Nona Rassegna Upel, Foti: “Su 4,2 miliardi di danni accertati, incassati solo 371 milioni: sono il 9%”

Nona Rassegna Upel, Foti: “Su 4,2 miliardi di danni accertati, incassati solo 371 milioni: sono il 9%”
La locandina della nona Rassegna di diritto amministrativo che si è tenuta a Varese. (Foto: Ufficio stampa)

La riflessione del ministro per gli Affari europei è ruotata intorno ai danni erariali e al modo in cui contrastarli efficacemente

Il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti è intervenuto oggi, venerdì 8 maggio, alla nona Rassegna di diritto amministrativo organizzata da Upel, ospitata a Ville Ponti a Varese. L’incontro era dedicato alla legge 1 del 2026, la riforma della responsabilità amministrativo-contabile di cui Foti è primo firmatario.

Nel corso del suo intervento, il ministro ha portato per la prima volta in un contesto pubblico un dato che considera centrale per comprendere le ragioni della riforma: negli ultimi sette anni, a fronte di 4,2 miliardi di euro di danni erariali accertati con sentenza definitiva, le casse pubbliche hanno recuperato 371 milioni di euro, ovvero il 9 per cento. “Dobbiamo dire come vanno realmente le cose”, ha dichiarato Foti, sostenendo che il problema non è l’entità dei risarcimenti, ma la loro effettiva applicazione.

Su questa base il ministro ha difeso il meccanismo del tetto alla condanna — uno dei punti più contestati della riforma — come strumento per rendere le sanzioni più realisticamente esigibili. Il riferimento è anche al caso limite di “un sindaco di un comune con 2.700 abitanti condannato a 5 milioni di euro”: una sentenza che finisce in prima pagina, ma che raramente si traduce in un recupero effettivo.
Foti ha poi respinto le critiche sul percorso parlamentare della legge, sottolineando che ha attraversato 40 sedute delle commissioni parlamentari, 22 alla Camera e 18 al Senato, con audizioni in entrambi i rami del Parlamento. “Quanto a rispetto e attenzione, penso che questo vada sottolineato”, ha detto.

Sul fronte istituzionale, il ministro ha annunciato che è operativo un tavolo tecnico a Palazzo Chigi, coordinato dal sottosegretario Alfredo Mantovano e composto da magistrati contabili indicati dal presidente della Corte dei Conti, per lavorare ai decreti attuativi della legge. Riguardo alla rimessione della legge alla Corte Costituzionale — avvenuta a soli quattro mesi dall’entrata in vigore — Foti si è detto favorevole a un pronunciamento del giudice delle leggi: “Penso che sia doveroso che la Corte affronti la questione e si pronunci”. Ha poi difeso la funzione consultiva assegnata alla Corte dei Conti come un completamento del suo ruolo, non una compressione: «Non è vero che il ruolo della Corte sia solo repressivo».

Il ministro ha chiuso con una valutazione complessiva: “Di leggi perfette pare che ci siano solo le tavole della legge per chi crede. Di legislatori perfetti non penso ve ne siano”. Ha auspicato che la Corte Costituzionale, investita analiticamente della questione, possa indicare la strada migliore nell’interesse di tutti i soggetti coinvolti.

Stefano Glinianski, consigliere della Corte dei Conti e coordinatore del comitato scientifico della Rassegna, ha espresso soddisfazione per l’esito dei due giorni di lavori: “Posizioni anche molto distanti, a tratti apertamente contrapposte”, ha dichiarato, “che hanno trovato in questa sede un confronto approfondito e rispettoso. È la dimostrazione che su una riforma di questa portata — che incide sulla Corte dei Conti, sull’attività degli amministratori pubblici e, in ultima analisi, sulla qualità dei servizi ai cittadini — il dibattito non solo è possibile, ma è necessario”.

La presidente di Upel, Eleonora Paolelli, ha sottolineato il valore dell’iniziativa: “Portare allo stesso tavolo il ministro Foti, promotore della riforma, e i massimi esperti della magistratura contabile e amministrativa è stato un risultato di cui siamo orgogliosi. Raramente il territorio varesino è stato sede di un confronto di questo livello su un tema così rilevante per chi amministra la cosa pubblica”.
Il direttore Claudio Biondi ha aggiunto: “Questi due giorni di lavori hanno dimostrato che è possibile affrontare anche le questioni più tecniche e controverse con rigore e apertura al dialogo. È esattamente la funzione che Upel intende svolgere: creare spazi di confronto utili non solo agli addetti ai lavori, ma ma a tutti coloro che vivono e lavorano sul territorio”.

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