Roberto Vannacci torna a chiedere una legge elettorale fondata sulle preferenze e critica il centrodestra dopo la fumata nera emersa nel confronto tra i partiti della coalizione. In un colloquio con LaPresse, il leader di Futuro Nazionale sostiene che la scelta di non introdurre le preferenze favorisca il controllo delle segreterie sui candidati e allontani gli elettori dai processi decisionali.
Lo scontro sulle preferenze
Per Vannacci, il mancato accordo rappresenta un segnale negativo. “Molto male, ancora una volta le segreterie dei partiti vogliono il potere accentrato per mettere i loro amici, amichetti, amanti, editori”, afferma, ribadendo che il suo movimento continua a sostenere un sistema elettorale senza listini bloccati. Secondo il leader di Futuro Nazionale, le preferenze costituiscono “uno dei pilastri della legge elettorale” e rappresentano uno strumento per restituire ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti. Vannacci rivendica inoltre di essere “l’unico partito rimasto a insistere per le preferenze“, sostenendo che la sovranità debba tornare agli elettori e che il Parlamento debba recuperare centralità e dignità.

Vannacci: “Di Battista? Mai visto e mai incontrato”
Nel corso dell’intervista, Vannacci ha commentato anche le ricorrenti ipotesi di possibili convergenze con Alessandro Di Battista. Il leader di Futuro Nazionale ha spiegato di non averlo “mai visto e mai incontrato” e di non considerarlo né un alleato né una minaccia politica. Pur riconoscendo che alcune posizioni possono apparire simili, ha sottolineato che in passato l’ex esponente del Movimento 5 Stelle ha espresso idee diverse dalle sue. Secondo Vannacci, i continui accostamenti sarebbero soprattutto il risultato di un tentativo di “certa stampa” di delegittimare lui e il suo movimento. A suo dire, negli ultimi mesi sarebbe stato associato di volta in volta a figure e realtà molto diverse tra loro proprio con l’obiettivo di screditarne la proposta politica.

Ucraina, la distanza da Conte
Vannacci ha infine commentato il voto espresso a Strasburgo dal Movimento 5 Stelle sulla relazione relativa all’Ucraina, coincidente con quello del suo movimento. Il leader di Futuro e Valori ha escluso qualsiasi contatto preventivo con i pentastellati, sostenendo che la convergenza sia frutto di una valutazione politica autonoma. Richiamando una frase attribuita ad Albert Einstein, ha definito “una follia” continuare a perseguire una strategia che, a suo giudizio, non ha prodotto risultati, ma ha contribuito all’aumento dei prezzi dell’energia e alla perdita di peso dell’Europa sul piano internazionale. Quanto alle dichiarazioni di Giuseppe Conte sulla presunta costruzione di una minaccia russa per giustificare il riarmo europeo, Vannacci ha preso le distanze dall’ex presidente del Consiglio. “Non sono d’accordo con Giuseppe Conte, sono d’accordo con Roberto Vannacci“, ha concluso.

