Mutui, a maggio risalgono i tassi: il Taeg sfiora il 4%

Mutui, a maggio risalgono i tassi: il Taeg sfiora il 4%
La sede della Banca d’Italia in Via dell’Arsenale, Torino (Foto di Andrea Alfano/LaPresse)

Bankitalia registra un aumento del costo dei nuovi prestiti per l’acquisto di abitazioni. Consumatori in allarme: “È il dato più alto dall’agosto 2024”

Tornano a salire i tassi sui nuovi mutui per la casa. Secondo i dati diffusi da Bankitalia, a maggio il Tasso Annuale Effettivo Globale (Taeg) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni si è attestato al 3,96%, in aumento rispetto al 3,91% registrato ad aprile. Nello stesso periodo, il Taeg sulle nuove erogazioni di credito al consumo è sceso leggermente al 10,37%, dal 10,41% del mese precedente. In crescita anche i tassi applicati ai nuovi prestiti alle società non finanziarie, saliti al 3,67% dal 3,56% di aprile.

Crescono i prestiti, stabili i depositi

A maggio i prestiti al settore privato sono aumentati del 3,1% su base annua, rispetto al 2,8% registrato nel mese precedente. L’incremento riguarda sia le famiglie, con una crescita del 2,6%, sia le società non finanziarie, i cui finanziamenti sono aumentati del 3,5%, in accelerazione rispetto al 3,1% di aprile. I depositi del settore privato hanno invece registrato un aumento del 2,7%, mentre la raccolta obbligazionaria è cresciuta del 4,1%. I tassi passivi sul complesso dei depositi sono rimasti fermi allo 0,65%. Nella giornata odierna il Tesoro ha inoltre collocato Bot annuali per 8 miliardi di euro a fronte di richieste pari a 11,55 miliardi, con un rapporto di copertura di 1,45. Il rendimento si è attestato al 2,69%, in calo rispetto alle aste precedenti.

Le associazioni dei consumatori: “Una pessima notizia”

I dati di Bankitalia hanno suscitato la reazione delle associazioni dei consumatori. Per il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, si tratta di “una pessima notizia“, perché il Taeg di maggio rappresenta il livello più alto dall’agosto 2024. Secondo Dona, l’aumento sarebbe legato “al rialzo dell’inflazione e della guerra in Iran”, fattori che avrebbero costretto la Bce a intervenire sui tassi di riferimento. Il presidente dell’associazione sottolinea inoltre che, considerando importo e durata media di un mutuo, chi sottoscrive oggi un finanziamento a tasso variabile si troverebbe a pagare una rata superiore di circa 29,50 euro al mese rispetto a un anno fa, per un aggravio di circa 354 euro l’anno.

Anche il Codacons parla di “effetto Iran” sul mercato dei mutui e sostiene che le tensioni in Medio Oriente abbiano contribuito a spingere al rialzo inflazione e tassi di interesse. L’associazione evidenzia come il fenomeno interessi un mercato che in Italia vale circa 150 miliardi di euro e coinvolge circa un milione di famiglie con mutui a tasso variabile. Secondo il Codacons, queste famiglie subiscono un doppio impatto: da un lato l’aumento dei prezzi per i consumi quotidiani, dall’altro il rincaro delle rate dei mutui, che diventano progressivamente più onerose.

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