Nelle Marche il congresso regionale di Forza Italia si terrà tra una settimana, il 15 maggio, a Macerata. Sono attesi i big del partito, a partire dal segretario Antonio Tajani. Doveva essere uno dei congressi ‘unitari’ – insieme a Calabria e Veneto – la cui celebrazione aveva avuto il via libera anche da parte di Marina Berlusconi, nella trattativa con lo stesso Tajani sul timing della stagione congressuale.
Ma tanto unitario non appare, almeno a sentire le voci che arrivano del territorio: emerge un malumore strisciante tra tanti esponenti di tutte le provincie marchigiane, per come è stato gestito il congresso, per i tempi ristretti, per la gestione imposta dal commissario regionale, il deputato Francesco Battistoni, candidato unico al ruolo di nuovo segretario ma sotto attacco di una parte del partito locale.
“C’è un malcontento generale, quanto meno vogliono un rinvio del congresso”, assicura a LaPresse Domenico Eleuteri, ex sindaco di Amandola (Fermo) e storico assistente parlamentare, che non ha rinnovato la tessera del partito proprio in polemica con l’attuale dirigenza. Battistoni “ha fretta di diventare segretario regionale in vista delle candidature alle politiche del 2027“, continua Eleuteri, che raccoglie “tantissime e continue lamentele” che provengono dal territorio perché non c’è stato il tempo “per proporre un candidato locale”.
L’ex esponente azzurro non è l’unico a criticare questo aspetto, anche se molti degli referenti locali del partito preferiscono parlare a taccuini chiusi. Diverse fonti contestano il fatto che l’unico candidato alla segreteria “non sia marchigiano, non viva i problemi della regione e non possa essere sempre presente considerando gli impegni parlamentari”. Oppure lamentano un “scarsa valorizzazione degli esponenti del territorio a favore di candidati calati dall’alto”.
Sotto accusa anche la circostanza che “il congresso sia stato convocato l’ultimo giorno utile, con un blitz che ci lascia di fatto solo 10 giorni per raccogliere le firme tra gli iscritti”. Diverse mail – a quanto apprende LaPresse – sarebbero arrivate anche all’attenzione del governatore del Piemonte Alberto Cirio, in qualità di vicesegretario del partito e responsabile della gestione dei congressi.
Lettere in cui si denuncerebbe un atteggiamento di totale disinteresse nei confronti degli amministratori locali e in cui si metterebbe addirittura in discussione la regolarità del congresso della settimana prossima, adducendo tra le ragioni la modalità di raccolta delle firme e la scarsa trasparenza sulle candidature. Una delle situazioni più critiche si ha nella provincia di Pesaro Urbino, che lamenta di essere trascurata rispetto alle altre più a sud: il malumore è tale che lo stesso Battistoni ha dovuto convocare per oggi una call con il comitato provinciale per un chiarimento.

