose che dirò non saranno piacevoli per i colleghi della sinistra”, ha esordito Bignami rivolto alla presidente di turno, la dem Anna Ascani, provocando le prime proteste dell’opposizione. Poi ha proseguito attaccando il leader M5S Giuseppe Conte: “Ha citato l’articolo 78, che è quello della dichiarazione di guerra: onorevole Conte, mi cade sull’articolo 78″. Ma ci sta perché Conte è esperto in diritto privato, si occupa di intermediazioni, magari immobiliari, o magari delle mascherine”, ha aggiunto con sarcasmo, spostando l’attacco sulla gestione del Covid. Non le chiederemo l’accesso alle chat con il suo amico Zampolli per la vendita dei palazzi, o con Arcuri, Minenna e Di Donna, tutti soggetti indagati: fuori le chat di Conte sugli appalti delle mascherine”, ha continuato Bignami tra gli applausi dei suoi colleghi e le urla di protesta dell’opposizione. Il capogruppo FdI mette nel mirino Conte anche sotto un altro aspetto: “Lui cita spesso Paolo Borsellino ma con franchezza le dico che per noi fu una sconfitta il fatto che Msi nel maggio del 1992 non riuscì a fare eleggere Paolo Borsellino, presidente della Repubblica. Lo votò e non venne eletto e per noi quella è una sconfitta perché se fosse stato presidente della Repubblica Paolo Borsellino sarebbe qui con noi a combattere le battaglie buone e giuste, a combattere le battaglie per l’Italia. La sinistra fece eleggere Oscar Luigi Scalfaro che un anno dopo liberò 300 mafiosi al 41 bis”. A queste parole si sono sollevate proteste e urla dai banchi delle opposizioni, che hanno costretto Ascani, a richiamare all’ordine diversi deputati. “Serve rispetto per un presidente della Repubblica” e “non si può offendere la più alta carica dello Stato”, ha detto poi la stessa presidente di turno a Bignami, richiamandolo all’ordine quando il deputato ha insistito: “Quei 300 mafiosi liberati da Oscar Luigi Scalfaro, per la battaglia vinta dalla destra italiana, furono riportati in galera dall’allora ministro Conso”. Infine, il capogruppo FdI ha concluso: “A voi non interessa nulla di Delmastro, lo attaccate perché volete attaccare Giorgia Meloni. Sappiate che prima di arrivare a Giorgia Meloni dovrete attaccare tutti noi e perderete ancora una volta”.

“Voi avete messo Andrea Delmastro Delle Vedove nel mirino da quando ha rivelato quello che voi avete fatto con Cospito”, ha detto anche Bignami, ricordando che “proprio per quello che capitò ad Andrea Delmastro i mafiosi hanno detto che andrebbe fatto saltare in aria” ed è “sotto scorta per questo” . Quindi, rivolgendosi alla segretaria del Pd ha continuato: “Onorevole Schlein, vede la differenza? Andrea Delmastro Delle Vedove, per aver inconsapevolmente e incolpevolmente incontrato dei mafiosi che non erano ancora condannati a titolo definitivo e non erano mafiosi, si è dimesso e ha chiesto scusa. I suoi parlamentari, che sono andati a trovare dei mafiosi al 41bis, già condannati, non hanno mai chiesto scusa e lei non li ha mai fatti dimettere. Impari le lezioni invece che darle”.

 

 

Richetti: "Sì a utilizzo chat, vicenda va chiarita"

“Azione voterà per autorizzare l’uso delle chat del deputato Delmastro alla Procura di Roma. È evidente che su questa vicenda c’è qualcosa da chiarire e noi non dobbiamo dare giudizio nel merito, ma valutare se c’è persecuzione nei confronti di un deputato. Votiamo per l’utilizzo delle chat perché un sottosegretario alla Giustizia non può fare società con la figlia di un prestanome condannato in via definitiva. E se Delmastro non è indagato, allora perché si è dimesso?”. Lo ha detto Matteo Richetti, capogruppo di Azione, durante la dichiarazione di voto sulla relazione della Giunta per le Autorizzazioni.

“Questa vicenda non doveva rientrare nel contenzioso politico e il Parlamento non deve affrontare discussioni così delicate con uno spirito di parte. Servire le istituzioni vuol dire lasciarle meglio di come le si è trovate, più forti e più autorevoli. Il punto è proprio questo: dare forza e fare funzionare questa istituzione, ma ancora una volta abbiamo perso un’occasione”, ha aggiunto.

M5S sventolano telefoni a Camera e Senato, 'fuori le chat'

Protesta simultanea, nelle aule di Camera e Senato, dei parlamentari del Movimento 5 Stelle: nel momento esatto in cui Giuseppe Conte terminava l’intervento in dichiarazione di voto sulla questione Delmastro a Montecitorio, hanno sventolato i cellulari per richiamare la campagna #fuorilechat promossa in queste settimane dal Movimento. “Un po’ di dignità, fuori queste chat, tirate fuori i cellulari. Forza”, ha detto Conte concludendo il suo intervento in aula prima della protesta dei colleghi deputati. Nello stesso momento, a Palazzo Madama, i senatori cinque stelle hanno urlato “Fuori le chat, fuori le chat” con il telefono in mano, mentre il capogruppo Pd Francesco Boccia stava facendo la dichiarazione di voto sulle comunicazione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. La presidente di turno del Senato ha sospeso la seduta per alcuni minuti.

Dopo il voto della Camera che ha negato l’autorizzazione all’utilizzo delle chat di Delmastro, i deputati del M5S, in segno di protesta, sono andati sotto i banchi della maggioranza con il telefono in mano.

 

Schlein: "Meloni copre suoi invece di pensare a problemi italiani"

“Vi chiediamo di non trasformare una legittima prerogativa in uno scudo. Se lo stesso Delmastro ha detto più volte che non ha nulla da nascondere, perché lo state nascondendo voi? Questa è la domanda, a cui tanti italiani cercano risposta. La Presidente del Consiglio aveva scelto parole molto nette: aveva detto che non avrebbe più coperto nessuno. Perché la presidente del Consiglio sta facendo il contrario? Consentite l’acquisizione di quelle conversazioni, lasciate che emerga la verità”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo alla Camera sul caso Delmastro. “Il governo dovrebbe occuparsi dei problemi degli italiani, non dei propri. In un paese che ha una crescita allo zero, un calo della produzione industriale che va avanti da tre anni quasi consecutivi, con tante vertenze aperte, le bollette che sono, come sapete, tra le più care d’Europa, tutte le vostre energie sono concentrate a salvare voi stessi. Noi, colleghi, vi chiediamo di votare a favore dell’autorizzazione. Vi chiediamo di non impedire la ricerca della verità su un processo per fatti connessi alle mafie. Altrimenti, non vogliamo mai più sentirvi nominare Paolo Borsellino e dire che sarebbe stato un ministro di questo governo. Perché la memoria dei servitori dello Stato, che hanno sacrificato la vita nel contrasto alle mafie, appartiene a tutti. Appartiene alla Costituzione e oggi suggerirebbe di votare tutti insieme per far fare il proprio lavoro ai magistrati che contrastano le mafie”, conclude Schlein.

Schlein: "Chiediamo di non far saltare un processo per mafia"

“Nessuno, e vorrei essere chiara, sta chiedendo a quest’aula di fare un processo. Non è il nostro mestiere. Non è il nostro mestiere nemmeno anticipare sentenze di condanna o di assoluzioni. Noi stiamo chiedendo solo di far fare il mestiere ai magistrati, il loro mestiere, di far fare ai parlamentari della Giunta per le autorizzazioni il loro mestiere”, si chiede “in sostanza di non far saltare un processo per fatti connessi alla mafia”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo in Aula sul caso Delmastro.

Voto a scrutinio segreto, Camera nega autorizzazione su chat

Con 206 voti favorevoli e 133 contrari l’aula della Camera ha approvato a scrutinio segreto la relazione di maggioranza sul caso Delmastro, negando l’autorizzazione a procedere per l’utilizzo delle chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia e l’imprenditore Mauro Caroccia, indagato per legami con il clan Senese. Lo scrutinio segreto è stato richiesto dalle opposizioni e concesso dalla presidenza della Camera a norma di regolamento.

Schlein: "Voto anche su idea legalità maggioranza"

“Stiamo per dare un voto che dirà molto non solo sulla vicenda Delmastro ma anche sul rapporto tra Parlamento e magistratura, su come si intendono le prerogative dei parlamentari e più profondamente sull’idea che della legalità ha la maggioranza che in questo momento governa il Paese e che mette in pratica quando a essere coinvolto è uno dei suoi esponenti. Due pesi e due misure: giustizialisti con gli avversari e ipergarantisti sempre con i propri colleghi di partito”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo in aula sul caso Delmastro.

Conte: "Meloni non ci mette la faccia"

“Non c’è un ministro o un sottosegretario che rappresenti il governo, il governo non ci mette la faccia? Meloni non ci mette la faccia. Eppure parliamo di un fatto molto importante”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte ha iniziato il suo intervento in Aula alla Camera nelle dichiarazioni di voto sulla relazione della giunta autorizzazioni sul caso Delmastro.
“Collega, mi spiace, ma devo interrompere – è intervenuta la presidente di turno Anna Ascani – perché si tratta di un interna corporis, e quindi non è previsto che i banchi del governo siano occupati”. “Signora Presidente, la mia non era una valutazione tecnica – aggiunge -. Il mio non era un giudizio politico”.

Conte: "Meloni scuda amichetto di partito e macchia istituzioni"

La maggioranza “sta scudando un amichetto di partito” e “macchia così le istituzioni”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte parlando in Aula alla Camera nelle dichiarazioni di voto sulla relazione della giunta autorizzazioni sul caso Delmastro. “Qui si parla anche dell’idea di giustizia che ha questo governo e anche Giorgia Meloni – prosegue -. Giorgia meloni diserta quest’aula e mi chiedo se fosse stata qui, che cosa avrebbe detto oggi? Cosa avrebbe detto ai cittadini che ci seguono? Cari cittadini, qui oggi parliamo di uno scudo. Uno scudo contro il carovita? No. Ma di uno scudo contro il crollo degli stipendi? No. Di uno scudo contro il caro della produzione industriale? No, nemmeno. Di uno scudo contro il boom delle ore di cassa integrazione? Neppure. Carburante, neppure. Qui parliamo di uno scudo degli amici di partito. Prima che è stata scudata la Santanché, oggi è la volta di Delmastro. E allora diciamolo. Questi sono le priorità vostre rispetto ai bisogni dei cittadini. In questo modo voi dimostrate di essere anni luce dai bisogni dei cittadini, ma anche anni luce dall’onore delle istituzioni”.

“Lo scudo ormai vi appartiene, perché vi appartiene per mentalità – prosegue Conte -. È chiaro, quindi non cambierete idea. Però voglio qui dire ai cittadini che ci seguono a casa, ai rappresentanti delle associazioni varie che si battono per la legalità, a coloro che combattono ogni giorno il racket, non perdete la speranza. Le cose possono cambiare. C’è un’altra Italia e toccherà a noi tirare fuori le istituzioni dalle sabbie mobili in cui le avete precipitate. Toccherà a noi istituire in Italia un’altra idea e un’altra pratica di giustizia. Lo faremo anche con persone competenti, i veri eroi dell’antimafia, quelli che hanno combattuto il clan dei casalesi, coloro che sono stati affianco realmente a combattere antimafia di Falcone, non Falcone, Borsellino. Lo faremo cancellando tutte le norme che avete scritto che sono vergognose”.

Vannacci: "FnV contro privilegi casta ma vota no a uso chat"

“Il caso delle chat di Delmastro? Noi siamo contrari ai privilegi della casta. Su questo però c’è un aspetto abbastanza singolare perché per quanto riguarda Delmastro non c’è alcuna attività giudiziaria in atto, non è indagato, e si chiede di rilasciare delle conversazioni private in maniera del tutto arbitraria. Quindi noi siamo per sicuramente la tutela di quello che è l’ambito privato di un parlamentare, però auspichiamo che lo stesso Delmastro renda disponibili queste conversazioni di sua spontanea volontà. Però, per il principio che le attività personali rimangono personali, non c’è nessun presupposto affinché lui sia obbligato a rendere pubbliche quelle che sono delle conversazioni private. Quindi voteremo contro”. Così Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale, in una conferenza stampa alla Camera.

Deputati Avs bendati in Aula: "Non chiudere occhi a italiani"

“È una barbarie impedire le indagini sulla mafia” e “non potete chiudere gli occhi agli italiani, non si può bendare l’Italia”. Così in aula alla Camera la deputata Avs Elisabetta Piccolotti. Durante il suo intervento i colleghi di partito si sono alzati e si sono bendati gli occhi con delle fasce bianche, poi consegnate spontaneamente, dopo alcuni minuti, agli assistenti parlamentari intervenuti su richiamo della presidente di turno Anna Ascani.

Giuliano (M5S): "Oggi ultima farsa per scudarlo"

“È doveroso commemorare Falcone e Borsellino con le parole. Ma che senso ha farlo se poi la mafia non si combatte con i fatti? E oggi il fatto è uno: siamo all’ultimo atto di una farsa con cui la maggioranza vuole impedire alla Procura di acquisire chat che ritiene rilevanti in un’indagine per riciclaggio e reati aggravati dall’agevolazione mafiosa. Non basta. Si arriva persino a impedire alla Giunta che deve decidere di leggere quegli atti. Il Parlamento viene trasformato in un bunker per scudare Delmastro. Le prerogative parlamentari esistono per proteggere la democrazia, non per mettere al riparo gli amici di Giorgia Meloni. La domanda In tutta questa vicenda resta soltanto una: perché avere paura che quelle chat vengano lette? Noi una scelta l’abbiamo fatta: nessuno scudo, nessun privilegio, nessuna zona franca. Il diritto dei cittadini alla verità viene prima di ogni cosa. E chi oggi parla di antimafia, domani abbia almeno il coraggio di spiegare da che parte ha scelto di stare”. Così la deputata M5S Carla Giuliano intervenendo in aula.

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